L’agenda 2030, che novità ci sono per l’economia

di | Aprile 9, 2021

Quando, nell’agosto 2015, i 193 stati dell’ONU approvarono la famosa Agenda 2030 si presero l’impegno ufficiale di “Trasformare il nostro mondo verso una direzione sostenibile”. Questa presa di posizione fu un momento storico per tutte le interazioni macroeconomiche e di politica internazionale. Questo importante documento prevede il raggiungimento di 17 obiettivi di sviluppo sostenibili, susseguiti da 169 sotto-obiettivi misurabili, in modo tale da garantirne il monitoraggio in itinere. Questa Agenda da un ruolo fondamentale al settore privato; ecco che quindi il compito dell’imprenditorialità responsabile risulta essere un tassello decisivo. Per la realizzazione di 17 obiettivi è l’economia che si deve fare promotrice, dettando la linea di realizzazione.

I 17 obiettivi

Addentriamoci ora nel dettaglio di questi 17 obiettivi; capendo meglio di cosa trattano. Inoltre sarà importante capire che ruolo ha l’economia, nello specifico il settore privato, per la realizzazione di questi obiettivi.

  • GOAL 1: Porre fine ad ogni forma di povertà nel mondo. In Italia è peggiorata la povertà̀ assoluta e relativa, nonché́ il numero di individui in famiglie a bassa intensità lavorativa. Nell’ultimo biennio, tuttavia, si riduce la percentuale di persone che vivono in abitazioni che presentano problemi e delle famiglie che non possono permettersi di riscaldare adeguatamente la casa
  • GOAL 2: Porre fine alla fame, raggiungere la sicurezza alimentare, migliorare la nutrizione e promuovere un’agricoltura sostenibile. Qui c’è un miglioramento tendenziale in Europa e in Italia
  • GOAL 3: Assicurare la salute e il benessere per tutti e per tutte le età.
  • GOAL 4: Assicurare un’istruzione di qualità, equa ed inclusiva, e promuovere opportunità di apprendimento permanente per tutti. Rispetto al 2015 continua a migliorare la quota di persone di 30-34 anni con titolo universitario e a diminuire il tasso di uscita precoce dal sistema di istruzione e formazione. Nonostante il miglioramento, però, l’Italia continua a essere ancora molto indietro rispetto alla media europea.
  • GOAL 5: Raggiungere l’uguaglianza di genere e l’empowerment (maggiore forza, autostima e consapevolezza) di tutte le donne e le ragazze. Qui il settore privato risulta direttamente coinvolto; le misure ci sono e sono applicate, purtroppo si è ancora distanti dal raggiungimento di un risultato soddisfacente.
  • GOAL 6: Garantire a tutti la disponibilità e la gestione sostenibile dell’acqua e delle strutture igienico-sanitarie
  • GOAL 7: Assicurare a tutti l’accesso a sistemi di energia economici, affidabili, sostenibili e moderni. Il mercato dell’energia elettrica e del gas già da tempo attua meccanismi in grado di assistere tutti i bisognosi con forme di energia per la maggior parte rinnovabili.
  • GOAL 8: Incentivare una crescita economica duratura, inclusiva e sostenibile, un’occupazione piena e produttiva ed un lavoro dignitoso per tutti. Questo punto riguarda esclusivamente il settore economico promuovendo l’inclusione e l’equilibrio.
  • GOAL 9: Costruire una infrastruttura resiliente e promuovere l’innovazione ed una industrializzazione equa, responsabile e sostenibile. Qui invece viene posta attenzione al settore industriale; è infatti risaputo che il secondario è uno dei settori più invasivi dal punto di vista ambientale.
  • GOAL 10: Ridurre l’ineguaglianza all’interno di e fra le Nazioni
  • GOAL 11: Rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili. Anche qui l’economia, con protagoniste le PMI, risultano essere la chiave di volta per il raggiungimento di questo obiettivo.
  • GOAL 12: Garantire modelli sostenibili di produzione e di consumo. Il rapporto B2C è sicuramente il punto di partenza per raggiungere un consumo sostenibile.
  • GOAL 13: Adottare misure urgenti per combattere il cambiamento climatico e le sue conseguenze
  • GOAL 14: Conservare e utilizzare in modo durevole gli oceani, i mari e le risorse marine per uno sviluppo sostenibile. Anche qui, tutta l’economia che ruota intorno ai mari e agli oceani sta attuando un processo di conversione verso modelli sostenibili e responsabili. Gli ultimi dati lo dimostrano.
  • GOAL 15: Proteggere, ripristinare e favorire un uso sostenibile dell’ecosistema terrestre, gestire sostenibilmente le foreste, contrastare la desertificazione, arrestare e far retrocedere il degrado del terreno, e fermare la perdita di diversità̀ biologica.
  • GOAL 16: Promuovere società pacifiche e più inclusive per uno sviluppo sostenibile; offrire l’accesso alla giustizia per tutti e creare organismi efficienti, responsabili e inclusivi a tutti i livelli
  • GOAL 17: Rafforzare i mezzi di attuazione e rinnovare il partenariato mondiale per lo sviluppo sostenibile. In quest’ultimo punto si intende la quota di Aiuto al Pubblico e allo Sviluppo.

L’importanza dell’economia Europea

L’ Europa è emersa positivamente in termini di politiche sostenibili per i prossimi decenni. Tra le sue priorità e temi centrali troviamo la protezione dei cittadini e della libertà, lo sviluppo di un’economia forte e vivace, la costruzione di un’Europa verde, equa, sociale e a impatto climatico zero, infine promuovere gli interessi e i valori europei sulla scena mondiale. L’Europa risulta essere estremamente virtuosa anche da punto di vista delle risorse stanziate per questo sviluppo economico. Un piano complessivo da mille miliardi di euro d’investimento verdi per i

prossimi dieci anni. Il piano prevede che almeno il 25% del bilancio Ue sia destinato a progetti verdi. Una cifra che equivale a 485 miliardi di euro fino al 2030. Poi altri 115 miliardi arriveranno dal cofinanziamento nazionale, mentre per raggiungere quota mille miliardi ci saranno i finanziamenti della Banca europea per gli investimenti e quelli dei privati attraverso un piano apposito, Investe.

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