Case a 1€ in Italia: come funziona e chi sono i principali acquirenti

di | Luglio 5, 2022

Ultimamente si sente sempre più parlare, principalmente dalle testate giornalistiche nazionali e dai telegiornali in tv, del progetto di compra-vendita di case a 1 euro. Questa iniziativa era partita come un esperimento e il primo paesino che aveva aderito era in Sicilia, per la precisione a Salemi, quando all’epoca il sindaco era il critico d’arte Vittorio Sgarbi. Oggi però è diffuso in tutta Italia. Anzi, in tutta Europa visto che progetti molto simili, anche se chiamati diversamente, hanno preso piede in Spagna, Croazia, Germania e Regno Unito.

Lo scopo di questo progetto è quello di riqualificare e ripopolare oltre che riscoprire, i bellissimi borghi abbandonati dove da tempo nessuno più vuole abitarci. Questi paesini un tempo brulicavano di vita mentre oggi sono quasi spettrali. Per invertire questa tendenza nel 2008 si è pensato a questo progetto che prevende la vendita di case di questi praticoli borghi alla cifra simbolica di 1 euro. Il motivo che sta alla base dello spopolamento è che i giovani migrano verso le grandi città sia per poter studiare sia in cerca di qualche lavoro che gli garantisse un futuro migliore. Per questo motivo ormai nei borghi più caratteristici della nostra penisola sono abitati quasi esclusivamente da manciate di simpatici vecchietti che non vogliono rinunciare alle loro tradizioni.

L’idea di questo progetto è portata avanti da alcuni sindaci che governano piccoli comuni del bel paese, che hanno emanato dei bandi per poter comprare casa senza sborsare una fortuna, ma abbracciando un’iniziativa davvero lodevole.

In tutta la penisola in breve tempo le iniziative del genere si sono moltiplicate. E le amministrazioni comunali hanno emanato bandi per dettare regole, stabilire requisiti e individuare modalità di intervento al fine di salvare interi paesi dalla rovina, con progetti di recupero, restauro e valorizzazione.

case a 1€

Come funziona il progetto case a 1 euro?

Il contratto che regolamenta l’acquisizione dell’immobile al prezzo simbolico di 1 euro obbliga il compratore a risistemare l’immobile entro un certo numero di anni stabilito dal contratto. Il prezzo di 1 euro serve appunto da incentivo a ristrutturare nel miglior modo possibile queste abitazioni in modo anche da riattivare il tessuto sociale, economico e commerciale del borgo di riferimento.

Chi ristruttura deve per forza di cose (a volte anche stabilite dal contratto, altre invece per questioni logistiche) rivolgersi ad artigiani, muratori e carpentieri del posto in modo da acquistare, tessuti, mobili, provviste e attrezzature direttamente dai negozi locali. In questo modo il piccolo paese si riattiverà tornando a commerciare e crescere, migliorando sia dal punto di vista dell’occupazione ma anche del benessere degli abitanti.

In aggiunta aderendo a questo progetto, i piccoli comuni si fanno anche “pubblicità” in quanto iniziano a far parlare di sé e tutto questo contribuisce ad attrarre nuovi turisti, curiosi e di conseguenza investimenti.

Come sono messi gli immobili disponibili? Chi sono i compratori?

Molto spesso, per non dire sempre, gli immobili messi a disposizione per questo tipo di progetto sono delle case in stato di abbandono e fatiscenti e che quindi necessitano di ingenti costi di restauro. Queste case, il più delle volte, appartenevano a persone non residenti nella zona anzi, spesso erano case ereditate e che a causa dei costi non potevano venire ristrutturate.

Il primo comune che lanciò l’iniziativa fu Salemi, comune siciliano in provincia di Trapani, il quale già nel 2008 ha provato a far vivere una seconda giovinezza al paesino.

Generalmente sono i giovani a investire su questo tipo di progetti, i quali decidono di comprare case nei più bei paesini del nostro Paese. Oltre ai giovani italiani, ci sono anche investitori che vengono da tutto il mondo che, attraverso i media, sono venuti a conoscenza dell’opportunità di avere una casa alla cifra simbolica di 1 euro. Tra questi ci sono anche star di Hollywood!

Quasi tutte le regioni Italiane hanno aderito a questo esperimento, vista la grande opportunità data per ridare lustro a posti meravigliosi destinati a sgretolarsi con il passare del tempo. Tuttavia, un investimento di questo tipo non è adatto a tutti. I costi per il restauro sono molto spesso ingenti e non tutti possono permetterseli, specialmente entro i tempi stabiliti dai contratti. In tal caso la casa tornerà nelle mani del comune. In aggiunta le liste per accaparrarsi una casa sono un po’ lunghe e la priorità viene data a chi vuole trasferire la sua residenza in quell’abitazione. Infatti, molto spesso questo progetto suscita interesse negli investitori in funzione di una seconda casa perché, specialmente nel primo periodo, vivere in un paesino fantasma non è da tutti. I disagi dovuti alla mancanza di abitanti sarebbero duri da supportare all’inizio ma al contempo ci sono molte persone che cercano di scappare dalla vita frenetica delle città per rifugiarsi un paesino più tranquilli. Per tutti coloro che sono alla ricerca di pace e di tranquillità, sicuramente questo progetto potrebbe trattarsi di un ottimo investimento.

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