Smartworking, i vantaggi del lavoro da casa

di | Marzo 1, 2022

Gli ultimi mesi hanno confermato le potenzialità di quella che già negli anni precedenti si proponeva come una rivoluzione del mondo del lavoro: lo smartworking. Balzato ai primi posti delle cronache degli ultimi tempi, si tratta di una pratica che aveva già dimostrato di possedere le potenzialità per impattare in maniera importante nelle dinamiche tradizionali del mercato lavorativo, stravolgendone uno dei profili più classici: quello dello spazio di lavoro. Nonostante sia certamente vero che, come nel caso di ogni innovazione, sia necessario dare risposte alle possibili criticità, allo stesso tempo non si possono ignorare i vantaggi che lo smartworking è in grado di offrire, e che rendono il formato lavorativo un’alternativa concreta in numerosi contesti di impiego.

Uno dei primi e più evidenti vantaggi è quello della flessibilità negli orari. I lavori che possono essere svolti in modalità smartworking, infatti, sono spesso caratterizzati dall’assenza sia di tempi lavorativi rigidi che dei tradizionali orari di ingresso e uscita dall’ufficio, proprio perché venendo a mancare l’ufficio viene meno la stessa necessità di monitorarne i movimenti in entrata e in uscita. Alcuni impieghi possono certamente mantenere il classico schema di inizio e fine orario lavori, ma all’interno di questa cornice la gestione del tempo rimane comunque molto più flessibile del tradizionale lavoro in presenza: si può pensare per esempio ai casi di assistenza via web fornibile da remoto, o altre posizioni assimilabili. Il possibile rovescio della medaglia potrebbe essere visto nel fatto che maggiore autonomia equivale a maggiore responsabilità, ma si tratta di un profilo facilmente controllabile tramite routine consolidate e, soprattutto, autonomamente stabilite dal singolo lavoratore, magari anche tramite apposite app.

Direttamente connesso alla flessibilità, inoltre, un altro vantaggio è dato dal fatto che lavorare in smartworking determina tendenzialmente un maggior focus sul risultato ottenuto, e quindi sulla qualità del lavoro svolto. Spesso infatti oggetto di tale forma lavorativa sono delle consegne, nelle quali si richiede un risultato entro un certo tempo: l’organizzazione del tempo lavorativo perciò è lasciata alla discrezionalità del lavoratore, vincolato all’unico termine finale, che potrà quindi dedicarsi a ricercare il miglior risultato possibile nelle scadenze date. Tale autonomia si riflette conseguentemente anche nell’utilizzo dei migliori strumenti a disposizione, scelti direttamente dal lavoratore e non forniti da un datore di lavoro nei suoi uffici: per esempio nella scelta di un pc o della connessione internet. Quest’ultima del resto ha apportato cambiamenti rivoluzionari nei più disparati settori: basti pensare alle piattaforme digitali come PokerStars Casino, con le numerose possibilità di passatempi online, o alle piattaforme di streaming, grazie alle quali i supporti fisici rimangono sul mercato quasi unicamente per valore collezionistico. Era inevitabile che il web rivoluzionasse anche il mercato del lavoro, assumendo quindi importanza fondamentale nello smartworking e rendendolo valido proprio grazie alla rete, rapporto che il lavoratore tenderà a curare nel modo a lui più confacente.

Deve inoltre essere considerato l’ambiente lavorativo, vero e proprio aspetto caratterizzante dello smartworking. Lavorare da remoto, infatti, significa che il lavoratore ha il totale controllo dello spazio da dedicare al lavoro, potendolo plasmare nella maniera più attagliata alle sue esigenze. Nella maggioranza dei casi infatti lo smartworking viene svolto direttamente dalla propria casa, nella quale quindi chiunque può allestire uno spazio da dedicare alla propria attività lavorativa. Una possibilità che, come spesso accade, non è esente da possibili aspetti negativi, quali la potenziale assenza di distinzione tra vita quotidiana e vita lavorativa o il non avere a disposizione uno spazio sufficiente; una soluzione in tal senso può però essere data dalla frequentazione di uno spazio di coworking, realtà ormai affermate in tutta Italia e che rappresentano una valida risposta proprio a questo tipo di criticità.

Infine, non possono passare in secondo piano i riflessi positivi dello smartworking sull’ambiente. La crescente sensibilità alle criticità climatiche, sollecitata anche da iniziative globali come l’ormai storica Giornata della Terra introdotta nel 1970 grazie agli sforzi del senatore americano Gaylord Nelson, si concentra anche sugli impatti degli spostamenti, ivi compresi quelli per motivi lavorativi. Il lavorare da casa si traduce in un azzeramento degli spostamenti necessari, con tangibili effetti positivi sull’ambiente come dimostrato, tra l’altro, anche da alcuni rilevamenti recenti. Un vantaggio in più per lo smartworking, che anche sotto questo profilo di conferma una possibilità che può rivelarsi insostituibile.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.