Proibizionismo ed effetti sull’economia statunitense

di | Novembre 25, 2020

Gli Stati Uniti durante i primi anni del XX Secolo iniziarono a spingere affinché venissero prese precauzioni nei confronti del consumo di alcol in quanto una serie di gruppi ritenevano che l’alcol fosse una delle maggiori cause dei problemi sociali presenti in America. Dopo una serie di dibattiti, il 29 ottobre del 1919 il Volstead Act (conosciuto anche come National Prohibition Act) che prende il nome dal suo ideatore Andrew Volstead, presidente della “House Judiciary Committee”. Questo provvedimento va a rinforzare il 18esimo emendamento andando a proibire la produzione, la vendita e il consumo di bevande alcoliche nella maggior parte degli Stati Uniti. Il governo pensava che questa legge potesse avere un impatto positivo sulla società nel suo insieme, potendo infatti prevenire e diminuire il numero di “ubriaconi” e i crimini ad essi collegati, senza contare tutti gli altri effetti negativi derivanti dall’alcol. Quello che non riuscirono a prevedere fu l’impatto economico di tale scelta, considerando quella dell’alcol una delle industrie più floride per quanto riguarda gli Stati Uniti; infatti solo nell’anno 1914 l’entrata proveniente dalle tasse imposte sull’alcol furono 226.000.000. Proibendo tali vendite, l’economia degli Stati Uniti avrebbe visto di lì a poco grosse perdite derivanti direttamente e indirettamente dalla vendita degli alcolici. Chi si trovava a favore del proibizionismo riteneva che le vendite delle altre bibite come la soda o i succhi aumentassero in maniera esponenziale per soppiantare le perdite dovute dagli alcolici ma così non fu, anzi questa visione risulta parecchio lontana dalla realtà dei fatti.

Volstead Act: cos’è?

Abbiamo capito che il volstead act nacque per impedire la vendita, il consumo e la produzione di alcol con la speranza che questo limitasse il tasso di criminalità e spostasse i consumi ma così non fu. Durante questo periodo negli USA erano presenti diverse compagnie che producevano alcolici, grandi industrie con migliaia di lavoratori. Queste grandi industrie portavano milioni di dollari nelle casse dello stato dovuto alla forte domanda presente su mercato. Essendo l’alcol proibito, queste grandi industrie non solo dovettero chiudere tutto togliendo un’entrata importante nelle casse dello stato, ma in più dovettero licenziare migliaia di americani ora senza lavoro. Però queste industrie non furono le uniche colpite dalla legge, tutti quei negozi che vendevano esclusivamente alcolici chiusero, creando un vuoto occupazionale ancora più grande e una diminuzione delle entrate dello stato ancora maggiore. Venne stimato in tutto, a causa del proibizionismo, la chiusura di oltre 200 distillerie, un migliaio di rivenditori e oltre 170.000 venditori al dettaglio. Anche l’industria dell’intrattenimento subì grosse perdite, infatti cinema che si aspettavano un incremento nelle entrate si trovarono invece in perdita, a causa dell’impossibilità di vendere alcolici. Le entrate dovute alla vita notturna ne risentirono anche loro, a causa del fatto che gli alcolici erano considerati una parte integrante di essa. Senza dimenticare che molti bar dovettero chiudere poiché la loro attività veniva ora considerata illegale, oltre ai nightclub e alle sale da ballo che a causa del proibizionismo persero clienti e quindi entrate.

Cause ed effetti sull’economia statunitense

Una nuova finestra di opportunità si aprì come conseguenza del proibizionismo che sarebbe costata tanto agli Stati Uniti, ovvero la produzione e la vendita illegale degli alcolici. Essendo vietata sia la produzione che la vendita sul mercato regolare, molti americani cominciarono a produrre illegalmente o a contrabbandare l’alcol attraverso gli Stati. Adesso gli alcolici venivano prodotto e venduto illegalmente e senza tasse da diversi gruppi intorno al paese. Questi produttori avrebbero venduto alcol a chiunque volesse e si fosse potuto permettere di pagare. Con la produzione illegale di massa serviva un luogo in cui venderlo, dato che trovare un acquirente era abbastanza facile essendo la domanda molto alta. E come luogo di vendita vennero scelti dei club sotterranei che compravano la merce e la rivendevano ai propri “titolari”. Ovviamente tutti questi club operavano in tutta segretezza per rimanere nascosti dalla polizia. Essendo questi stabilimenti illegali, nessuna delle transazioni legate all’alcol veniva tassata, causando una perdita enorme per le casse dello stato. Con il connubio tra leggi restrittive sugli alcolici e il fiorire della produzione illegale, gli Stati Uniti subirono un incremento esponenziale della presenza del crimine organizzato sul territorio. Il dipartimento di polizia che si occupava del proibizionismo di Washington vide un aumento del 25% per quanto riguarda gli arresti poiché molti videro l’opportunità di avviare un business e lucrarci in maniera veloce ed efficace. Questa guerra al contrabbando e alla criminalità organizzata portò lo stato a dover spendere grandi quantità di denaro in quanto l’organico non risultava sufficiente. Uno dei problemi in cui si incorreva nella lotta al contrabbando riguardava la corruzione, poiché la criminalità organizzata spesso pagava la polizia per poter agire indisturbata. Fin quando persiste la corruzione e la domanda dell’alcol è alta, ci sarà sempre una battaglia senza fine che porta solo a sprechi monetari e a fallimento sociale, per cui per una visione di lungo periodo occorre sempre valutare tutte le variabili e scegliere la più sostenibile, altrimenti non solo non risolvi il problema, ma lo peggiori addirittura.

Volstead Act: cos’è?

Abbiamo capito che il volstead act nacque per impedire la vendita, il consumo e la produzione di alcol con la speranza che questo limitasse il tasso di criminalità e spostasse i consumi ma così non fu. Durante questo periodo negli USA erano presenti diverse compagnie che producevano alcolici, grandi industrie con migliaia di lavoratori. Queste grandi industrie portavano milioni di dollari nelle casse dello stato dovuto alla forte domanda presente su mercato. Essendo l’alcol proibito, queste grandi industrie non solo dovettero chiudere tutto togliendo un’entrata importante nelle casse dello stato, ma in più dovettero licenziare migliaia di americani ora senza lavoro. Però queste industrie non furono le uniche colpite dalla legge, tutti quei negozi che vendevano esclusivamente alcolici chiusero, creando un vuoto occupazionale ancora più grande e una diminuzione delle entrate dello stato ancora maggiore. Venne stimato in tutto, a causa del proibizionismo, la chiusura di oltre 200 distillerie, un migliaio di rivenditori e oltre 170.000 venditori al dettaglio. Anche l’industria dell’intrattenimento subì grosse perdite, infatti cinema che si aspettavano un incremento nelle entrate si trovarono invece in perdita, a causa dell’impossibilità di vendere alcolici. Le entrate dovute alla vita notturna ne risentirono anche loro, a causa del fatto che gli alcolici erano considerati una parte integrante di essa. Senza dimenticare che molti bar dovettero chiudere poiché la loro attività veniva ora considerata illegale, oltre ai nightclub e alle sale da ballo che a causa del proibizionismo persero clienti e quindi entrate.

Cause ed effetti sull’economia statunitense

Una nuova finestra di opportunità si aprì come conseguenza del proibizionismo che sarebbe costata tanto agli Stati Uniti, ovvero la produzione e la vendita illegale degli alcolici. Essendo vietata sia la produzione che la vendita sul mercato regolare, molti americani cominciarono a produrre illegalmente o a contrabbandare l’alcol attraverso gli Stati. Adesso gli alcolici venivano prodotto e venduto illegalmente e senza tasse da diversi gruppi intorno al paese. Questi produttori avrebbero venduto alcol a chiunque volesse e si fosse potuto permettere di pagare. Con la produzione illegale di massa serviva un luogo in cui venderlo, dato che trovare un acquirente era abbastanza facile essendo la domanda molto alta. E come luogo di vendita vennero scelti dei club sotterranei che compravano la merce e la rivendevano ai propri “titolari”. Ovviamente tutti questi club operavano in tutta segretezza per rimanere nascosti dalla polizia. Essendo questi stabilimenti illegali, nessuna delle transazioni legate all’alcol veniva tassata, causando una perdita enorme per le casse dello stato. Con il connubio tra leggi restrittive sugli alcolici e il fiorire della produzione illegale, gli Stati Uniti subirono un incremento esponenziale della presenza del crimine organizzato sul territorio. Il dipartimento di polizia che si occupava del proibizionismo di Washington vide un aumento del 25% per quanto riguarda gli arresti poiché molti videro l’opportunità di avviare un business e lucrarci in maniera veloce ed efficace. Questa guerra al contrabbando e alla criminalità organizzata portò lo stato a dover spendere grandi quantità di denaro in quanto l’organico non risultava sufficiente. Uno dei problemi in cui si incorreva nella lotta al contrabbando riguardava la corruzione, poiché la criminalità organizzata spesso pagava la polizia per poter agire indisturbata. Fin quando persiste la corruzione e la domanda dell’alcol è alta, ci sarà sempre una battaglia senza fine che porta solo a sprechi monetari e a fallimento sociale, per cui per una visione di lungo periodo occorre sempre valutare tutte le variabili e scegliere la più sostenibile, altrimenti non solo non risolvi il problema, ma lo peggiori addirittura.

 

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