Piano Marshall e conseguenze sull’economia globale

di | Novembre 19, 2020

Il Piano Marshall, conosciuto come il Piano di Recupero Europeo, è stato un programma statunitense per aiutare l’Europa dell’Ovest a seguito della devastazione della Seconda Guerra Mondiale. Fu annunciato nel 1948 e fornì oltre 15 miliardi di dollari in aiuti per ricostruire il continente. L’ideatore, il Segretario di Stato George Marshall (da cui il piano prende il nome) pensò questo programma come un progetto quadriennale per ricostruire città, industrie e infrastrutture fortemente danneggiate durante la Seconda Guerra Mondiale e per eliminare i dazi doganali presenti per il commercio tra questi stati e gli USA. Oltre alla spinta economica una delle motivazioni dietro al Piano Marshall è stata di sicuro la diffusione del comunismo imminente nel continente Europeo. Alcuni vedo nel Piano Marshall l’evento “miccia” della Guerra Fredda fra gli USA e gli stati europei alleati e l’Unione Sovietica, che aveva preso il controllo della parte centrale ed est dell’Europa. Il Piano Marshall fu inoltre uno degli eventi chiave per la formazione della “North Atlantic Treaty Organization” ovvero la NATO, un’alleanza militare tra gli USA e gli Stati Europei.

Piano Marshall: cos’è stato?

L’Europa post-guerra si trova in condizioni gravissime, milioni di cittadini uccisi o feriti gravemente oltre alle atrocità avvenute durante l’Olocausto. Numerose città, tra cui alcuni centri industriali e culturali di Gran Bretagna, Francia, Germania, Belgio e Italia, erano state distrutte. I report giunti fino al Segretario Marshall evidenziavano come diverse regioni del continente fossero sull’orlo della carestia poiché l’agricoltura e la produzione in generale di cibo erano state distrutte dai combattimenti. Inoltre le infrastrutture quali ferrovie, strade, ponti e porti avevano subito gravi danni a causa dei continui bombardamenti e numerose navi da trasporto erano state affondate. Di fatti si potrebbe affermare che l’unica potenza mondiale non direttamente coinvolta furono proprio gli Stati Uniti.

La ricostruzione dell’Europa sotto il Piano Marshall venne formulata a seguito di un meeting a cui parteciparono tutti gli stati dell’Unione Europea nella fine del 1947. Anche l’Unione Sovietica venne invitata ma si rifiutò di partecipare temendo che gli Stati Uniti potessero ficcare il naso in affari interni.

Il presidente Harry Truman firmò il Piano Marshall nell’Aprile del 1948, e gli aiuti vennero distribuiti a 16 stati Europei, tra cui Francia, Belgio, Olanda e Norvegia. Per sottolineare l’importanza dell’America, gli aiuti che elargì furono solo il 5% del PIL nazionale a quel tempo. Il piano da 13 miliardi cominciò con la spedizione tramite navi di generi alimentari verso vari porti Europei come ad esempio olanda e Francia. Trattori, turbine e altri attrezzi industriali arrivarono di lì a poco, oltre al carburante per fare funzionare tutte queste macchine. Considerando l’inflazione, i 13 miliardi del 1948 oggi varrebbero circa 130 miliardi.

Ma il Piano Marshall fu più che solo un piano economico, infatti il Segretario di Stato pensava che la cooperazione con le nazioni europee potesse portare a un’unità più grande, da lì appunto venne fondata la Nato. Grazie al suo piano, George Marshall si guadagnò il Premio Nobel per la Pace nel 1953, anche se i reali effetti del piano si ebbero solo più in la nel futuro.

Cause ed effetti del Piano Marshall

Il Piano Marshall fornì aiuti sostanzialmente in base alla dimensione produttiva dello Stato, con un ammontare maggiore concesso a Stati con un maggiore potere produttivo, come ad esempio la Germania dell’Ovest, la Francia e la Gran Bretagna. La ratio dietro a tutto ciò si deve al fatto che Marshall e i suoi consiglieri ritenevano che il recupero di tali nazioni fosse essenziale per il recupero di tutta l’Europa. Ma questo fattore non fu assoluto, infatti non tutti gli stati ricevettero in egual parte. Ad esempio l’Italia che aveva combattuto accanto alla Germania Nazista ricevette meno sussidi così come quegli stati che erano rimasti neutri allo scontro, rispetto a quegli stati che si erano schierati con gli USA e gli altri alleati. In tutto ciò, la Gran Bretagna aveva ricevuto circa un quarto degli aiuti totali elargiti dal Piano Marshall, mentre alla Francia spettò meno di un quinto dei fondi.

Impatto del Piano Marshall

Un fatto interessante è che nella decade successiva all’implementazione del Piano Marshall si portò avanti un dibatto sulla reale efficacia economica del piano. Alcuni report infatti sottolineano come l’Europa dell’Ovest fosse già ben instradata quando il piano diede i suoi primi effetti. Inoltre, nonostante gli investimenti significativi da parte degli USA, i fondi elargiti dal Piano Marshall ammontavano al 3% del PIL di tutti gli stati richiedenti messi insieme. Questo portò a una crescita minima del PIL in questi stati durante i 4 anni in cui il piano era in vigore. Nonostante questo, durante l’ultimo anno del piano, nel 1952, la crescita economica negli stati che avevano ricevuto i fondi aveva superato il livello pre-guerra, un forte indicatore di come il programma abbia avuto un impatto positivo, almeno a livello economico.

 

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