La vigilanza sulle banche dalla A alla Z

di | Settembre 30, 2020

Il sistema bancario è di sicuro uno dei sistemi più complessi attorno a cui ruota tutta l’economia mondiale, e in quanto tale occorre che segua delle regole ben definite. Tali regole vengono fissate dalla Banca Centrale (nel nostro caso la Banca d’Italia) che opera seguendo sempre i principi comunitari (ovvero imposti dalla Banca Centrale Europea.

Ma quali sono questi principi e quali poteri esercita la Banca d’Italia?

Poteri e funzioni della Banca d’Italia

La Banca d’Italia ha la funzione principale di mantenere la stabilità finanziaria esercitando il potere di vigilanza nei confronti delle banche, dei gruppi bancari e degli intermediari finanziari. Per fare ciò può disporre normative in totale autonomia, al fine di garantire il corretto funzionamento di tutto il sistema, tutelando la trasparenza e la correttezza delle banche nei confronti dei clienti, rispettando comunque la natura imprenditoriale delle stesse (con le conseguenti strategie, politiche di investimento, etc..).

Come fondamentale parametro di riferimento della stabilità abbiamo il patrimonio, e quindi il mondo in cui le aziende riescono a gestire e ad assorbire i possibili rischi.

La vigilanza si configura principalmente attraverso controlli di tipo documentale (quali analisi, raccolta di informazioni statistiche e contabili, etc..) e di tipo ispettivo, ovvero giungendo di presenza e verificando la trasparenza, la correttezza dei dati trasferiti, la solidità organizzativa, etc..

Nel fare tutto questo la Banca d’Italia è impegnata attivamente nell’impedire attività illecite quali il riciclaggio, il falso in bilancio (che ricordiamo essere un reato penale), etc.. e per prevenire tali iniquità collabora attivamente con la CONSOB.

La CONSOB e la vigilanza sulle banche

La CONSOB, ovvero la Commissione Nazionale per le Società e la Borsa, ha diversi compiti, tra cui vigilare su trasparenza e correttezza degli agenti che operano sui mercati finanziari, regolamentare i servizi e le attività d’investimento degli intermediari, autorizzare i prospetti relativi alle OPA (Offerte Pubbliche di Acquisto) e i documenti concernenti le OPA, sanzionare condotte illecite, e tanto altro.

Tra tutto questo ciò che risulta l’azione più importante della CONSOB è di sicuro la vigilanza. L’obiettivo è quello di trasparenza e correttezza, che porta ad avere una valutazione di investitori e analisti più chiara e corretta, per un mercato finanziario più pulito e giusto (ovviamente non sempre funziona questo meccanismo)

I tipi di vigilanza che la CONSOB opera sono tre: vigilanza sugli intermediari finanziari, vigilanza sui mercati, vigilanza sugli emittenti

Vigilanza sugli intermediari

La vigilanza della CONSOB nei confronti degli intermediari è volta a 5 macro obiettivi: La salvaguardia della fiducia nel sistema finanziario, la tutela degli investitori, la stabilità e il buon funzionamento del sistema finanziario, la competitività del sistema finanziario, l’osservanza delle disposizioni in materia finanziaria. Da questi macro obiettivi si hanno poi le funzioni fondamentali della Banca d’Italia e della CONSOB, divise in base al fine: la CONSOB vigila sugli intermediari per assicurare la trasparenza e la correttezza del loro comportamento, mentre la Banca d’Italia assicura la sana (secondo criteri di redditività) e prudente (secondo criteri di gestione dei rischi) condotta. La suddivisione dei vari poteri è delineata nel TUF (testo unico in materia finanziaria) che divide i poteri e prevede la collaborazione tra CONSOB e Banca d’Italia, che si scambiano informazioni e operano evitando duplicazioni nel lavoro. Ritornando alla vigilanza, ci sono tre strumenti attraverso i quali essa può essere esercita sugli intermediari, la vigilanza regolamentare, ovvero il potere di adottare norme di attuazione; il potere di autorizzazione, verso gli enti che vogliono esercitare specifiche attività; la vigilanza informativa, ovvero richiedere determinati dati, obbligo da parte degli intermediari di comunicare e fornire dati; la vigilanza ispettiva, ovvero il potere di effettuare ispezioni in loco ove viene controllato il corretto svolgimento delle varie operazione e l’eventuale esibizione di determinati documenti (in caso di illecito si procede a sanzionare).

Vigilanza sui mercati

L’intento è di tutelare gli investitori e garantire il buon funzionamento dei mercati. Per fare ciò sono presenti alcuni macro-obiettivi a cui la CONSOB si rifà: la trasparenza del mercato, tutela degli investitori, l’ordinato svolgimento delle negoziazioni.

Anche in questo caso abbiamo una suddivisione di ruoli tra CONSOB, Banca d’Italia e in questo caso il Ministero dell’Economia e delle Finanze; la CONSOB si occupa di trasparenza e correttezza, la Banca d’Italia la sana e prudente gestione e il MEF si occupa della gestione dei Mercati all’Ingrosso di Titoli di Stato. Gli strumenti a disposizione sono gli stessi con particolare attenzione alla gestione dei titoli di stato da parte del MEF e alla gestione delle politiche monetarie e del debito pubblico da parte della Banca d’Italia.

Vigilanza sugli emittenti

L’ultimo tipo di vigilanza riguarda gli emittenti e tratta la disciplina dell’appello al pubblico risparmio (investimento e disinvestimento) e dell’informazione societaria e della corporate governance.

Gli strumenti sono gli stessi e anche le finalità, con particolare attenzione posta all’aspetto della corporate.

In sunto, CONSOB e Banca d’Italia lavorano a stretto contatto per garantire il corretto funzionamento del sistema, nella piena correttezza senza però dimenticare che anche le Banche, in quanto aziende vere e proprie, hanno diritto a esercitare tutte quelle leve che permettono al cliente di scegliere un servizio piuttosto che un altro, per una competizione sana e positiva.

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