I rischi nell’apertura del conto corrente

di | Aprile 6, 2020

Gestire i propri risparmi è un’operazione che richiede cautela e soprattutto fiducia nei confronti della banca o dell’istituto finanziario ai quali ci si affida. Indipendentemente dall’importo giacente sul conto corrente i rischi di depositare il proprio denaro in banca sono connessi alle possibilità finanziarie di quest’ultima, quindi il rischio maggiore è il rischio di controparte.

Il timore è infatti quello che l’istituto di credito presso il quale si ha il conto fallisca o entri in una fase critica al punto da non poter rispettare il contratto e dunque prestare fede ai propri obblighi ovvero quelli di restituire ai correntisti il denaro presente sul conto e gli interessi contrattualmente previsti.

Come può avvenire ad esempio in caso di Bail-In ovvero una delle misure incluse nel pacchetto di risanamento che la banca in crisi dovrà obbligatoriamente adottare in caso di fallimento. Tuttavia in questo scenario i primi ad incappare nel rischio di perdita del capitale sarebbero azionisti e obbligazionisti e solo in ultimo i correntisti.

E’ importante infatti ricordare che i conti correnti e i conti di deposito sono protetti dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi a cui tutte le banche italiane sono obbligate ad aderire fino a 100.000 euro, limite massimo garantito fissato dal Decreto Legislativo 24 marzo 2011, n.49 che ha modificato quello precedente di 103.291,38 €, e solo la somma eccedente questa cifra è a rischio in caso di fallimento della banca.

Le limitazioni del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi si applicano anche alle banche estere presenti sul territorio nazionale che però aderiscono a quello dei loro paesi d’origine.

La soluzione tuttavia per la sicurezza dei correntisti che eccedono la soglia dei 100.000€ e per evitare il rischio dei depositanti di non poter avere disponibilità del denaro depositato nel momento desiderato, è sicuramente quella di differenziare la sede dei risparmi, aprendo più conti bancari ad esempio, ciascuno con un saldo inferiore al limite tutelato dal Fondo.

Tuttavia è necessario sottolineare che il fallimento degli istituti bancari è un dato storicamente asseribile come improbabile: le banche a rischio bail-in ad esempio sono passate da 4 istituti del 2017 a soli 3 nel 2018, con un trend nettamente positivo.

Al fine di tutelare la stabilità del sistema finanziario infatti le banche devono garantire precise condizioni di sana e prudente gestione e sono sottoposte alla vigilanza della Banca Centrale del Paese di origine, la Banca d’Italia nel caso delle banche italiane.

Un altro rischio per il conto corrente può derivare dalla disattenta gestione delle credenziali d’accesso. La prudenza e a privacy in questo campo no sono mai troppe, in particolare per evitare episodi di phishing e altre truffe di vario genere.

E’ importante cambiare regolarmente password e codici d’accesso ad homebanking e transazioni online così come è importante essere rapidi ad avvertire la banca in caso di smarrimento o furto delle carte di credito e debito e degli assegni, per bloccarne l’utilizzo.

Altri rischi legati al conto corrente potrebbero derivare dalla cointestazione del conto, in caso di debiti contratti da una delle due parti e che potrebbero far scattare il pignoramento delle somme sul conto corrente. In questo caso però se le entrate sono differenziate e la proprietà del capitale è facilmente attribuibile a due entità distinte sarà direttamente compito del giudice spartire il capitale e salvaguardare la parte che non ha contratto debito.

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