Differenza tra tasso di interesse reale e tasso di interesse nominale

di | Settembre 13, 2021

Partiamo con il precisare che i tassi di interesse servono ad indicare il costo che si deve sostenere per avere del denaro in più chiesto in prestito in maniera diretta o indiretta e allo stesso tempo quantificare quanto fruttano i propri risparmi. Possiamo infatti delineare due macro casistiche che identificano i due aspetti sopra citati. Se viene chiesto un prestito in banca il tasso di interesse, solitamente espresso in percentuale, è quanto ci viene pagato per aver quel prestito concesso, invece se mettiamo i nostri risparmi in deposito, su un libretto, il rendimento, ovvero la somma che si riceve per aver dato i nostri soldi a disposizione è espressa in tasso di interesse. Riassumendone i passaggi affermiamo quindi che il tasso di interesse indica il costo sostenuto dal cliente in caso di richiesta denaro, ed il ricavo ottenuto prestando denaro.

Tasso d’interesse reale o nominale

Nel settore finanziario i tassi interesse reale o nominale sono utilizzati per crediti o debiti che un cliente versa o riscuote da un istituto di credito. Solitamente vengono calcolati annualmente ma ci può essere la possibilità che alcuni tipi di contratto prevedano semestri o altre frazioni di periodo. Il tasso di interesse nominale indica quindi i costi degli interessi applicati sulla somma del credito richiesta escludendo dalla base di calcolo oneri di gestione o commissioni. Se parliamo di tasso di interesse reale invece, consideriamo i costi totali che devono essere corrisposti ed include gli oneri di gestione le altre spese e gli interessi nominali. Solitamente espresso in percentuale annua è il tasso che viene preso in considerazione per effettuare scelte e confronti decisionali.

Tasso di interesse nominale

Il tasso di interesse chiamato nominale è appunto quello che viene effettivamente pagato. Per capire megli di cosa si tratta pensiamo al tasso che versa colui che compra casa, oppure chi acquista un auto con pagamento rateale, l’interesse nominale è l’ammontare calcolato in percentuale erogato all’istituto di credito.
Facciamo un esempio
Un cliente chiede un prestito di 10.000 euro per esigenze personali euro da restituire in 5 anni. Il tasso di interesse che viene concordato con l’istituto di credito, solitamente la banca ma ne esistono molti che fanno esclusivamente credito, è del 1,5%. A questo punto considerando la durata del prestito e ci rendiamo conto istintivamente che alla fine il cliente dovrà restituire 10.000 euro più 150 di interesse per un ammontare complessivo di 10.150 euro.

Tasso di interesse reale

Chi prende un prestito o effettua depositi deve considerare un fattore molto importante ovvero il potere di acquisto della moneta. Da qui deriva l’importanza del tempo, dato che con il passare del tempo l’inflazione si fa sempre più sentire e i prezzi subiscono di conseguenza un amento. Come in un circolo vizioso la moneta perde valore e tenendo conto dell’inflazione possiamo capire quanto costa effettivamente un prestito o quanto ci fa guadagnare un risparmio. Per questo il tasso di interesse reale sarà uguale al tasso di interesse nominale meno l’inflazione.
Facciamo un esempio
Mettiamo che una persona decide di depositare in un conto 10.000 euro di risparmi. Se il tasso di interesse è dello 0,5% annuo, allo scadere del termine potrà ritirare 10.050 euro. Considerando un inflazione del 2%, cioè che i prezzi aumentano del 2% ogni anno, significherà che con i 10.000 depositati potevamo acquistare dei beni che ora per acquistarli occorreranno 10.200 euro. Si farà quindi presto a capire che il guadagno in termini di interessi non esiste dato che se sottraiamo il tasso di interesse del 2% al tasso nominale dello 0,5%, allora ne deriverà un tasso reale del -1,5%. Perderemmo invece di guadagnare.

Tasso di interesse reale annuale e periodico

Il tasso di interesse reale può essere distinto tra tasso di interesse effettivo annuale e tasso effettivo periodico, dato che il primo va ad esprimere la somma degli interessi che effettivamente maturano nell’arco dell’anno mentre il secondo esprime gli interessi maturati in un singolo periodo. Può succedere infatti che si verifichi una frequenza dei pagamenti diversa da quella in cui maturano gli interessi. Molto importante questo elemento dato che gli interessi maturati in un periodo vanno a sommarsi alla somma totale e di conseguenza la base di calcolo andrà ad aumentare.

Conclusione e attenzione

Quando si deve prendere una decisione per un prestito o per affidare i propri risparmi, è opportuno fare tutte le dovute valutazioni. Mettere a confronto i tassi di interesse nominali è giusto e corretto ma valutare attentamente quello che può accadere con il passare del tempo lo è di più. L’inflazione fa aumentare i prezzi e la quantità di beni e servizi che si può acquistare con la somma riscossa e depositata oggi, sarà sicuramente minore a quella che si potrà acquistare tra un anno e ancora meno tra più anni. Proprio per questo c’è questa grande distinzione tra tasso di interesse effettivo o reale e tasso di interesse nominale quando si parla di depositi o di finanziamenti.

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