L’inflazione

di | Febbraio 2, 2020

Inflazione è una parola chiave quando si parla di economia, essendo uno dei principali indicatori macroeconomici che permette di valutare lo stato di salute di un paese, ma spesso anche oggetto di grande confusione. Tutti credono che l’inflazione sia una cosa negativa ma lo sapevate ad esempio che l’inflazione avvantaggia chi ha debiti e mutui e penalizza invece chi presta i soldi?

Le nostre informazioni sono al 100 per cento indipendenti da banche e assicurazioni e vi permetteranno di imparare ad investire e gestire i vostri risparmi nel modo più corretto

Cosa si intende per Inflazione?

Con la parola inflazione si intende l’incremento dei prezzi ossia l’aumento del costo della vita. In realtà per essere ancora più precisi con il termine inflazione si intende l’immissione di denaro nell’economia che poi di conseguenza genera una perdita di potere d’acquisto ma rimaniamo comunque sul semplice non complichiamoci troppo.

Fondamentalmente quando l’inflazione aumenta, con i nostri soldi possiamo comprare una quantità più piccola di quegli stessi prodotti che avevamo comprato l’anno precedente. Ad esempio se oggi con 100mila euro posso comprare un appartamento di 60 mq e l’anno successivo con la stessa cifra posso acquistare un appartamento da 55 mq, ciò avviene a causa dell’inflazione. Il valore di una qualsiasi moneta (euro, dollaro che sia) si misura in potere d’acquisto ovvero quanti di quei prodotti posso comprare con i miei soldi in un certo periodo di tempo. Se l’inflazione aumenta i nostri soldi perdono di valore e possiamo comprare quindi una quantità di prodotti più piccola e come conseguenza abbiamo un calo del potere d’acquisto della moneta.

Es.: se il tasso d’inflazione è del 2% l’anno, un pacco di pasta che prima mi costava 1€ oggi lo pagherò 1,02.

In questo grafico vi mostriamo come sia cresciuta l’inflazione negli Stati Uniti nel corso del 2019, paragonata a quella italiana. In questo grafico si mostra come l’inflazione italiana sia stata sempre più contenuta rispetto a quella statunitense.

Riguardo alle cause che generano l’inflazione non esiste una teoria unica e universale in grado di mettere d’accordo economisti accademici, ma ci sono alcune punti base che mettono d’accordo un po’ tutti quanti.

L’inflazione può essere causata sostanzialmente da un aumento della domanda. Se ad esempio domani mattina all’apertura dei negozi tutti quanti ci svegliassimo e andassimo a comprare di corsa cento pacchi di pasta a testa, la
conseguenza diretta sarà un aumento dei prezzi della pasta . A parità di offerta un aumento della domanda genera un incremento dei prezzi del prodotto in questione.

Un’altra causa che potrebbe causare l’aumento dell’inflazione è il rialzo dei costi di produzione. Se ad esempio produrre quel pacco di pasta costa di più all’azienda produttrice questa, per restare in profitto, dovrà aumentare anche i prezzi. Se i prezzi del grano aumentano, aumenteranno per forza di cose anche i prezzi della pasta. Se aumenta il prezzo del petrolio aumenteranno i costi di trasporto delle varie aziende e quindi aumenteranno di conseguenza anche i prezzi dei prodotti.

La terza causa può essere l’eccesso di offerta di moneta. La moneta, come qualsiasi altra merce, è soggetta alla legge della domanda e dell’offerta. Se viene immessa una quantità di moneta eccessiva dallo Stato, i prezzi nel lungo periodo tendono ad allinearsi alla quantità di moneta stampata.

Perché l’inflazione avvantaggia i debitori e svantaggia i creditori

L’inflazione può colpire soggetti diversi e i benefici che può portare a qualcuno, potrebbero andare a discapito di qualcun altro.

Ad esempio con l’inflazione i creditori ci perdono, mentre i debitori ci guadagnano. Se una banca concede un mutuo per comprare casa con un tasso fisso al 7 per cento l’anno e una rata di mille euro al mese, con l’aumentare dell’inflazione il costo di questi mille euro al mese diminuisce e questo favorisce il proprietario della casa.

Ad oggi questa situazione non esiste poiché i tassi di interesse sul conto sono a zero quindi se avete 10mila euro sul conto considerando un’inflazione al 2 per cento annuo, tra dieci anni i vostri 10 mila euro varranno come 8 mila euro di
oggi

Parallelamente i lavoratori con stipendi o contratti che non si adeguano all’andamento dell’inflazione subiscono delle perdite perché i loro redditi rimangono sempre gli stessi mentre invece i prezzi aumentano. Gli stipendi infatti dovrebbero sempre aumentare di pari passo con l’inflazione. Per questo motivo i CCNL dovrebbero essere periodicamente adeguati, anche se spesso ciò avviene con colpevole ritardo e ciò rappresenta uno dei principali motivi delle lotte sindacali negli ultimi anni.

Deflazione, iperinflazione e disinflazione

Esistono diverse forme di inflazione che varrebbe la pena di vedere nel dettaglio

Deflazione

La deflazione è la diminuzione dei prezzi dei beni e servizi che genera quindi un aumento del potere d’acquisto delle persone. Momenti di questo tipo si verificano durante i periodi di crisi ovvero quando la gente smette di spendere e accumula troppi soldi. La deflazione può essere molto più pericolosa dell’inflazione specie sul lungo periodo se prezzi si abbassano di continuo le persone finiscono per rimandare gli acquisti (soprattutto quelli di beni non indispensabili come
ad esempio l’auto oppure il frigorifero nuovo) perché sperano che il mese successivo possano trovare una convenienza ulteriore. Così facendo però le imprese si bloccano e si va dritti in una spirale che porta ad un’economia stagnante. Ecco spiegato perché la deflazione deve essere vista in modo negativo per l’economia.

Disinflazione

La deflazione non deve essere confusa con la disinflazione che rappresenta semplicemente un calo dell’inflazione. In altre parolela disinflazione è quando l’inflazione è positiva ma in diminuzione rispetto alle rilevazioni precedenti.

Iperinflazione

Un’altra situazione pericolosa è quella dell’iperinflazione: un tipo di infrazione estremamente elevata. Questa tipologia può portare ad una rottura del sistema monetario è uno degli esempi si è verificato proprio in germania nel 1923 quando i prezzi aumentarono del 2000 % in un solo mese. Se aprite libri di storia vedrete sicuramente delle immagini risalenti a quel periodo dove persone andavano a fare la spesa letteralmente con un carrello pieno zeppo di monete. Questo perché il marco tedesco si era talmente svalutato che non valeva più niente. Questa ipernflazione è qualcosa di negativo pericoloso e dannoso.

Invece l’aumento costante dei prezzi è il segno di un economia robusta, dove la gente guadagna e spende le imprese incassano e hanno denaro da investire in ricerca nuovi prodotti e alla lunga possono anche assumere. In più salgono anche i salari grazie meccanismi che li legano all’aumento dei prezzi. Nel caso opposto una bassa inflazione può essere un campanello d’allarme per lo stato di salute dell’economia di un paese. Non è un caso quindi che la banca centrale europea e quella americana
abbia un obiettivo di inflazione al 2 per cento. Proprio questo 2% infatti viene considerato come il livello ideale per poter far
crescere in modo sano le economie.

Come si misura l’inflazione?

La risposta a questa domanda non è per nulla semplice e senza andare troppo nel dettaglio immaginatevi un carrello della spesa dentro cui avete messo tutti i prodotti che comprate ogni giorno. Questo carrello della spesa viene chiamato paniere di mercato e per misurare l’inflazione si confronta il costo della vostra spesa nel tempo, ovvero si valuta quanto è aumentato o diminuito rispetto all’anno precedente.

Esistono due tipologie di indici per misurare l’inflazione:

  • l’indice dei prezzi al consumo che misura la variazione dei prezzi di beni come ad esempio la benzina, il cibo, i vestiti e viene calcolata dall’istat
  • l’indice dei prezzi alla produzione che invece misura quanto sono variati i prezzi di vendita da parte dei produttori di beni

Questi indici misurano un inflazione generale. Attenzione a non far confusione con quella personale che dipende dall’andamento dei prezzi dei prodotti e servizi di cui fate uso abitualmente. Ad esempio se per lavoro usate molti strumenti tecnologici per i quali spendete gran parte del vostro reddito, il vostro potere d’acquisto sarà influenzato soprattutto dall’andamento dei prezzi di questi prodotti tecnologici per cui diciamo che l’inflazione subita a livello personale varia da persona a persona e può essere sensibilmente diversa da quella misurata dalla lista non dimenticate mai che i vostri risparmi sono come una vasca da bagno con il tappo stappato: perderanno continuamente valore ed è per questo che dovrete investirli.

In caso contrario farete tantissimi sacrifici per risparmiare e poi butterete i vostri risparmi dentro una vasca che non ha il tappo non ha alcun senso.

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