Che cosa si intende per vendita allo scoperto

di | Settembre 23, 2021

Vendere allo scoperto sta proprio a delineare una situazione in cui si vende prima di acquistare, prima di possedere un titolo. Prendere in prestito un titolo che si presuma domani si possa acquistare ad un prezzo inferiore è una forma di investimento che porta ad avere guadagni sulla differenza tra vendita e acquisto. Un normale mercato prevederebbe che prima si acquisti, si possieda il titolo e una volta nostro si decida se venderlo o meno. Con questa tecnica di investimento invece si ragiona in senso opposto, si acquista domani ad un prezzo più basso quello che ho venduto oggi, guadagnando sulla differenza delle somme. Proprio così funziona la vendita allo scoperto, un meccanismo che sembra semplice a dire ma non così semplice da mettere in pratica. Una speculazione finanziaria che per alcune azioni è addirittura vietata soprattutto quando ci si trova in determinate situazioni, come quella che stiamo riscontrando in questo periodo. Proprio la complicazione della fase che la situazione finanziaria sta attraversando ha fatto si che la Consob decidesse che per alcune azioni, quotate a Piazza Affari, 83 per la precisione, fosse vietato questo tipo di investimento.

Convenienza e controindicazioni della vendita allo scoperto

Le vendite short, conosciute soprattutto con questo linguaggio, sono definite dall borsa italiana come detto sopra “un’operazione finanziaria che consiste nella vendita di strumenti finanziari non posseduti con successivo riacquisto, si effettua se si ritiene che il prezzo al quale gli strumenti finanziari si riacquisteranno sarà inferiore al prezzo inizialmente incassato attraverso la vendita”. Se tutto va come previsto, ovvero che effettivamente si verifica un ribasso del prezzo e si acquisti quindi con questi parametri, ovviamente sarà facile comprendere come il rendimento complessivo sarà positivo, ma ovviamente si verificherà una vendita allo scoperto negativa se ciò che si era preventivato non si verifica e il prezzo anziché diminuire, aumenti. La controindicazione più grande è proprio questa, proprio perché si verifica molto di più di quello che si pensa. Questo rialzo fa smuovere i mercati nella parte opposta, ovvero nell’acquisto per andare a sanare quella perdita che si è andata a formare. Il cambio repentino della strategia di investimento fa si che ci siano all’interno del mercato recuperi e crolli bruschi ma spesso, dopo un ribasso si va verso il rialzo di obbligazioni, titoli di stato o azioni.

Vediamo come funziona il prestito

Tutto si basa su un prestito iniziale, la vendita di titoli infatti viene fatta solo su quelli prestati, la borsa italiana infatti aggiunge che “gli strumenti finanziari vengono prestati temporaneamente al venditore allo scoperto dalla banca o da un intermediario finanziario, viene pagato un interesse annuale al broker in relazione alla durata in giorni dell’operazione di vendita allo scoperto” Quindi l’intermediario, che sia fisico o online riceve un interesse che varia al variare del titolo, infatti chiede anche di prestare un margine di garanzia per effettuare l’operazione che solitamente si aggira intorno al 50% del valore che viene scambiato.

Come funzionano i margini

Bisogna considerare un elemento che magari potrebbe sfuggire. In un’operazione di vendita allo scoperto il guadagno sicuramente è limitato se si mette a confronto con la normale compravendita di titoli dove si vende dopo che il titolo si possiede. Questo succede perché nel titolo non si ha un limite al rialzo, non c’è uno stop ed una somma entro la quale non può più crescere, quindi va di conseguenza che il guadagno ottenuto non ha limiti. Per la vendita short invece c’è il limite al ribasso minimo pari allo zero, sotto al quale non si può andare. Per chi vende allo scoperto la perdita che si potrà subire è perciò illimitata e la borsa afferma “ il broker non solo congela i fondi provenienti dalla vendita allo scoperto, a garanzia e copertura del successivo riacquisto, ma richiede anche un ulteriore importo, il margine di garanzia, per tutelarsi dalla possibilità che il venditore riesca a ricoprirsi riacquistando i suddetti strumenti finanziari con prezzi considerevolmente maggiori a quelli di vendita” Quando il margine deve essere ristabilito di fronte a potenziali perdite allora scatta quello che viene chiamata ricopertura, con un rapido cambio di strategia.

Efficacia dello stop delle vendite allo scoperto

Vendere allo scoperto non sembra del tutto una questione da sottovalutare, così come ha già espresso la Consob bloccando questo tipo di investimenti per alcuni titoli. Di crisi in passato ce ne sono state molte, anche una a seguito di un’altra come è successo negli anni tra il 2008 e il 2012 e la conclusione a cui si era giunti era notevolmente differente, infatti dopo una ricerca bel dettagliata si evinceva “ Al contrario di quanto ci si potrebbe aspettare, le istituzioni finanziarie sulle cui azioni sono stati applicati divieti alle vendite allo scoperto hanno sperimentato un incremento delle probabilità di default e della volatilità quando le si confronta con società di caratteristiche simili che non sono state però oggetto di provvedimenti del genere, e l’effetto è stato ancora più marcato per le istituzioni più vulnerabili

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