Schema Ponzi: tutto quello che c’è da sapere

di | Maggio 9, 2022

Lo schema Ponzi prende il nome da Charles Ponzi, un italiano immigrato negli stati uniti che riuscì a studiare e mettere in pratica una gigantesca truffa ai danni dello stato. Ponzi non è stato il primo e l’ideatore di questo modello, ma è stato colui che lo ha applicato in grande stile per la prima volta truffando 45 mila persone e raccogliendo 15 milioni dollari partendo da investimenti di 2$. Per questo motivo il modello viene chiamato con il suo cognome. Lo schema Ponzi è una sorta di modello economico volto a ottenere in modo illegale ingenti quantità di denaro da coloro che vengono truffati. Negli anni questo modello si è evoluto molte volte ma le colonne portanti dello schema sono rimaste sempre invariate: Inizialmente si deve sempre promettere alle persone che stanno per venire truffate investimenti con ritorni economici altissimi in breve tempo a patto però che portino sempre nuovi clienti disposti a fare il loro stesso investimento fruttuoso. I guadagni infatti derivano esclusivamente dalle quote versate dai nuovi investitori. A incamerare il denaro sono solo i primi coinvolti e ovviamente lo schema crollerà nel momento in cui non vi sono investitori alla base che generino profitti tramite i loro investimenti. Andiamo ora ad analizzare più nel dettaglio come funziona questo modello.

Come funziona lo schema Ponzi?

Per capire come funziona lo schema Ponzi occorre innanzitutto pensare per gradi visto che questa truffa lavora infatti per fasi, seguendo una struttura piramidale. Come abbiamo detto in precedenza, lo schema Ponzi si è evoluto nel corso degli anni adattandosi ai vari contesti e trovando sempre un modo per sfuggire ai controlli. Nonostante queste sue evoluzioni continue però, possiamo riassumere la sua struttura portante con tre fasi ben delineate: Promettere guadagni elevati, ottenere la fiducia della vittima ed estendere la rete d’investitori. La prima fase dello schema Ponzi riguarda l’avvicinamento della vittima. A questa viene proposto un investimento dai facili e grandi guadagni con rendimenti più alti rispetto ai tassi di mercato. Il tutto nel più breve tempo possibile. In questo modo si cattura l’attenzione della vittima anche se probabilmente rimarrà scettica alla proposta. Infatti, la seconda fase riguarda il conquistare la fiducia della vittima. Per farlo, il truffatore restituirà ad essa parte della somma inizialmente investita, ma solo per mostrare che l’investimento iniziale sta andando bene come programmato. A questo punto il cliente, o meglio, la vittima crederà che il sistema stia funzionando e da qui sarà più semplice per il truffatore continuare a chiedergli d’investire e proseguire con gli step dello schema Ponzi. Il passo successivo sarà l’estensione della rete di potenziali clienti o investitori. Utilizzando il passa parola, i clienti soddisfatti vedono che il loro investimento sta funzionando alla perfezione, porteranno altri clienti che a loro volta ne porteranno altri. Infatti più l’efficacia dell’investimento sarà nota più altre vittime cadranno nella truffa dello schema Ponzi. Questo schema truffaldino capitolerà solo quando le richieste di rimborso degli investitori saranno così elevate da superare gli introiti derivanti dalla truffa di altre vittime, oppure quando non ci saranno più altri nuovi clienti disposti a investire e quindi si tornerebbe ad avere il problema dei rimborsi.

Alcuni consigli per non essere le prossime vittime dello schema Ponzi

Tra le attuazioni più famose ed eclatanti dello schema Ponzi vale la pena di ricordare la frode del broker dei vip di Londra del 2014 e la truffa da 7,6 miliardi di dollari scoppiata in Cina. L’applicazione più famosa dello schema Ponzi è però quella che si lega alla truffa di Bernard Madoff, ex presidente del Nasdaq e volto noto di Wall Street. Madoff con i suoi oltre 60 miliardi di dollari risulta essere l’esempio più eclatante di questo modello economico di vendita truffaldino. Per non cadere in queste truffe ed essere i prossimi a essere fregati bisogna ricordarsi che una delle caratteristiche dello schema Ponzi riguarda la mancanza di dettagli forniti dal truffatore, perciò un ottimo consiglio potrebbe essere quello di chiedere più informazioni possibili sull’investimento che ci accingiamo a compiere. Un altro consiglio per evitare d’incappare nello schema Ponzi è quello di diffidare sempre da passa parola riguardanti gli investimenti ma anzi d’informarsi molto bene prima di fare qualsiasi mossa. Ricordati che sono sempre i dati a fare la differenza per capire se un investimento è buono no. Chiediti sempre: in cosa sto investendo? Quanto è sicuro investire? Posso fidarmi? Ora che abbiamo chiarito bene per filo e per segno cos’è e come funziona lo schema ponzi, ed esserci soffermati su come non cascare nella truffa, il monito che tutti dovrebbero tenere a mente è quello di fare sempre attenzione. Lo schema Ponzi non sembra avere età e la truffa potrebbe essere sempre dietro l’angolo. State attenti!

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