I vantaggi ed i limiti dell’outsourcing

di | Aprile 24, 2022

L’outsourcing è vista come una grande risorsa per la quale un’azienda riesce ad avviare un processo in cui riesce ad alleggerire in maniera vincente il proprio lavoro cedendo in gestione alcuni rami della propria produzione a soggetti o aziende esterne. Questa scelta viene effettuata proprio per ottimizzare al massimo le risorse interne senza sovraccaricare con lavori che possono essere svolti da tecnici specializzati che non fanno parte del proprio organico e che economicamente parlando non conviene assumere internamente. Questo potrebbe essere un processo vincente in cui la modalità operativa viene modificata per far si che tutto si possa incentrare e concentrare al massimo in quello che viene definito Core Business. Non solo questa è l’efficenza raggiunta, anzi, sapere che l’unione fa la forza e che un’azienda non necessariamente deve fare tutto da sola, sicuramente è l’elemento che la porterà verso un business di successo. Per capire come questo può funzionare, basta pensare ad una grande azienda produttrice che ha un negozio online che si avvale di una rete di corrieri esterni, sarebbe impossibile gestire tutto da sola. Questo enorme vantaggio si potrà quindi trarre proprio perché esiste una lotta alla specializzazione, dove compaiono sempre più figure esperte di settore, che riescono a maneggiare il proprio lavoro sicuramente molto meglio di qualcuno che si adatta a fare di tutto un po’. Per questo si effettua questa saggia scelta in cui si potrà offrire il miglior servizio possibile al costo più adatto. Di certo non è una legge che vale per tutte le aziende, infatti ognuna dovrà fare le proprie valutazioni prima di fare delle scelte di decentralizzazione.

Contratto di Outsurcing per la legge

L’art.lo 1322 del codice civile stabilisce che “Le parti possono liberamente determinare il contenuto del contratto nei limiti imposti dalla legge e dalle norme corporative”.
In poche parole si evince che sarà possibile stipulare accordi tra aziende di rami diversi purché abbiano entrambe come interesse quello di realizzare obiettivi per l’azienda stessa. Il contratto tra due parti così importanti per la vita lavorativa l’una dell’altra deve essere fatto con dei criteri specifici e attenzione, senza dimenticanze e proprio per questo viene diviso in tre momenti ovvero la trattativa, la stipula e l’esecuzione. Nella fase di trattativa viene espresso e valutato il motivo per il quale questo contratto viene proposto e posto in essere perché le motivazioni devono essere lecite, corrette e valutate da entrambe le parti. La fase successiva, ovvero quella in cui si stipula il contratto è molto delicata perché dovrà seguire tutte le norme, fare attenzione che non si incomba in nessuna frode nei confronti della legge e soprattutto la causa dovrà essere lecita e mirata alla miglioria dell’obiettivo di impresa. Successivamente si passa all’esecuzione, si mette in pratica tutto ciò che è stato deciso nel contratto, senza andare troppo al di fuori rischiando di allontanarsi da quella che era la vera missione dell’accordo. Se la motivazione che ha portato alla stipula del contratto va contro la legge allora perderà valenza giuridica. “Il motivo illecito – che, se comune ad entrambe le parti e determinante per la stipulazione, determina la nullità del contratto – si identifica con una finalità vietata dall’ordinamento, poiché contraria a norma imperativa o ai principi dell’ordine pubblico o del buon costume, ovvero poiché diretta ad eludere, mediante detta stipulazione, una norma imperativa. Pertanto, l’intento delle parti di recare pregiudizio ad altri, ove non sia riconducibile ad una di tali fattispecie, non è illecito, non rinvenendosi nell’ordinamento una norma che sancisca in via generale, come per il contratto in frode alla legge, l’invalidità del contratto in frode dei terzi, ai quali, invece, l’ordinamento accorda rimedi specifici, correlati alle varie ipotesi di pregiudizio che essi possano risentire dall’altrui attività negoziale.”

Principali vantaggi dell’outsurcing

Avere dei partner di livello specialistico molto alto, essere più competitivi e flessibili, avere esperienza e qualità sicuramente sono enormi vantaggi, ma non solo questi spingono un’azienda a intraprendere questa strada.

  • Avere personale specializzato
  • Risparmiare su infrastrutture e tecnologie
  • Riduzione dei costi fissi
  • Focalizzarsi sul core business
  • Diventare flessibili
  • Ottimizzare il risk management

Tutto questo genera delle collaborazioni strategiche, una velocità del servizio e un ottimizzazione dei tempi di lavorazione. Avere obiettivi concreti e i mezzi necessari idonei a poterli raggiungere è una forte premessa per far si che si possa sviluppare un rapporto di estrema fiducia tra le parti. I processi strategici sono mirati e organizzati in modo da accrescere il valore delle aziende.

I rischi dell’outsurcing

Anche se i vantaggi di scegliere l’outsurcing sono molti, non bisogna sottovalutare i rischi che non sono pochi. Innanzi tutto ci potrebbe essere un’inadeguata preparazione del personale che si è scelto. Essendo esterno all’azienda non si conosce e bisogna chiedere referenze che fino ad allora non si sono provate in maniera diretta e si rischia che nonostante le capacità non si ritrovi nella mansione a lui affidata. Si può anche riflettere sul fatto che ci si ritrovi con problemi di riservatezza dato che esternalizzando alcune mansioni sarà necessario passare notizie e informazioni interne all’azienda. Inoltre è possibile che la comunicazione non sia del tutto funzionale. I colleghi tra loro hanno dei metodi che potrebbero essere poco efficaci nei confronti della risorsa esterna e questo potrebbe rallentare il lavoro anziché velocizzarlo e migliorarlo.

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