Quanto vale il turismo nel pil italiano

di | Maggio 9, 2022

Il legame che sussiste tra pil e turismo, in Italia, è da sempre molto stretto e marcato in quanto proprio il turismo è una voce trainante della nostra economia. Come ben saprete, negli ultimi anni il turismo è fortemente calato a causa della pandemia di Covid 19 che ha investito tutto il mondo ma ora, fortunatamente, la storia sta cambiando. Le stime per il 2022 di un’indagine di Demoskopika, pubblicata da Ansa in anteprima in occasione della Bit, Borsa internazionale del turismo, sono di poco più di 92 milioni di arrivi e quasi 343 milioni di presenze tra italiani e stranieri, con una crescita rispettivamente pari al 43% e al 35% rispetto al 2021.

In altre parole, sembrerebbe che il turismo stia tornando a riprendersi anche se non ancora ai livelli del pre-pandemia. Infatti, questa tendenza anche se in crescita rimane ancora lontana dallo scenario del 2019. In particolare, secondo le previsioni dell’Istituto di ricerca, i pernottamenti dovrebbero segnare ancora un -21,4% e gli arrivi un -29,6%. Nonostante quindi le previsioni sottolineino la grande differenza tra questo periodo post-pandemia e quello pre-pandemia, un effetto positivo che possiamo riscontrare dall’analisi pubblicata da Ansa è quello legato alla spesa turistica: sono 26 miliardi previsti ossia l’11,8% in più rispetto al 2021. I dati rivelano che sono quasi 30 milioni gli italiani (51% sul totale) che hanno scelto di andare in vacanza nei prossimi mesi. Nove milioni (il 16% sul totale dei connazionali) hanno già prenotato la villeggiatura, soprattutto nella fascia di età tra i 18 e i 35 anni, mentre il 35% sta pensando di programmare una vacanza per il rimanente periodo dell’anno in corso. Significativo, inoltre, il 18% che, pur manifestando interesse a partire, si dichiara attualmente indeciso.

Che tipo di vacanze scelgono i nostri connazionali?

Generalmente prevale la vacanza italiana: 9 italiani su 10, tra quelli pronti a fare le valigie, la trascorreranno nel nostro Paese. Sul versante opposto, il 10% ha in programma di andare all’estero: di questi il 7% ha programmato il viaggio in una destinazione europea, mentre il rimanente 3%, opta per una vacanza internazionale. Anche in questo caso, saranno i giovani (18-35 anni) a propendere maggiormente per un viaggio oltre confine. Ma i nostri connazionali preferiranno il mare o la montagna? Anche per le vacanze 2022 prevale la scelta del mare, indicata da ben il 57% degli italiani, ma tornano anche le città d’arte, in calo negli ultimi anni di pandemia. Quasi 1 italiano su 4 (23%), inoltre, opta per la “vacanza natura”. Nel dettaglio, la scelta della tipologia di vacanza in montagna è rappresentata dal 10% del campione che ha dichiarato l’intenzione di andare in vacanza, modalità di risposta immediatamente seguita dalla scelta della villeggiatura in campagna/agriturismo (9%) e in una località lacuale (4%).

Quanto vale la spesa turistica per il 2022?

Per il 2022, i flussi turistici in Italia potrebbero generare una spesa turistica pari a 26,4 miliardi di euro con una variazione in crescita dell’11,8% rispetto all’anno precedente. L’analisi per livello regionale colloca, nella sua dimensione numerica assoluta, il Veneto in testa con 5.047 milioni di euro (+12,6% rispetto al 2021), il Trentino Alto Adige con 3.570 milioni di euro (+27,1%), l’Emilia Romagna con 3.008 milioni di euro (+9,1%), la Toscana con 2.804 milioni di euro (+7,9%), la Lombardia con 2.050 milioni di euro (+10,6%).

Nonostante tutti questi numeri incoraggianti però, è giusto sottolineare che la guerra e la pandemia, che ancora non è sconfitta definitivamente, condizionano ancora il turismo italiano: del 31% di connazionali che ha rinunciato alla vacanza per i prossimi mesi, il 10% lo fa per timore degli effetti del conflitto in Ucraina e l’8% per il persistere del Covid e delle sue varianti. Colpisce, infine, il 13% degli italiani che non ha programmato la villeggiatura con la famiglia, dichiarando un peggioramento della condizione economica familiare rispetto allo scorso anno. Infine, per l’anno in corso, si stima l’assenza dall’Italia di oltre 300 mila turisti ucraini e russi con una riduzione di 2,4 milioni di presenze e una contrazione della spesa turistica per quasi 180 milioni di euro. A questi dati e a questa situazione in generale, il ministro del Turismo Massimo Garavaglia commenta: “Sono dati buoni quelli odierni di Demoskopika, ma sono convinto che miglioreremo ancora. Già l’anno scorso avevamo visto il fenomeno della prenotazione all’ultimo secondo, ma quest’anno è ancora amplificato.

Poi è aumentato anche l’effetto del digitale. Per questo dobbiamo agire su tutte le leve. Ad esempio una che non è ancora stata considerata, ma su cui stiamo lavorando, è la revisione e la semplificazione del Tax Free perché anche lo shopping è un grande veicolo di attrazione”

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