Regole Europee e politica fiscale

di | Giugno 6, 2022

Le regole europee in materia fiscale fanno parte di un pacchetto unico dettato proprio dal’Unione Europea. Questo quadro ben preciso indica a tutti gli stati che ne fanno parte il modo in cui possono raggiungere i propri obiettivi economici e fiscali, come poter organizzare al meglio e coordinare le politiche interne e come poter affrontare gli squilibri derivati da malfunzionamenti finanziari. Secondo queste regole fiscali il governo di ogni stato membro dovrà riuscire a mantenere il proprio deficit al di sotto del 3% del prodotto interno lordo ed il debito complessivo sotto al 60% del pil. Accordi presi nel 1992 con il trattato di Maastricht e nel 1997 con un incontro speciale mirato a rafforzare il monitoraggio per far si che si rispettino tutti i limiti stabiliti. Con il passare del tempo sono state fatte varie revisioni alle regole stabilite e soprattutto se ne è tenuto meno conto per permettere una maggiore spesa guardando agli investimenti futuri. Un esempio lampante di quello che è successo ce lo da Bruxelles che durante la pandemia ha attivato una clausola chiamata “fuga dal patto di stabilità” che gli ha permesso di evadere dalle regole e procedere autonomamente per un periodo limitato, dato che tutto sarà ripristinato nel corso di pochi anni.

Governance economica e la sua revisione

La commissione europea ha provveduto ad emanare una revisione a riguardo della governance economica in modo da determinare l’ammontare della spesa pubblica di tutti gli stati dell’UE. Le regole ormai sono vecchie, dopo quasi 30 anni c’è bisogno di una grande revisione dato che il quadro generale è cambiato notevolmente. Il debito pubblico è salito a dismisura ed occorrono degli investimenti importanti per poter aiutare l’Europa ad affrontare le varie emergenze insorte come quella climatica, la transazione ad un mondo sostenibile, la digitalizzazione, l’impatto imponente dell’emergenza sanitaria dovuta al COVID 19 e quello dovuto alla guerra in Ucraina. Questa revisione è stata fatta per provare il modo migliore per riuscire a rendere sostenibili le politiche economiche ed a fare in modo che i governi possano avere una quantità di risorse fiscali tali da riuscire a sostenere la propria economia interna durante periodi di crisi, riuscire a uguagliare la situazione economica interna e migliorare le regole da attuare con estrema trasparenza e semplicità. La Commissione Europea ha mosso i primi passi già nel febbraio 2020 ed essendo poi stata bloccata dalla pandemia ha ripreso nell’ottobre del 2021. Si è posta come obiettivo quello di avere un consenso ed un accordo su come riuscire ad andare avanti fino al 2023 anno in ci verranno ripristinate le regole. Ad essere stati interpellati sono stati proprio tutti, sindaci, parlamenti, banche, e altri anti per riuscire a trovare un accordo con il maggior numero di dati disponibili.

Limiti della riforma

Le regole europee in materia fiscale, sono sicuramente diverse dalle regole nazionali. Quest’ultime ci sono per riuscire ad aiutare i paesi a raggiungere i loro obiettivi di politica fiscale che si sono prefissati in maniera autonoma. Al contrario le regole dell’Ue sussistono per controllare che queste siano sufficienti per il raggiungimento degli obiettivi. Finché tutto ciò scorre ed i paesi riescono a percorrere tranquillamente il proprio progetto di obiettivo, saranno liberi nell’attuazione della politica economica e fiscale interna. Il problema nasce dal fatto che il sistema di regole si basa su tetti di debito e deficit che fungono da indicatori per la classificazione di economia di un paese. I paesi non vanno trattati tutti allo stesso modo proprio perché i fattori da prendere in considerazione per la sostenibilità del debito sono numerosi come ad esempio: la crescita interna effettuata e le sue stime, i tassi di interesse previsti, il passato di un paese con la sua storia fiscale, la politica interna, la sua organizzazione, il suo potenziale e tutte le sue istituzioni. Tenendo conto di tutto questo va da se che è praticamente impossibile e soprattutto contro indicato utilizzare norme e provvedimenti uguali per tutti. Esiste però un compromesso ottimale che porta regole più complesse e mirate anche se è esattamente l’opposto di quello che le proposte dei vari membri vogliono ottenere.

Regole e standard fiscali

Per riuscire ad andare incontro a tutti senza andare contro a nessuno l’Unione Europea dovrebbe abbandonare le regole fiscali invece di tentare di trovare il giusto equilibrio tra rischio, debito e la capacità degli stati di rendere stabili le proprie economie interne. Si prova quindi ad approcciarsi con regole diverse, attraverso standard che sono messi in un determinato contesto ed in ognuno di essi sarà in grado di produrre il proprio effetto. La soluzione sarà al centro di queste considerazioni dato che da un lato le regole hanno il potere di includere delle eccezioni o adattarsi alle situazioni, mentre dall’altro gli standard proposti potranno includere dei criteri da prendere in considerazione quando lo stesso è considerato rispettato.

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