Quali sono le risorse più importanti per un’azienda

di | Aprile 6, 2022

Le teorie strategiche alla gestione aziendale da sempre si è posto alcune fondamentali domande: “Cosa permette a un’azienda di conseguire risultati migliori dei concorrenti?”, “Come un’impresa può ottenere costantemente risultati migliori nel lungo periodo?”. La teoria che ha sempre avuto più successo è quella basate sulle risorse. Questa teoria parte dalla constatazione di come ogni impresa sia differente dalle altre perché dotata di un insieme originale di risorse. Se non ci fosse asimmetria nel patrimonio di risorse tutte le aziende potrebbero implementare le medesime strategie e, conseguentemente, ottenere lo stesso livello di risultati. La domanda fondamentale da porsi è quindi: quali sono le risorse che fanno la differenza per il successo?

La classificazione delle risorse

Per capire del ruolo delle risorse nella CS, per identificare le più importanti in un’impresa multibusiness e identificare quali è opportuno sviluppare o acquisire, è utile procedere a una classificazione dell’insieme di risorse presenti in azienda. Si procede quindi alla classificazione delle risorse per “Natura”. Si identificano quattro tipi di risorse:

  • I beni (asset) tangibili sono tutte quelle risorse che sono a disposizione dell’azienda e hanno una dimensione fisica e materiale. Sono le più facili da identificare e le meglio rappresentate nel bilancio aziendale7. Tra le altre risorse, questa categoria include: immobili, terreni, impianti, macchinari, attrezzature, rimanenze e disponibilità liquide (ancora oggi assimilate ai beni tangibili nonostante la progressiva dematerializzazione del denaro)

  • I beni (asset) intangibili comprendono le condizioni di produzione che sono nella piena disponibilità dell’azienda e che sono prive di una dimensione fisica e materiale. Ancora oggi tali risorse trovano una limitata rappresentazione nel bilancio d’esercizio, dove sono considerate solo nel caso siano state acquisite a titolo oneroso dall’esterno. Sono esempi di beni intangibili la reputazione, i marchi, i brevetti, i processi o il patrimonio di relazioni sviluppate

  • Le risorse umane comprendono tutte le conoscenze e le abilità messe a disposizione dell’azienda da parte di singoli collaboratori8. Queste risorse non sono mai visibili come assets all’interno del bilancio d’esercizio, in quanto l’azienda non ne detiene un diritto di proprietà, ma sono presenti nel bilancio esclusivamente con riferimento ai costi per le retribuzioni attribuite ai lavoratori.

  • Le capacità organizzative, a differenza dei beni e delle risorse umane, non costituiscono fattori produttivi singoli: si tratta piuttosto di combinazioni di altre risorse che permettono di svolgere specifiche attività. La singola risorsa con difficoltà può essere produttiva, ma lo diventa se combinata e coordinata con altre risorse. Un bisturi non ha nessuna produttività in assenza di un chirurgo, e lo stesso medico non può operare in assenza di un’equipe di supporto, di una sala operatoria e delle numerose attrezzature necessarie ad operare

Questo è il punto di partenza per ogni impresa, classificare le proprie risorse permette di capire subito su quali ha senso investire, quali si possono tralasciare perché poco importanti e quali sono quelle da acquistare all’esterno; il tutto con unico obiettivo: trovare le risorse di valore.

Le risorse di valore

Arrivando subito al punto: una risorsa si colloca nella cosiddetta “zona di creazione di valore” quando nell’ambiente competitivo è effettivamente richiesta dai clienti, non può essere riprodotta con facilità dai concorrenti e permette all’azienda di appropriarsi dei profitti che essa genera. Ora analizziamo nel dettaglio questi tre requisiti fondamentali. Una risorsa è di valore se permette di dare una risposta a una domanda esistente sul mercato e, quindi, contribuisce a soddisfare i bisogni dei clienti a fronte di un prezzo che essi sono disposti a pagare. La corrispondenza con una domanda è la manifestazione del giudizio di rilevanza attribuita dai clienti alla risorsa, giudizio che può cambiare nel tempo in relazione sia all’evolvere delle preferenze dei clienti sia alla possibilità di sostituirla con differenti risorse offerte dai concorrenti. Come è ben noto la domanda si basa sulle preferenze dei clienti e sulla sostituibilità della risorsa (ovvero la possibilità di rimpiazzare la stessa con alternative che manifestano una migliore capacità di soddisfare i bisogni dei clienti). La seconda caratteristica essenziale affinché una risorsa abbia valore è che essa sia difficilmente imitabile da parte dei concorrenti18. Tale caratteristica è guidata dalla scarsità della risorsa, ovvero dalla sua disponibilità in un dato momento, e dal grado di difficoltà nel replicarla sperimentato dai concorrenti. Una risorsa si definisce scarsa quando è disponibile in quantità limitata sul mercato e non tutte le aziende possono accedervi. La scarsità si può presentare con diversi livelli, fino al caso estremo in cui una risorsa è unica. La difficoltà di replicazione è fondamentale ai fini della creazione di valore perché inibisce la concorrenza. Nel momento in cui un’azienda possiede una risorsa che soddisfa le esigenze dei consumatori ed è disponibile in quantità limitata, si presenta un nuovo problema riguardo alla distribuzione del valore: chi beneficerà dei profitti creati dalla risorsa?

Non bisogna assumere che il valore creato sia automaticamente destinato ai proprietari di una risorsa. Infatti, è necessario stabilire chi sia il titolare dei diritti di proprietà sulle risorse fondamentali dell’azienda: si sta parlando della appropriabilità.

Ora la nostra domanda iniziale può trovare una risposta. Un’impresa ha le risorse vincenti quando soddisfa i requisiti “DIA”: domanda, inimitabilità, appropriabilità.

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