Mutui e polizze assicurative: quando le banche ci mettono lo zampino

di | Ottobre 25, 2013

L’erogazione del credito da parte delle banche nei confronti dei cittadini non sta certamente attraversando tempi generosi. Una recente indagine di Altroconsumo ha rivelato un dato interessante a questo proposito, e cioè sulla maniera in cui le banche stiano di fatto rendendo l’erogazione più macchinosa per mezzo di comportamenti non propriamente legittimi.

Le condizioni economiche generali del paese non sono certamente particolarmente rosee, il lavoro scarseggia, così come scarseggiano garanzie contrattuali che permettono di fornire una sicurezza in più nel momento in cui si richiede un finanziamento.

Non tutto però è colpa della crisi o della mancata liquidità dei cittadini: il cosiddetto credit crunch trova infatti le proprie concause anche in alcuni atteggiamenti tipici delle banche stesse, così come Altroconsumo ha dimostrato nella sua ricerca.

L’associazione di consumatori si è infatti ben attrezzata per andare a fondo della questione, compiendo una sorta di piccolo esperimento per comprendere il meccanismo secondo cui gli istituti agiscono.

É stato mandato un cliente fittizio, un attore, in ben 150 filiali bancarie di 13 città d’Italia domandando un mutuo finalizzato all’acquisto della prima casa. Lo scopo di questa piccola inchiesta? Non tanto quello di scoprire la differenza tra i tassi di interesse delle varie banche, quanto quello di conoscere le reazioni, i comportamenti e le richieste che gli istituti avrebbero avanzato.

Come si sospettava, Altroconsumo con questo esperimento ha rilevato un comportamento altamente scorretto nei confronti del cliente: oltre l’80% delle banche esaminate ha richiesto l’apertura di un conto corrente presso l’istituto come primo step invalicabile per ottenere il mutuo.

Il fascino degli atteggiamenti tipicamente italiani non termina qui, purtroppo. Oltre il 24% degli istituti presi in esame da Altroconsumo non si ferma chiedendo l’apertura di un conto, ma si estende con la stipula di un’ assicurazione sulla vita e il 17% di una polizza incendio. Non un comportamento inappropriato da parte di una banca, sia chiaro: l’unico appunto da fare è che per procedere con questi movimenti è necessario presentare dei preventivi per assicurazioni proposte sia dalla banca o da una sua associata. Ovviamente questa cosa non è avvenuta nei casi analizzati.

L’associazione ha riscontrato poi un dato più qualitativo: anche nei casi in cui il cliente-attore si presentava in qualità di benestante e con numerose garanzie contrattuali sono state registrate difficoltà nell’ottenere un finanziamento per la prima casa.

Il quadro che si prospetta è alquanto grigio, poiché di certo non facilita le giovani famiglie che desiderano uscire dal giogo dell’affitto e fare il proprio primo investimento.

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