Lanciafiamme Elon Musk. Successo e primi divieti?

di | Gennaio 30, 2018

Il lanciafiamme Elon Musk della Boring Company era nato come uno “scherzo”, e si è trasformato in un successo commerciale. Ma ora cominciano i primi dubbi e le prime proposte di divieto per il momento, nel paese delle armi, solo la California sembra essere intenzionata a porre fine alla nuova moda.

Negli altri stati nessuno ha ancora posto domande sulla vendita del lanciafiamme da milioni di dollari di fatturato del patron di Tesla.

Il fatturato del lanciafiamme

Il lanciafiamme Elon Musk ha già incassato 4 milioni di dollari, per circa 20mila esemplari prodotti che andranno presto esauriti. Un rappresentante della California, Miguel Santiago, ha twittato la sua preoccupazione per la nuova arma. Sembra che l’intenzione sia quella di proporre il divieto alla vendita, ma dalla Tesla fanno sapere che lo stato dovrà arrendersi.

Infatti, secondo il Bureau of Alcohol, Tobacco, Firearms e Explosives, il lanciafiamme sarebbe più un giocattolo, che un’arma, perché non supererebbe i tre metri di fiamma. Il regolamento federale sembra infatti essere chiaro in proposito. Il tweet di Elon Musk è abbastanza eloquente: “Secondo l’ATF, qualsiasi lanciafiamme con una portata inferiore ai tre metri è ok. Il nostro design massimizza il divertimento e minimizza i rischi. Mi farebbe più paura un coltello per le bistecche”.

Il lanciafiamme sarebbe dunque poco più di un giocattolo, anche se Santiago ha espresso più di un dubbio. In un tweet ha richiamato Musk alle responsabilità che il suo ruolo determina. All’inizio pensava fosse uno scherzo, come molti di noi, ma la realtà è quella di un grande affare per la Boring Company.

In effetti, secondo le dichiarazioni iniziali di Musk, il lanciafiamme doveva essere solo uno strumento per il progetto dei tunnel sotterranei. Oggi invece è già in vendita per 500 dollari+ Iva.

In tre ore sono stati venduti 1000 lanciafiamme Elon Musk e il giorno seguente le vendite hanno raggiunto quota 7mila. Numeri impressionanti, anche per un paese abituato a vendere armi da guerra come se fossero prodotti da supermercato.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.