La space economy: la rivoluzione del XXI secolo?

di | Luglio 11, 2022

Per space economy si intende il comparto che si occupa di creare e impiegare beni e servizi e allo stesso tempo sfruttare risorse spaziali. Si tratta di un’attività che nei prossimi anni e decenni riceverà investimenti sempre maggiori. La particolarità di questo settore è quella che in passato ha ricevuto quasi esclusivamente investimenti pubblici. Da qualche anno a questa parte però un numero sempre maggiore d‘investimenti privati sta interessando questo settore, in molteplici campi. Se da un lato gli investimenti pubblici hanno come obiettivo principale lo sviluppo di sistemi utili soprattutto nel campo della ricerca e nel campo militare, gli investimenti privati devono avere come obiettivo finale, come ogni iniziativa economica, l’obiettivo di realizzare un profitto.

La storia fino ad oggi dell’era spaziale

L’inizio dell’era spaziale è cominciata con il lancio di un satellite da parte dell’URSS nel 1957. Nei quindici anni successivi, gli Stati Uniti hanno investito più di 150 miliardi di dollari con un obiettivo in particolare: mandare l’uomo sulla luna. A questa impresa hanno collaborato con la NASA diverse aziende private. Dopo il primo sbarco, avvenuto nel 1969, nel corso degli anni altri sbarchi sono avvenuti, sempre con astronauti appartenenti alla NASA. Una volta raggiunto l’obiettivo, gli investimenti nel settore sono calati drasticamente, dato che gli Stati Uniti si consideravano i vincitori della corsa allo spazio e non avevano altro da dimostrare.

Stati Uniti e URSS non sono stati gli unici attori di questa prima corsa allo spazio, altre agenzie nazionali hanno realizzato dei programmi di esplorazione spaziale, ad esempio Giappone, India, Canada, Francia e Italia. Un altro progetto particolarmente importante creato qualche decennio fa è relativo alla creazione di una stazione spaziale internazionale. A differenza dello sbarco sulla luna, dove c’è stata una forte contrapposizione tra 2 attori, per quanto riguarda la stazione spaziale internazionale c’è stata una forte collaborazione tra diverse agenzie spaziali: americana, russa, europea, canadese e giapponese. Nel 2000 un gruppo di 3 persone è salito per la prima volta nella stazione spaziale internazionale.

Negli ultimi 2 decenni c’è stato un rinnovato interesse per lo spazio, con numerose aziende che nel corso degli anni sono nate con una focalizzazione esclusiva sullo spazio. Blue Origin, Space X e Virgin Galactic sono i leader del settore. Un tipo di business che è appena iniziato è quello dei viaggi spaziali, mentre un altro è relativo al lancio di satelliti per la diffusione della connessione internet.

<h2″>L’impegno dell’Italia e dell’agenzia spaziale italiana

L’impegno dell’Italia nel settore dello spazio è particolarmente rilevante, si tratta infatti di uno dei leader mondiali. L’Italia investe nella propria agenzia spaziale nazionale più di un miliardo di euro, e solo altri 6 paesi possono vantare questa cifra. L’Italia poi è uno dei pochi paesi che riesce a coprire tutta la filiera relativa all’industria spaziale, cosa che solo pochi altri paesi possono vantare. Numerose sono poi le partnership con le diverse agenzie spaziali nazionali di altri paesi.

L’Italia inoltre è il terzo maggior contributore dell’Agenzia spaziale europea, un attore di primo piano di tutti gli ultimi progetti spaziali recentemente realizzati.

Recentemente l’Italia ha definito un “Piano Strategico Space Economy”, che prevede un investimento del paese di circa 4,7 miliardi di euro, di cui circa il 50% coperto con risorse pubbliche.

Il Piano si sviluppa in 5 linee programmatiche, in linea con le iniziative condotte a livello europeo e con l’obiettivo di valorizzarne al massimo l’impatto a livello nazionale:

  • Telecomunicazioni satellitari (Mirror GovSatCom)
  • Supporto alla partecipazione nazionale a GALILEO (Mirror Galileo)
  • Infrastruttura Galileo PRS
  • Supporto a Copernicus (Mirror Copernicus)
  • Esplorazione spaziale e sviluppi tecnologici connessi.

Prospettive future della space economy e la sua regolamentazione

Un primo aspetto da tenere in considerazione quando si parla di space economy è quello relativo alla regolamentazione. Nel corso degli anni migliaia sono stati i satelliti lanciati in orbita per le motivazioni più diverse, e ciò ha causato un enorme quantità di spazzatura spaziale. In molti casi si tratta semplicemente di detriti, ma a causa dell’alta velocità orbitale anche piccoli detriti possono causare danni enormi. Va quindi trovata una soluzione a livello globale per risolvere questa problematica. Un altro tipo di regolamentazione che deve essere presa in considerazione è quella relativa ai satelliti che sono presenti in orbita. Non è possibile che chiunque possa mandare un satellite, servono delle leggi condivise a livello globale dato che lo spazio non appartiene, almeno al momento, a nessuno.

Esiste poi un settore, che per il momento non ha dato ancora benefici economici ma che presto comincerà a darli ed è quello dell’industria mineraria spaziale. In poche parole, si tratta della possibilità di estrarre risorse rare sulla Terra ma allo stesso tempo presenti in abbondanza in particolare negli asteroidi. Non solo rare risorse minerarie, ma anche elementi comuni sulla terra come idrogeno e ossigeno, che può essere utilizzato come propellente per i razzi in modo da riportare.

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