Reddito di cittadinanza nel 2020

di | 3 Gennaio, 2020

Cosa è e a cosa serve

Il reddito di cittadinanza è un provvedimento preso dallo Stato Italiano per aiutare le famiglie in difficoltà e senza retribuzione lavorativa. Aiuta a trovare lavoro e a diminuire quindi la disoccupazione e la povertà. Ovviamente non tutti possono accedervi e i requisiti principali sono avere appunto la cittadinanza italiana e una situazione economica, certificata dall’Isee inferiore a € 9.360 annui, possedere un patrimonio immobiliare diverso dalla prima casa non superiore ai € 30.000 e un patrimonio finanziario non superiore a € 6.000. La domanda può essere inoltrata tramite i CAF o gli uffici postali e se il beneficio viene riconosciuto, sarà erogato attraverso un’apposita carta elettronica.

Dubbi con il nuovo anno

Il sostegno economico del reddito di cittadinanza, lasci alcuni dubbi nella sua riscossione con l’inizio del nuovo anno. Per poterlo richiedere è necessario presentare la certificazione Isee regolarmente aggiornata, in modo da poter continuare ad usufruire di qualsiasi forma di sostegno economico. Si resta un po’ sconcertati e dubbiosi al riguardo dato che avendo iniziato da pochi giorni il nuovo anno, nessuno, o pochi, ha tale modello a disposizione. Quindi l’inps interviene e precisa che non è necessario avere il modello 2020, infatti si potrà richiedere l’accredito anche con l’Isee 2019. Questo non vuol dire che non occorrerà redigere il certificato 2020, anzi, va comunque fatto e presentato il prima possibile perché se la rata di gennaio verrà pagata anche con il modello 2020, quella di febbraio non sarà abbonata: per quella e per continuare ad usufruire di questo sostegno occorrerà il modello 2020. Nel caso questo non venga fatto, il contributo verrà sospeso fino ad avvenuto rinnovo.

Chi rischia di perderlo

Con l’arrivo del nuovo anno, si rischia di perdere il diritto al reddito di cittadinanza e sono oltre in centomila le persone che potrebbero non avvalersi più di tale diritto. Alcuni di questi non si sono presentati nei centri per l’impiego che avrebbe presentato loro un possibile inserimento lavorativo, e dato che la legge lo prevede, le loro tessere potrebbero venire disattivate. In materia si parla chiaro, dato che questo beneficio è riservato a chi attualmente non possiede una retribuzione lavorativa, ma è comunque in cerca di un occupazione per potersi mantenere, non si può assolutamente disertare le convocazioni. Infatti, dopo la prima chiamata alla quale non ci si presenta, c’è la sospensione del beneficio, mentre dopo la terza si perde direttamente il diritto al sostegno mensile.Molti comunque sono coloro che perderanno il beneficio perché ritenuti sospetti dall’inps, dato che non avrebbero i giusti requisiti per accedere al contributo.

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