Legge sul sovraindebitamento: a chi rivolgersi

di | Maggio 25, 2021

La legge sul sovraindebitamento è una legge tanto utile quando di trattamento particolarmente delicato. E’ un aiuto importante verso i privati che sono in situazioni economiche difficili ed hanno a loro carico debiti.

Per usufruire correttamente e ottenerne tutti i vantaggi da tale legge è necessario rivolgersi ad uno specialista debiti.
L’articolo di seguito, con una breve analisi introduttiva della legge, fornisce indicazioni per identificare le persone a cui è necessario rivolgersi.

Legge sul sovraindebitamento: che cos’è

La legge 3 2012 sul sovraindebitamento, anche conosciuta comunemente come legge anti-suicidio, è un testo di legge creato nel 2012 per le persone che si trovano in difficoltà economiche ed hanno a loro carico dei debiti.

Tale legge è stata rivista e sono state apportate alcune modifiche sostanziali nel corso degli ultimi anni, in particolare nel 2020.

La legge prevede la possibilità per i privati cittadini di avvalersi di tale norma per stipulare accordi con i propri creditori. Tali accordi prevedono la possibilità di ristrutturare il debito, cioè di rivalutare il proprio debito. Con questo termine si intende la possibilità per il debitore di richiedere la stipula di un piano di rientro dei debiti, quindi di pagamento dei debiti, commisurato alle proprie possibilità economiche.

Quindi il tribunale, al quale deve essere effettuata la richiesta, può approvare il piano di rientro nel caso in cui verifichi ed accerti una crisi da sovraindebitamento.

La crisi da sovraindebitamento può essere causata dalla perdita del lavoro, dalla riduzione dello stipendio, da una malattia prolungata e per questo motivo il cittadino privato si trova in situazione di incapacità economica e non riesce a far fronte ai propri debiti.

Quindi il sovraindebitamento deve essere incolpevole, quindi causato da un fattore esterno, la cui causa non può essere riconducibile al privato cittadino.
La legge 3 2012 sul sovraindebitamento offre la possibilità ai privati cittadini di ripagare la somma dovuta, quindi rientrare dei propri debiti, in rapporto alle proprie capacità economiche.

Legge sul sovraindebitamento: a chi rivolgersi

Molti sono i soggetti che entrano in gioco, quindi scopriamo insieme come funziona tale la legge sul sovraindebitamento.

Il debitore accede al procedimento, cioè compila una domanda con una lista di documenti allegati:

  • Elenco dei creditori con le relative somme dei debiti
  • Dichiarazione dei redditi degli ultimi tre anni
  • Il certificato di stato di famiglia, cioè l’attestato che attesta la composizione del nucleo famigliare del soggetto
  • La valutazione del patrimonio mobiliare, cioè tutti i beni mobili in possesso (automobili, mobili ecc…)
  • L’indicazione del motivo e delle cause che hanno portato il soggetto ad una crisi da sovraindebitamento
  • La lista di spese necessarie e previste per il sostentamento del nucleo famigliare

Tale domanda, con tutti i documenti richiesti, deve essere inoltrata presso il Tribunale del luogo di residenza del soggetto debitore.

Il Tribunale deve verificare la correttezza di tutte le informazioni, la presenza di tutti i documenti e soprattutto deve valutare l’effettiva crisi da sovraindebitamento.

Deve esserci un significativo squilibrio tra i debiti a carico del privato ed il suo patrimonio.

Lo scopo di tale domanda è effettuare la valutazione dei debiti e una proposta di piano di rientro, in base al quale alcuni debiti vengono stralciati ed altri vengono ristrutturati, cioè rivalutati in base alle effettive condizioni economiche.

Tale piano deve essere trasmesso al giudice per l’approvazione, detta omologa. Il giudice verifica che il piano sia effettivamente realistico, cioè che sia ragionevole pensare che il debitore riuscirà a rispettare il piano e a far fronte ai pagamenti previsti.

Il piano può infatti prevedere una ridefinizione delle somme, delle tempistiche e scadenze per adempiere ai propri debiti ma in questo caso si deve ottenere il favore del 60% dei creditori.

Oppure il piano più semplice, che non ha il vincolo dell’accettazione da parte dei creditori, ma riguarda soltanto debiti relativi ad attività professionali.

Oppure ancora, un’altra possibilità di piano di rientro riguarda la liquidazione del patrimonio del debitore. In questo caso il Tribunale richiede ad esperti una valutazione dei beni facilmente liquidabili, quindi vendibili. Con questa modalità grazie alla vendita del patrimonio, o parte di esso, il debitore riesce a realizzare la cifra necessaria per procedere al pagamento e quindi all’estinzione dei debiti ancora in essere.

Considerando la criticità e l’importanza della creazione del piano di rientro, che risulta un vincolo per l’accettazione della domanda, il cittadino privato deve essere affiancato da esperti in materia.

Per questo motivo, due sono le possibilità:

  • rivolgersi all’OCC
  • richiedere al Tribunale la nomina di un specialista debiti

L’OCC (Organismo di Composizione della Crisi) è un ente pubblico, quindi un soggetto terzo ed imparziale, autorizzato dal Ministero della Giustizia. L’ente è costituito da avvocati, dottori commercialisti, esperti contabili, quindi tutti professionisti esperti in materia, che hanno le competenze necessarie per assistere il debitore e trovare una soluzione per uscire dalla crisi da sovraindebitamento.

Tale ente effettua, prima di tutto, una valutazione dei debiti in carico al cittadino privato che ne ha fatto richiesta. Analizza i soggetti creditori e le relative somme. In seguito affianca il privato nella creazione del piano di rientro.

Il piano viene formulato considerando la fattibilità, cioè proponendo una soluzione che possa essere rispettata dal debitore, cioè il rientro dei debiti viene previsto in base alla capacità economica del debitore.

Inoltre il privato cittadino può decidere di rivolgersi ad associazioni specializzate, le quali hanno al loro interno persone competenti che sanno fornire informazioni e supportare nella creazione della domanda e nella compilazione di tutti i documenti. Inoltre tali associazioni sanno indirizzare il privato cittadino verso l’ente competente.

Un esempio è l’AIPS (Associazione Italiana Prevenzione Sovraindebitamento), un’associazione, conosciuta anche con l’acronimo AIPS ETS APS, senza scopo di lucro.

Tale associazione ha come obiettivo offrire sostegno alle persone che si trovano in situazioni economiche difficile e a seguito di un evento, come perdita del lavoro o riduzione dello stipendio o un altro fattore esterno, si trovano in condizioni di crisi da sovraindebitamento.

Fornendo indicazioni ai privati, verifica inoltre la corretta applicazione delle leggi vigenti.

Inoltre considerando che molte sono le persone che si ritrovano in situazioni di crisi economica, in seguito a problemi finanziari temporanei, le grandi città hanno provveduto ad organizzare delle organizzazioni e federazioni che diano sostegno ai privati in questa situazione.

I singoli cittadini privati possono rivolgersi a sportelli dedicati che consentono l’avvio delle procedure in modo più rapido, tutelando i consumatori così da evitare anche la via dell’illegalità.

Questo ultimo motivo è molto importante e proprio per evitare situazioni ancora più complicate, sempre più associazioni ed enti comunali si stanno muovendo in questa direzione.

La procedura è relativamente rapida, dura circa sei mesi dal momento in cui il privato cittadino ne fa richiesta e quando il piano di rientro viene approvato.

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