Che cos’è il capitale circolante netto?

di | Novembre 15, 2021

Il capitale circolante netto non è altro che uno dei principali indicatori finanziari insieme all’indice di autonomia finanziaria, il margine di struttura, il margine di tesoreria e il patrimonio netto. Il CCN viene calcolato tenendo in considerazione le attività e le passività a breve termine come debiti e crediti commerciali oltre alle rimanenze di magazzino. Per attività e passività a breve termine si intendono tutti quei crediti o debiti che scadono entro dodici mesi indipendentemente dalla natura, che sia operativa o finanziaria, ma anche quelli di natura non finanziaria, di natura monetaria ma non contabile e ricorrenti nella gestione.

Perché il capitale circolante è definito netto?

Il CCN viene definito netto proprio perché nel suo calcolo non vengono inclusi i fondi rischi e tutti gli oneri operativi. Proprio per questa sua natura a volte viene definito come Capitale Circolante Commerciale, semplicemente ottenuto dalla differenza tra crediti e debiti commerciali con scadenza entro i 12 mei. Per quest’ultimi non andrà considerato il risultato del costo ammortizzato, ma andranno calcolati al loro valore nominale.

Un indicatore di grande importanza

Il capitale circolante netto assume un ruolo fondamentale per la propria azienda dato che riassume tutte le risorse che potranno essere volte ed impegnate nel ciclo di trasformazione e vendita dato che al proprio interno sono riassunte tutte le risorse acquistate, trasformate ed infine vendute. Questo è testimoniato proprio dal fatto che le risorse acquistate sono rappresentate dai debiti verso fornitori, il magazzino rappresenta tutte quelle merci e quei materiali che sono fermi all’interno dell’azienda in corso di lavorazione per poi essere destinate alla vendita, quindi vendute e inserite nel CCN come crediti. Il tutto come detto anche prima considerando i 12 mesi di attività. Facile capire quindi come questo indicatore sia molto importante per l’azienda, soprattutto per le aziende volte alla trasformazione del prodotto, dato che potranno avere un quadro chiaro dell’andamento di gestione.

Il CCN come indicatore della liquidità

Sarà semplice comprendere come questo indicatore specifichi anche la capacità in termini di liquidità di un’azienda. In base al CCN infatti si potrà capire che maggiore sarà quest’ultimo, e maggiore sarà il fabbisogno finanziario di un’azienda. Questo sta a delineare una situazione in cui l’impresa accumula merce che non riesce a vendere o che accumula crediti. Più saranno elevati i crediti e il magazzino e più sarà bassa la liquidità interna. Per comprendere meglio questa situazione proviamo a fare un esempio. Prendiamo in considerazione i 12 mesi, un anno di attività aziendale in cui il capitale circolante va in crescendo rispetto all’anno passato. Questa situazione delinea un aumento della crisi di liquidità e quindi un accumulo di debiti da parte dell’azienda stessa dato che se non vengono vendute merci e non vengono riscossi crediti, non si avrà la possibilità di pagare i propri debiti. Tra le realtà questa fattispecie è molto frequente, infatti il CCN sarebbe il riassunto dei debiti di breve termine dell’azienda in cui potremmo ben delineare la situazione di rischio che sta affrontando.

Il CCN come monitoraggio di gestione

Monitorare questo indicatore è fondamentale per la gestione finanziaria di un’impresa e per provvedere a cambiare manovra nel momento in cui si vada delineando una situazione di crisi. Si potrà quindi intervenire anche su singole componenti riscontrando che maggiore è la durata del CCN e maggiore è l’assenza di liquidità di un’azienda e di conseguenza maggiore sarà la possibilità di problemi finanziari. Anche se risulta palese che tenendo sotto controllo il CCN si possa evitare il peggio, gli imprenditori spesso non ne tengono conto. Questo accade soprattutto per piccole e medie imprese o per realtà in cui manca la formazione contabile e amministrativa accompagnata dalle nozioni principali che portano a dare la giusta rilevanza al monitoraggio degli indicatori, accorgendosi della situazione forse troppo tardi.

Decreto legislativo 14/2019

Il decreto legislativo ha introdotto delle novità che le piccole imprese dovranno leggere con attenzione, soprattutto quelle che non considerano gli indicatori come si dovrebbe e più che altro vuole essere un input per dare dei suggerimenti alle imprese per inserire nella loro vita operativa il monitoraggio del CCN con cadenza periodica, al massimo di tre mesi in modo che si riesca ad intervenire e giocare d’anticipo. Questo monitoraggio sistematico terrà sotto controllo la variazione di crediti e debiti, nonché dell’ammontare e della costituzione del magazzino in modo da poter verificare se questi cambiamenti corrispondono o meno alle previsione fatte. Le aziende vanno indirizzate verso una maggiore attenzione al proprio controllo gestionale senza aspettare la fine dell’anno finanziario per poter venire a conoscenza della situazione quando ormai intervenire non servirebbe a nulla. Andranno inserite figure apposite e professionisti di settore che aiuteranno l’impresa a fare scelte gestionali e a tenere sotto controllo l’intero sistema.

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