Category Archives: Finanza

Inps in rosso: patrimonio in negativo per Istituto Previdenza Sociale

Inps in rosso

Inps in rosso, ma non bisogna preoccuparsi: presidente Tito Boeri dichiara che è tutto nella norma

Inps in rosso: è il quadro significativo ma chiaramente allarmante che emerge dalle ultime indagini effettuate dalla Corte dei Conti in merito agli ultimi rapporti sul controllo per gli anni 2015 e 2016, dai quali si evince un risultato economico negativo, che sottolinea una fase importante di rosso di bilancio.

Ma per quanto questa situazione possa apparire preoccupante ed allarmante, il presidente dell’Istituto per la Previdenza Sociale, Tito Boeri, sottolinea che non c’è nulla di cui preoccuparsi: si tratta di cifre in negativo, sì, che però sono facilmente spiegabili e pertanto anche comprensibili con una svalutazione dei contributi che non sono stati ancora versati e che prossimamente entreranno in un piano di recupero. Un “debito” che deriva da Stato ed enti pubblici, pari a 45 miliardi di euro: un sistema, quindi, che non dovrebbe attraversare alcun esito negativo, e che non dovrebbe richiedere immediati interventi, secondo quanto indicato anche dallo stesso Poletti.

È chiaro che le prestazioni sociali, assistenziali e sanitarie, ed ovviamente anche le pensioni, possono in qualche modo incidere, ma non è certamente una colpa da imputare ai pensionati, se attualmente il sistema appare saturo di richieste e quindi necessita di un po’ di respiro. Lo squilibrio è determinante, ed è molto più semplice di quanto non si possa pensare: in un’Italia che si regge sul sistema previdenziale, è difficile trovare il giusto equilibrio e un’adeguata risposta se vi sono poco meno di 1,4 lavoratori per ogni pensionato.

 

Bonus docenti 500 euro: cosa rientra nelle coperture del bonus

Bonus Docenti 500 euro

Bonus docenti 500 euro: la Carta del Docente copre solo alcune spese

Il bonus docenti 500 euro è stato proposto, dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (il Miur) per consentire ai docenti di ottenere un sostegno economico, un supporto valido per una serie di attività culturali e formative, ed anche per l’acquisto di libri o strumenti utili a rendere ancor più completa la formazione del docente.

Questo bonus, chiamato Carta del Docente, è quindi reso disponibile per l’acquisto di libri e di testi, siano essi anche in formato digitale, di pubblicazioni o riviste che siano utili all’aggiornamento ed alla formazione professionale, secondo quanto è stato previsto dalla legge 107/2015. Ma quali sono le effettive possibilità per il docente di risparmiare sull’acquisto di questi prodotti? E soprattutto, quali sono i prodotti che rientrano in queste categorie?

Prima di tutto, è necessario che gli acquisti siano coerenti con le discipline che vengono insegnate dal docente. È anche possibile eseguire un acquisto diverso, come ad esempio l’acquisto di un hardware: possono rientrare, in questa categoria, anche computer o tablet, ma anche notebook ed e-book, che sono attinenti alla soddisfazione delle necessità del docente. Non rientrano in queste categorie gli smartphone e le connessioni ADSL, così come il canone Rai: non si tratta, infatti, di prodotti funzionali interamente alla formazione del docente.

Trading online: più rischi e più guadagni

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Le proposte dei siti che permettono di investire nel trading online sono sempre più interessanti. Oggi è possibile iniziare ad investire addirittura senza sborsare neppure un euro, alcuni broker infatti garantiscono un piccolo omaggio in denaro ad ogni nuovo cliente che si registra sui loro siti. Questa elevata facilità di accesso al mondo del trading online però non ci deve trarre n inganno; anche se è molto facile iniziare, questo non significa che sia così semplice riuscire a guadagnare con una certa facilità. Inoltre i rischi di perdere ampie quote di denaro sono elevatissimi, certo commisurati alle possibilità di guadagno.

Doni San Valentino: gli acquisti più importanti riguardano i gioielli

Doni San Valentino

Doni San Valentino: sono ancora i gioielli, in vetta alla classifica. A sorpresa, anche per gli uomini

San Valentino è una di quelle feste “comandate” – certo, molto meno di Natale e Pasqua – che possiamo considerare tra quelle maggiormente messe nell’occhio del ciclone, per via del “consumismo” al quale molto spesso è collegata. Quando si parla della festa dedicata agli innamorati, molto spesso si sostiene che questa festa dovrebbe essere onorata e celebrata tutto l’anno, e non solo nel giorno di San Valentino.

Euro irreversibile, non si torna indietro: il discorso di Mario Draghi

Euro irreversibile

Euro irreversibile, non si torna indietro: Mario Draghi in Europarlamento parla dell’Euro difendendo la moneta unica a spada tratta

L’Italia sarà una nuova Inghilterra con un nuovo caso Brexit? È quanto si chiedono ormai migliaia di italiani, che dopo le ultime tensioni e vicende economiche europee, iniziano ad essere letteralmente pervasi da dubbi e paure, in un clima di incertezza che rende tutto ciò abbastanza comprensibile e condivisibile.

Ma, almeno stando a quanto emerge dalle ultime dichiarazioni fatte in occasione del 25° anniversario dei trattati di Maastricht, Mario Draghi ha, ancora una volta, deciso di mettere in chiaro alcune situazioni che potrebbero essere “chiare” per aiutare gli italiani a capire perché non ci può essere una ipotetica Italexit.

L’ex governatore di Bankitalia sostiene in maniera chiara e decisa l’Euro, e rappresenta, in questo momento, forse l’unico vero difensore della moneta unica: in occasione del suo discorso in Europarlamento, Draghi ha infatti ribadito che la moneta unica è nata perché il mercato interno non avrebbe avuto scampo dalla battaglia di valute tra i paesi membri dell’Unione Europea e che pertanto questa era l’unica scelta possibile. Una scelta nata per affrontare le possibili svalutazioni competitive e per dare un maggiore respiro all’Unione Europea, da un punto di vista economico ma possibilmente anche a livello politico.

Incubo spread: incertezze e tensioni nel settore economico

Incubo spread

Incubo spread: Borse europee volano basso, con dati allarmanti per quel che riguarda la Germania (e non solo)

Ritorna l’incubo spread: oggi è un lancio debole per le Borse, che continuano ad andare al ribasso, con uno spread che questa mattina è rimasto a quota 200.

Una situazione molto difficile, che determina una sorta di debolezza da parte delle Borse europee, che esattamente come è già avvenuto nella giornata di ieri, si mantengono su un profilo al ribasso, con Milano volatile (si parla di un -2,2% nella giornata di ieri), anche se non va meglio per la Germania, la cui situazione risveglia attimi di tensione e di preoccupazione a causa del calo che si è verificato nei primi due giorni di questa settimana.

Un calo, quello tedesco, che rivela un crollo del 3,4% del settore manifatturiero ed anche dell’1,7% nel settore delle costruzioni: su questi ultimi dati, però, il Ministero dell’Economia in Germania sta cercando di dare una spiegazione chiara ed esaustiva, sostenendo che si può comunque parlare, seppur in maniera timida, di una minima ripresa per quel che riguarda la crescita produttiva. Quella delle Borse europee è una situazione abbastanza comune ed attesa: abbiamo Parigi con 0,37%, Francoforte con 0,1% e Madrid con 0,45%. E non va certo meglio a Milano: la paura è che non si possa accedere ad un miglioramento del fatturato in tempi brevi, ma si spera in un miglioramento nelle prossime ore.

Ricavi Canone Rai: sono tra i più bassi nell’anno 2016

Ricavi Canone Rai

Ricavi Canone Rai: secondo rapporto Mediobanca, sono ai minimi da 7 anni. Ed il canone è tra i più bassi d’Europa

In termini economici di evasione fiscale, la nuova modalità di pagamento del Canone Rai ha probabilmente rappresentato un importante cambiamento in positivo. Infatti, grazie alla nuova regola che vuole accorpato il pagamento del canone alla bolletta dell’energia elettrica, sono molte di meno le persone che evadono l’imposta televisiva, con un importante incremento positivo, quindi, per quel che riguarda il mercato in questo settore.

Tuttavia, sebbene lo slancio positivo abbia in qualche modo influenzato le regole di riscossione del canone televisivo in bolletta (e le conseguenti effettive capacità di riscossione) le cose oggi non sono poi così cambiate, almeno non per quanto riguarda i ricavi della Rai, che rimangono comunque bassi.

Lo si evince dal rapporto annuale di R&S Mediobanca, che prevede tra l’altro una stima molto esigua per quel che riguarda i ricavi del prossimo anno, di circa 1,6 miliardi, ai minimi da almeno sette anni. Pertanto, la nuova modalità di pagamento del Canone – che sarebbe stata una risoluzione importante al problema dell’evasione fiscale – ha certamente dei limiti che bisogna riconoscere. Oltretutto, i ricavi saranno ancora più bassi anche perché proprio da quest’anno si è deciso di far scendere ancora di più la tariffa annuale, non più 100 euro ma ben 90 euro, con un 10% di “sconto” sul pagamento del canone.

Una contrazione molto importante, che potrebbe avere delle conseguenze altrettanto importanti.

Bilancio provvisorio saldi: non tutti i comuni se la passano bene

Bilancio provvisorio saldi

Bilancio provvisorio saldi: alcuni comuni gioiscono, per altri c’è ancora sconforto

È quasi trascorso un mese dall’inizio dei saldi invernali 2017: il 5 gennaio scorso, infatti, nella maggior parte delle regioni italiane – salvo Valle D’Aosta, Sicilia e Basilicata, che hanno iniziato un po’ prima – è stato dato l’avvio agli sconti invernali, i tanto attesi saldi che avrebbero dovuto accompagnare gli acquirenti nei loro acquisti a prezzi decisamente scontati e concorrenziali.

Dati disoccupazione: scende rispetto al 2015 ma sale quella giovanile

Dati disoccupazione

Dati disoccupazione secondo Istat: in crescita quella giovanile

Ci sono ben 24 mila persone occupate in più per l’anno 2016 rispetto al 2015: un dato significativo ed importante, che fa riferimento ad una situazione nettamente più positiva, e che indica probabilmente una maggiore impennata di occupazione, sebbene con contratti non permanenti. I dati sono stati rilevati in questi giorni dall’Istituto Nazionale di Statistica, secondo il quale, sebbene nel 2015 si fosse verificata una interessante impennata con ben 141 mila lavoratori in più, in quel caso i dati erano in qualche modo influenzati dalla situazione legata ai contratti a tempo indeterminato, nati specialmente per agevolazioni.

Dichiarazione redditi: ecco la data di scadenza per il 2017

Dichiarazione redditi

Dichiarazione redditi: la denuncia dei redditi va presentata entro due possibili date di scadenza (30 aprile e 31 maggio). Ma se ne aggiunge una terza

Arriva anche quest’anno l’informazione relativa alla denuncia dei redditi: secondo le prime indiscrezioni, la data di scadenza, salvo eventuali proroghe che potrebbero profilarsi nel futuro, è prevista per il 30 aprile, o per il 31 maggio 2017. Ma questa data di scadenza non riguarda il modello prepagato, che invece avrà come ultima data disponibile quella del 23 luglio 2017, valida anche per Caf, professionisti abilitati e intermediari che avranno come altra data importante quella del 7 luglio prossimo.