Assicurazioni

Cattolica Assicurazioni, approvato il piano industriale ma il titolo non vola

Oggi è il giorno dell’approvazione del piano industriale per Cattolica Assicurazioni, ma per il momento gli investitori sono rimasti piuttosto freddi. Questo nonostante le previsioni più che positive sugli utili, quasi 400 milioni nei prossimi due anni. Il titolo guadagna solo lo 0,2%, con il mercato in attesa, anche se con un atteggiamento positivo.

Le novità sostanziali saranno quelle di governance, con una vera rivoluzione. Prevista infatti la riduzione dei consiglieri e maggior peso dei soci. Eliminato anche il comitato esecutivo.

Per i soci di Cattolica Assicurazioni, gli investitori istituzionali vedranno aumentare il tetto per la loro quota al 5%, mentre non cambia il limite dello 0,5% per le persone fisiche. Poi maggiore rappresentanza per i soci. Il tutto dovrà passare la votazione di aprile.

Il titolo è in attesa degli effetti positivi, ma rimane comunque ad una buona quotazione. Oggi è a 10,66 euro per azione, pronto a scattare in avanti. Il piano industriale per il prossimo biennio è ambizioso. Si prevedono utili a +60% rispetto al piano del biennio appena passato.

Alla Cattolica pensano che si potranno raggiungere almeno i 375 milioni, ma si tenta anche di arrivare a quota 400. I dividendi sono altrettanto ambiziosi, con il consiglio di amministrazione che pensa ad una cedola del 50% in più alla fine del biennio. Tradotto in soldoni, gli azionisti percepiranno 50 centesimi in più nel 2020. Poi i punti patrimoniali, con la raccolta prevista a 8 miliardi (+64%), di cui la quasi totalità da reperire nel ramo vita. Tutto in collaborazione del Banco Bpm, che porterà circa 3 miliardi di raccolta.
Dalla Cattolica arrivano i dettagli: “tre pilastri chiave: la crescita profittevole, eccellenza tecnica e innovazione”.
Un piano ambizioso ma anche realistico, secondo l’amministratore delegato, Alberto Minali, che ha spiegato il piano in una conference call, specificando anche che “Il tema della Spa non è all’ordine del giorno, non è sul tavolo, né mio né del cda”.

Luca Bernardini

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