Ripple, ovvero la storia delle nuove criptovalute

bitcoin valuta

Negli ultimi mesi in tutto il mondo si è venuti a conoscenza delle criptovalute, o meglio, dei bitcoin, la prima valuta digitale nata al mondo. In realtà però non esiste un’unica criptovaluta, molte altre infatti stanno nascendo negli ultimi anni. Proprio come è accaduto per i bitcoin, anche le altre valute digitali si basano sul protocollo Blockchain e il loro quantitativo è prefissato al momento della nascita. Questa ultima peculiarità ne aumenta il valore all’aumentare della richiesta. Visto l’exploit di bitcoin nel corso del 2017, sono tanti gli investitori che hanno cercato di speculare anche sulle altre criptovalute, aumentandone così il valore nominale in modo per molti inaspettato.

La storia delle altre criptovalute

Per quanto riguarda i bitcoin ormai tantissimi comuni cittadini sono a conoscenza di quando sia nata la prima criptovaluta e di come sia aumentato il suo valore nel corso del tempo. Delle altre valute digitali invece molti neppure conoscono l’esistenza, un esempio è Ripple, o meglio XRP, la moneta digitale creata da Ripple. Ripple è un sistema di trasferimento di fondi, che consente di trasferire denaro tra due persone o enti qualsiasi in tempi massimi di 3-4 secondi. La piattaforma viene quotidianamente utilizzata da alcuni tra gli istituti finanziari più importanti del mondo, tra cui anche UBS, Santander e UniCredit. Il sistema di gestione è un protocollo internet peer-to-peer, proprio come avviene per i bitcoin, e garantisce un costo minimo del servizio di trasferimento di fondi. Nel corso del 2012 Ripple ha creato la sua valuta nativa, utilizzabile solo all’interno del sistema Ripple. Ciò non toglie che l’XRP sia negoziabile a piacimento, cosa che ha portato il valore ripple a passare da circa 20 centesimi di dollaro a circa 2 dollari nel corso degli ultimi mesi del 2017.

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Acquistare e vendere criptomonete

Una valuta virtuale si può acquistare e vendere? Certo, e questa è una delle peculiarità che più interessano gli investitori; inoltre, più gli investitori si dedicano a questa compravendita, e maggiore sarà il valore della criptomoneta in questione, che si tratti di bitcoin o di ripple, poco importa. Ovviamente non è possibile andare in banca e farsi cambiare i propri euro in XRP o in bitcoin, anche se esistono, anche in Italia, dei bancomat che consentono di fare questo tipo di transazione. In quanto valute digitali queste monete devono essere conservate su portafogli digitali, presenti quindi solo in rete. Alcune piattaforme a livello mondiale consentono di aprire un portafoglio digitale, da utilizzare per acquistare e vendere criptovaluta. Basta aprire un account e versarci del denaro, in euro, per poi acquistare la moneta digitale che si preferisce. Quando il valore della medesima sale in modo sensibile è possibile rivenderla, ad altri utenti della piattaforma, ottenendo così un guadagno. I soldi presenti nel proprio portafoglio digitale si possono sempre utilizzare, è sufficiente fare un bonifico dallo stesso al proprio conto corrente, o verso una carta di credito. Viceversa si effettua l’operazione contraria quando è necessario avere a disposizione ulteriori fondi per i propri acquisti in criptovaluta.

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