Pignoramento beni cointestati: ecco quali sono le regole fiscali

Pignoramento beni cointestati

Pignoramento beni cointestati: si può pignorare solo la metà del contribuente debitore

In caso di presenza di un debito, che un contribuente può avere in atto con il fisco – in caso di cartelle esattoriali arretrate non pagate – quali possono essere le regole che riguardano il pignoramento dei beni? Ne ha parlato recentemente in un vademecum speciale – in cui sono stati raccolti i sette beni non pignorabili – il portale La Legge per tutti che ha anche ricordato come, nel caso dei beni di famiglia, alcuni non possano proprio essere prelevati dall’ufficiale giudiziario anche in caso di debiti importanti.

I beni di famiglia che non rientrano nelle disponibilità del fisco sono tutti quelli che servono alla sopravvivenza non solo del debitore, ma anche dei suoi familiari, ed in particolare elettrodomestici atti alla cottura ed alla conservazione dei cibi, oltre che mobili di primaria necessità come letti, tavoli e sedie. Ma cosa accade nel caso dei beni cointestati e come funziona il pignoramento beni cointestati?

La legge parla chiaro, e ricorda che questi ultimi possono – e devono – essere pignorati, ma solo per la metà: in pratica, se il bene è una casa oppure un conto corrente, si procede al fermo, ma solo della metà che fa capo al debitore. Nel caso in cui il bene non sia divisibile, si provvede alla vendita del bene per intero, restituendo la metà del guadagno al contitolare che non era in debito con il fisco.

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