Morto Ingvar Kamprad, il fondatore di Ikea

Ikea

Il padre dell’Ikea, Ingvar Kamprad, è scomparso ieri all’età di 91 anni. Fondò il colosso del mobile low cost a soli 17 anni, e da allora era rimasto saldo al timone dell’azienda.

In passato aveva fatto scalpore la sua scelta di vivere in Svizzera, per risparmiare sulle tasse. Aveva poi fatto pace col suo paese, la Svezia, tornando a vivere con gli amici di sempre, con cui era cresciuto, nel suo paese natale.

E proprio il suo paese natale è tra i piccoli segreti del nome Ikea, che nasce dalle sue iniziali e quelle di questo piccolo villaggio. Ikea sta infatti per le iniziali di Ingvar Kamprat, Elmtaryd e Agunnaryd. Elmtaryk era il nome della fattoria dove il patron crebbe, nel paese di Agunnaryd, che si trova nella Svezia meridionale.

Ma Ikea non è stata sempre mobili low cost. Il business del mobile iniziò nel 1950. Prima, l’Ikea era una sorta di bazar, che vendeva orologi, fiammiferi e calze. Poi la grande idea: permettere a tutti di comprare mobili a prezzi accessibili. Il segreto? Farli costruire a casa dagli stessi clienti. Niente manodopera, almeno per il montaggio insomma. E poi i grandi magazzini.

Da allora l’Ikea è diventata un colosso in 31 paesi, con ben 171 grandi showroom e magazzini. Il fatturato è di 38 miliardi l’anno e Kamprad è così diventato uno degli uomini più ricchi del mondo, il quarto, secondo Forbes.

Kamprad inizò la sua carriera da imprenditore grazie ad una piccola somma che il padre gli regalò come premio, quando finì gli studi. Un uomo tutto di un pezzo, che solo tre anni fa lasciò la direzione del suo gioiello ai tre figli, ormai quarantenni.

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Nella sua vita però anche le accuse di elusione fiscale nel suo paese, e quelle di simpatia per il nazismo, che lui commentò come errori di gioventù, una follia di cui si sarebbe poi pentito.

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