23:53 - 04 febbraio 2012


Andamento mercati

I risultati del secondo trimestre pubblicati da alcune tra le piu' grandi societa' americane non convincono i mercati, sebbene in parecchi casi non si discostino molto dalle previsioni degli analisti. I dati sui nuovi cantieri residenziali in giugno, -5% m/m, ha contribuito all'avvio in rosso di Wall Street su cui pesano in particolar modo le performance negative dei titoli tecnologici: il Dow Jones cede lo 0,69%, lo SP500 -0,44%, Nasdaq -0,78%. Giornata turbolenta per le borse del Vecchio Continente: dopo aver aperto in territorio positivo hanno accelerato al ribasso nelle ultime ore della mattina per poi rimbalzare in seguito alla risalita dei mercati americani. Francoforte perde lo 0,71%, Parigi cede lo 0,59%, Londra -0,16%. Piazza Affari segue l'andamento degli altri mercati, il FTSE MIB chiude a 19.985,32 punti, -0,66%, ed il FTSE All Share a 20.475,45, -0,69%. Tra le blue chip le vendite hanno colpito in particolar modo Saipem -2,54%, Buzzi Unicem -2,42%, Stm -2,27%, Lottomatica -2,17%, Telecom -2,14%. In controtendenza Bulgari +2,20%, Tenaris +0,68%, Parmalat +0,36, Exor +0,35%, e Mediaset +0,33%. L'euro dopo aver superato quota 1,30 nei confronti del dollaro ritraccia a 1,29. Il future sul Wti con consegna ad agosto viene scambiato a 77,1 dollari al barile.

Titolo da monitorare: Ansaldo Sts

All'inizio del mese Ansaldo STS ha dato esecuzione alla prima tranche dell'aumento gratuito di capitale deliberato dall'Assemblea straordinaria riunitasi in aprile, e che prevede l'imputazione a capitale di riserve disponibili. L'operazione non ha pertanto avuto effetti di sorta ne' sull'operativita' della societa', ne' sull'andamento delle quotazioni sul mercato. Dopo aver registrato nuovi massimi storici, in aprile, i prezzi avevano ritracciato pesantemente, ed ignorando il supporto a 10,50 euro erano scesi fin sotto i 10 euro prima di rimbalzare. Al momento l'impostazione grafica di breve termine, cosi' come quella di medio periodo, si e' riportata in una posizione di neutralita'. La forza relativa rispetto all'indice dei titoli a maggiore capitalizzazione rimane molto buona. La prossima soglia resistenziale che i prezzi dovranno abbattere e' quella dei 12 euro. Operativamente, un suo superamento consolidato costituirebbe un segnale di forza che aprirebbe la strada a nuovi allunghi verso i 12,90 euro, massimo da inizio anno. Nel caso in cui dovessero verificarsi dei ritracciamenti riteniamo che l'area da monitorare con piu' interesse per le strategie di acquisto basate sulla debolezza, e' quella dei 10,50 euro. In questo caso il target potrebbe essere identificato in corrispondenza di 11,50 euro. Il nostro giudizio si modificherebbe in negativo se le vendite si spingessero oltre il pivot low a 9,80 euro.

dati forniti da ADB e Borse.it


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