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21:34 - 18 maggio 2012


Unicredit, Aumento di capitale ok

Federico Ghizzoni

Federico Ghizzoni

Con la chiusura della vendita dei diritti inoptati, ridotti a una percentuale minima, si è conclusa la maxi-ricapitalizzazione. Soddisfatto l'Ad Ghizzoni. Coma cambia la mappa interna

Con la vendita dei diritti inoptati, si conclude l'operazione di maxi-ricapitalizzazione da sette miliardi e mezzo di Unicredit, passata attraverso momenti di puro "thrilling" ma giunta a compimento nel migliore dei modi, stando alla soddisfazione espressa ieri al termine del Cda dall'amministratore delegato, Federico Ghizzoni. L'aumento di capitale è stato sottoscritto al 99,8%; i crediti inoptati - i cui diritti potranno essere esercitati entro il prossimo 7 febbraio - ammontavano dunque a poche briciole, circa 4,6 milioni, relativi a 9,2 milioni di azioni.

Come ha sottolineato ieri Ghizzoni, grazie all'operazione richiesta a Unicredit dai vertici dell'Eba, che tante perplessità aveva indotto in analisti, osservatori e anche in alcuni soci storici della banca di piazza Cordusio, ha portato - pur tra paurosi "up and down" - a un rialzo finale del 39,2% sul valore titolo, durante il periodo di sottoscrizione concluso venerdì scorso.

Dal punto di vista della solidità patrimoniale, ha aggiunto l'Ad, oggi Unicredit "con un Core Tier 1 del 10,35%" è la banca più capitalizzata in Italia e fra le prime in Europa, con un rapporto common equity superiore al 9% nel 2012, destinato a salire oltre il 10% entro il 2015. Un ipotetico investitore che - sfidando il clima teso dei mercati - avesse acquistato quote di Unicredit a partire dal 3 gennaio (data di inizio del collocamento), avrebbe oggi ottenuto un rendimento del 7,2%, scrive il Sole 24 Ore. Niente male, meglio anche di un Btp decennale!

Ora l'attenzione si sposta sui mutamenti che l'aumento di capitale indurrà nei delicati equilibri della governance. È ancora presto per scendere in dettagli - Ghizzoni stesso ha detto che nel Cda di ieri non se ne è discusso - ma alcuni elementi sono già chiari. Il nucleo storico delle fondazioni (Crt, Cariverona, Carimonte, Cassamarca) mantiene la propria influenza ma la sua quota di controllo verrà erosa dal 13 a circa il 10%, mentre verrà incrementato il peso specifico dei soci esteri: alcuni già presenti - come i libici di Bank of Lybia e Lia (che insieme dovrebbero però rimanere sotto il 5%, risultando perciò diluite), al fondo Aabar con sede ad Abu Dhabi (salito invece fino al 5%), fino agli americani di Blackrock e soprattutto di Capital Research, che con una quota pari al 5,4% risulterà primo azionista singolo nella banca post-aumento.

In vista del rinnovo dei vertici aziendali, mentre rimane incerta ma con possibilità di riconferma la presidenza del tedesco Dieter Rampl, vincitore della battaglia contro l'ex Ad Alessandro Profumo, poi dimessosi, e co-traghettatore del gruppo in un periodo particolarmente complesso (non giova però alla sua candidatura l'assenza di soci forti connazionali di Germania), il prossimo Consiglio di amministrazione di piazza Cordusio potrebbe aprirsi a nomi vicini a Diego Della Valle e Francesco Gaetano Caltagirone. I due imprenditori, infatti, comunque impossibilitati a entrare personalmente nel board a causa della nuova normativa sui doppi incarichi introdotta da Monti, hanno incrementato la propria quota (il patron di Tod's portandola, a quanto pare, all'1%; la stessa entità raggiunta dal costruttore romano, che ha, di contro, venduto buona parte delle sue azioni e lasciato il Cda di Montepaschi, dove era arrivato a detenere il 4,72%), potrebbero legittimamente aspirare a un posto nel nuovo Cda, sedendo accanto ad alcuni soci storici come la famiglia Maramotti, controllante il fashion brand Max Mara, il cementiere Carlo Pesenti ("diluito" fino allo 0,3% e uscente dal Cda), il gruppo De Agostini - che ha confermato le proprie opzioni ritrovandosi con una quota dello 0,11% - o che hanno approfittato dell'aumento per aumentare le proprie partecipazioni, come ha fatto il patron di Luxottica, Leonardo Del Vecchio (passato dallo 0,5 all'1%).

13:02 - 01 febbraio 2012