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21:29 - 18 maggio 2012


Grecia sull'orlo del default

Atene

La riunione dell'Eurogruppo non si terrà prima di giovedì, segno che non c'è ancora accordo fra gli emissari della troika e il governo di Atene. Borse fiacche, Milano recupera nel finale

La crisi greca tiene il mondo col fiato sospeso. Rompendo il fronte - finora compatto - di quanti non vogliono neppur sentire parlare di uscita dall'euro, la commissaria europea all'agenda digitale, l'olandese Neelie Kroes, ha affermato oggi che un default di Atene non comporterebbe automaticamente la fine della moneta unica europea. Le dichiarazioni della Kroes, poi in parte corrette, mostrano i nervi scoperti dell'Europa, che vede avvicinarsi sempre più la data posta come ultimo termine per l'ok da parte del governo ellenico al piano di tagli richiesti dalla troijka formata dai tecnici della Commissione Ue, della Banca centrale europea e del Fondo monetario internazionale. Oggetto della complessa trattativa sono - da un lato - la rinegoziazione della durata e del valore dei titoli greci in possesso dei creditori privati europei (soprattutto banche francesi e tedesche) e il nuovo pacchetto di aiuti quantificato la scorsa estate in 130 miliardi di euro circa; dall'altro, un nuovo pacchetto di misure composte da riduzioni di spesa, tagli ai salari e riforme.

Il segnale che la trattativa segna il passo è venuto dal presidente dell'Eurogruppo, Jean-Claude Juncker, che in un'intervista radiofonica ha detto che non verrà convocata alcuna riunione prima di giovedì 9 febbraio; una mossa che pone un limite temporale ma regala ai negoziati almeno altre 24 ore di tempo. Un giorno in più in cui - archiviato l'ennesimo sciopero generale indetto martedì dai sindacati greci - l'esecutivo di Lucas Papademos dovrà decidere se provare a far ingoiare l'ennesimo "rospo" a una popolazione già provata da dure misure di austerity, o accettare l'ipotesi di un default che prefigurerebbe un ritorno alla dracma. Uno scenario quanto mai fosco e imprevedibile anche per gli altri Paesi dell'Eurozona, Italia compresa. Fanno parte del pacchetto di misure richieste dalla troika europea una riduzione del salario minimo del 20%, l'ulteriore taglio di 150mila posti di lavoro nella pubblica amministrazione, la cancellazione delle tredicesime anche nel settore privato e una riforma pensionistica sul modello di quella attuata in Italia dal governo Monti. Senza lo sblocco della nuova tranche di aiuti, Atene non potrà far fonte alle obbligazioni in scadenza a marzo - pari a 14,5 miliardi di euro - entrando così tecnicamente in default. Il governo greco è al lavoro in queste ore per cercare di confezionare una nuova bozza di accordo che possa contare sull'appoggio in parlamento dei tre partiti di maggioranza, ovvero il Pasok del dimissionato premier socialista George Papandreou, il partito conservatore e l'estrema destra.

Fiacca la risposta oggi dei mercati azionari. Con un colpo di reni a fine giornata, Piazza Affari ha strappato una chiusura positiva dell'indice Ftse Mib a +0,62%, seguita solo da Parigi (+0,18%), mentre Londra e Francoforte sono rimaste in campo negativo (chiudendo rispettivamente a -0,03 e -0,16%). Positiva, come ieri, Atene, che ha guadagnato il 3,17%.

18:02 - 07 febbraio 2012