Grecia sull'orlo del baratro. Sarkozy: "Occorre concludere"
Il Parlamento greco
Tra alti e bassi prosegue ad Atene il braccio di ferro con la troijka europea. Domani nuovo sciopero generale. La Merkel e il presidente francese premono sul governo greco
Il sirtaki greco sul filo di lama continua, ma lo spettro del default si fa sempre più concreto. È scaduto il termine che la troijka europea formata dagli incaricati di Ue, Bce ed Fmi aveva imposto al governo di Atene per ricevere rassicurazioni sugli impegni da assumere in vista della concessione di una nuova tranche di aiuti. Si continua a trattare a oltranza ma i leader europei - Merkel e Sarkozy in testa - premono sul premier Lucas Papademos e sul ministro delle Finanze Evangelos Venizelos affinché l'esecutivo sblocchi il pacchetto di impegni. Non si tratta di richieste da poco (del resto, neppure i fondi promessi lo sono: altri 130 miliardi che andrebbero a sommarsi ad analogo ammontare già stanziato): nuovi tagli ai salari minimi, cancellazione delle tredicesime anche nel settore privato, riforma del sistema pensionistico e una nuova ondata di licenziamenti e prepensionamenti nel settore pubblico.I due principali sindacati greci hanno indetto per domani un nuovo sciopero generale, per protestare contro le misure di austerità già introdotte e quelle nuove che un riluttante governo dovrebbe fare proprie. L'ennesimo vertice tenutosi domenica alla presenza del premier Papademos ha partorito solo l'intesa per un taglio ulteriore della spesa pubblica dell'1,5% del Pil nel corso di quest'anno, ma la troijka vuole di più e ora i rappresentanti dei partiti che sostengono il governo di Atene - socialisti, conservatori ed estrema destra - avranno tempo fino a mercoledì per motivare il loro no al nuovo pacchetto di misure. È saltata intanto la riunione dell'Eurogruppo in programma a Bruxelles che avrebbe dovuto ratificare l'intesa raggiunta con i leader politici ellenici.
L'impressione è che i due dominus della scena europea, Merkel e Sarkozy, stiamo volutamente mettendo Atene con le spalle al muro, consapevoli però che il default greco aprirebbe la strada a terrificanti quanto imprevedibili scenari di crisi a catena. "Siamo entrambi d'accordo nel volere che la Grecia rimanga nell'euro", ha detto perciò la cancelliera tedesca, aggiungendo però che "non ci sarà nessun nuovo programma di aiuti per la Grecia se non verrà raggiunto un accordo con la troijka". Ancor più ultimativo è apparso il presidente francese: "Vogliamo questo accordo", ha detto, ma "i leader greci hanno preso degli impegni e devono rispettarli scrupolosamente". "Il tempo sta scadendo e dobbiamo concludere, dobbiamo firmare", è il suo diktat.
Sui mercati europei la settimana borsistica ha risentito delle tensioni internazionali: Piazza Affari ha aperto negativa e lo è ancora intorno alle 15 (-0,77%); dello stesso tenore le performance a livello continentale, con Parigi che cede lo 0,91%, Francoforte a -0,32% e Londra -0,23%. In controtendenza proprio l'indice Ase della Borsa greca, che nel primo pomeriggio faceva segnare un modesto progresso dello 0,40%.
15:02 - 06 febbraio 2012
Gli ultimi articoli
18.05.2012
Facebook, è arrivato il grande giorno
15.05.2012
Il Pil va a picco: meno 0,8%, il dato peggiore da tre anni
15.05.2012
Agenzie di rating "destabilizzanti". Il duro giudizio dell'Abi
11.05.2012
Titoli di Stato, bene l'asta Bot
08.05.2012
Amministrative. Napolitano: "Motivi di riflessione"
07.05.2012
Gambizzato a Genova manager dell'Ansaldo
07.05.2012
Borse, prime reazioni negative al dopo voto in Francia e Grecia


Rss