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21:27 - 18 maggio 2012


Grecia, c'è l'accordo sugli aiuti

Commissione Ue

Si è trattato a Bruxelles fino alle prime luci dell'alba. Soddisfatti i leader europei ma i mercati hanno aperto questa mattina tutti negativi. Incertezza sulla tenuta di lungo periodo del Paese ellenico

La Grecia è salva (ma che paura). Al termine di una non-stop durata 12 ore a cui ormai le istituzioni europee ci hanno abituato, è stato varato il sofferto accordo che dispone un ulteriore pacchetto di aiuti al Paese ellenico pari a circa 130 miliardi di euro. Il presidente dell'Eurogruppo, Jean-Claude Juncker, ha esposto i risultati del negoziato alle cinque del mattino, giusto in tempo per precedere l'apertura delle Borse. Che tuttavia non hanno premiato gli sforzi dei negoziatori. Intorno alle 13, infatti, i mercati rimangono polarizzati negativamente, con Piazza Affari in perdita di oltre l'1%, Parigi e Francoforte entrambe attorno a -0,70% e Londra che cede lo 0,36%.

A tutta prima, l'incertezza pare dunque dominare ancora i mercati; un'incertezza legata alla tenuta sul lungo periodo degli impegni assunti dal governo di Atene, fondata, tra l'altro, su una pronta ripresa produttiva, tale da riportare in fretta il Pil in attivo (ora è negativo per circa il 7% annuo). Ma quali sono i punti salienti dell'accordo? Innanzitutto l'elargizione di un secondo pacchetto di aiuti da parte dei 17 Paesi dell'Eurozona per circa 130 miliardi di euro, che vanno dunque ad aggiungersi ai 110 già indirizzati al salvataggio della Grecia dal default. Obiettivo principale del programma di aiuti è la riduzione del rapporto debito pubblico-Pil dall'attuale 160% al 120% entro il 2020. Particolarmente acuto è stato il confronto fra il ministro delle finanze greco, Evangelos Venizelos, e i creditori privati: al termine della trattativa, questi hanno accettato di rinunciare al 53,5% del valore nominale dei loro titoli (pari a oltre il 70% a valori attuali), così da tagliare circa 100 miliardi dell'ammontare complessivo del debito pubblico. Gli interessi sui prestiti relativi al primo pacchetto di aiuti deciso dai governi dei 17 Paesi saranno del pari ridotti per favorire il rientro delle finanze elleniche, mentre la Banca centrale europea rinuncerà ai profitti derivanti dai titoli pubblici del debito ellenico acquistati negli ultimi due anni; tali profitti saranno redistribuiti alle banche centrali nazionali, le quali provvederanno a loro volta a girarli ai rispettivi governi, così da abbassare gli interessi sui primi prestiti erogati.

Un complesso percorso che punta nei fatti ad alleviare o spostare più avanti nel tempo i crediti vantati dai 17 nei riguardi di Atene, puntando sulla ripresa economica del Paese. In cambio, la sovranità greca sarà però messa a dura prova: la troijka composta dai commissari della Commissione Ue, della Banca centrale europea e del Fondo monetario internazionale si installeranno di fatto a tempo pieno nella capitale per verificare il puntuale rispetto della road map da parte del governo presente e dei futuri esecutivi (in Grecia si voterà ad aprile). Inoltre, sarà inserita nella Costituzione dello Stato una norma che garantisca priorità assoluta alla restituzione delle somme concordate; la garanzia massima ottenibile da uno Stato sulla sua volontà di tener fede agli impegni assunti.

13:02 - 21 febbraio 2012