Brontos, chiesto il processo per Profumo e altri 19
Alessandro Profumo
Il pubblico ministero, Alfredo Robledo, ha chiesto il rinvio a giudizio per l'ex Ad di Unicredit e gli altri manager coinvolti in una presunta frode fiscale. Profumo si dice "felice": "Potrò finalmente chiarire"
Alessandro Profumo, ex amministratore delegato di Unicredit, si è detto contento della richiesta di rinvio a giudizio firmata ieri dal pubblico ministero della Procura di Milano, Alfredo Robledo, relativa al caso "Brontos", l'inchiesta su una presunta frode fiscale perpetrata negli anni fra il 2007 e il 2009 da manager del gruppo bancario italiano in combutta con alcuni colleghi della Barclays. Sono venti complessivamente le richieste di rinvio a giudizio."Sono felice che finalmente la vicenda che mi vede coinvolto, ed il mio personale operato, possano essere serenamente oggetto di giudizio", ha dichiarato Profumo, il quale ha aggiunto di aver fiducia che, durante il processo, potrà chiarire "l'insussistenza del fatto e qualsivoglia mia pretesa personale responsabilità". Agli atti dell'indagine condotta dalla Procura milanese ci sarebbero tuttavia almeno tre documenti, uno risalente al marzo del 2007 e due relativi all'aprile e al novembre 2008, su cui il manager - per un quindicennio ai vertici del gruppo bancario - avrebbe apposto il proprio avallo. Ciò che i giudici dovranno accertare è l'illiceità delle operazioni estere - tecnicamente assai complesse - sotto le quali si sarebbe celato un ingiustificato guadagno derivante alla banca da un risparmio fiscale valutato in circa 245 milioni.
Proprio tale cifra nel giugno dell'anno scorso era stata sottoposta a sequestro preventivo da parte del Gip su richiesta del pm titolare dell'indagine, salvo poi venir dissequestrata alla fine di novembre in seguito a un provvedimento di annullamento emesso dal Tribunale del Riesame. Il giudizio è attualmente pendente in Cassazione. Unicredit non è la sola banca italiana ad essere finita sotto inchiesta per operazioni su prodotti finanziari dal profilo opaco: sotto la lente d'ingrandimento della magistratura sono finite anche Intesa Sanpaolo, Montepaschi, Credem, Carige, Popolare di Novara (gruppo Banco Popolare) e Banca Popolare di Milano.
12:02 - 03 febbraio 2012
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