Unicredit, si lavora alla nuova governance
Ieri riunione a Milano del presidente Rampl con i rappresentanti delle fondazioni e degli altri soci forti per delineare i nuovi equilibri post aumento. Varato in nottata il riacquisto di bond per 3 mld
Il presidente del gruppo Unicredit, Dieter Rampl, ha riunito ieri a Milano i rappresentanti delle fondazioni bancarie e alcuni soci forti per cominciare a tracciare un profilo della nuova governance della banca che uscirà al termine dell'aumento di capitale da 7,5 miliardi di euro che si conclude venerdì. Era solo il primo di una serie di appuntamenti che serviranno anche a preparare il rinnovo dei vertici della banca in programma in primavera. È stato intanto confermato - con una nota emessa in tarda serata - il riacquisto da parte di piazza Cordusio di bond emessi dalla stessa banca per un valore nominale di 3 miliardi di euro. L'operazione, cominciata oggi, si concluderà il 3 febbraio e ha come obiettivo l'ulteriore rafforzamento della posizione bancaria.Dalle prime risultanze dell'incontro di ieri, si è appreso che - contrariamente a quanto emerso nei giorni scorsi - il fondo di Abu Dhabi Aabar, che aveva annunciato l'intenzione di salire fino al 6,5% del capitale, resterà invece sostanzialmente fermo al 4,9% già attualmente detenuto, mentre il fondo statunitense Capital Research and Management ha raddoppiato la propria quota, portandola al 5,406%.
Fra gli imprenditori italiani chiamati a partecipare all'aumento con l'obiettivo di compensare la prevista diluizione delle fondazioni, Diego Della Valle potrebbe - in base a indiscrezioni non confermate - salire al 2%, puntando a ottenere un posto nel futuro Cda. Il patron di Luxottica, Leonardo Del Vecchio, starebbe invece ancora valutando se ritoccare o meno la propria quota pari a circa lo 0,5%. Il gruppo De Agostini non è andato oltre la conferma dei diritti dei Cashes risalenti al 2009, sottoscrivendo 6,5 milioni di nuove azioni per un valore di 12,5 milioni di euro, che - al termine dell'aumento - sarà tradotto in una quota pari allo 0,11% del capitale. Sarebbero stati invitati a entrare o a ritoccare le proprie partecipazioni anche i Marcegaglia, Malacalza, Garrone e Mario Moretti Polegato, patron di Geox; nessuno di loro avrebbe però ad oggi annunciato di aderire alla ricapitalizzazione.
13:01 - 25 gennaio 2012
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