Disoccupati, sono l'8,9%. Un giovane su tre senza lavoro
I dati resi noti dall'Istat, riferiti allo scorso dicembre, segnalano un brusco incremento, che ci riporta ai livelli del 2001. Nell'Eurozona il dato è stabile ma superiore: 10,4%
Aumentano ancora i disoccupati in Italia, anche nel mese solitamente consacrato alle vendite natalizie e ai regali. Hanno il suono di una conferma postuma sulla gravità della crisi che ha colpito i consumi i dati diffusi dall'Istat su occupati e disoccupati nello scorso mese di dicembre. I primi risultano stabili rispetto al precedente mese di novembre a quota 22 milioni 903mila (in calo la componente maschile, bilanciata da un incremento di quella femminile).Ma il dato che più conta in questa analisi periodica è quello dei senza lavoro, che raggiungono l'8,9% del totale, in aumento dello 0,1% rispetto a novembre e dello 0,8% su base annua. Si tratta del livello più alto registrato dal 2004, anno in cui sono cominciati i raffronti mensili; su base trimestrale, bisogna invece tornare fino al 2001 per trovare un livello di disoccupazione così evidente. Non va meglio nell'area euro (anzi va decisamente peggio): qui - secondo Eurostat - il numero dei disoccupati è rimasto sostanzialmente stabile rispetto a novembre ma ad un livello più alto che in Italia, il 10,4% (9,9% nella Ue a 27).
Il dato riferito alla disoccupazione giovanile nel nostro Paese è rimasto stabile; non si tratta però di una buona notizia, dal momento che - con una media del 31% - l'Italia si conferma uno dei Paesi in cui i ragazzi e le ragazze faticano maggiormente a trovare una collocazione e spesso si tratta di mansioni precarie. Inoltre, su base annua il dato mostra una dinamica negativa, essendo aumentato di tre punti percentuali negli ultimi 12 mesi.
In termini assoluti, a dicembre gli occupati rappresentavano il 56,9% del totale (stabile), mentre gli "inattivi" erano il 37,5% (in leggerissimo calo). In campo femminile, tuttavia, il tasso di inattività è molto superiore, dal momento che raggiunge il 48,2%. Quasi la metà delle italiane risulta dunque privo di un'attività lavorativa, un altro elemento che pone il nostro Paese in coda alle classifiche europee.
12:01 - 31 gennaio 2012
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