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05:21 - 08 febbraio 2012


Cedolare secca e imposte locali. Il Cdm vara la riforma

Palazzo Chigi

Il Consiglio dei ministri convocato mercoledì pomeriggio ha varato il testo del decreto che riforma il sistema di tassazione locale in vista del federalismo fiscale. Ecco le novità

Il Consiglio dei Ministri riunitosi nel pomeriggio di mercoledì ha varato un altro tassello della riforma in senso federale del fisco, introducendo la cedolare secca sugli affitti e una nuova imposta sulla compravendita di immobili (compresa la prima casa), che sarà del 3% per la prima abitazione e del 7% per le altre. Individuate due nuove imposte municipali (una delle quali facoltativa), le quali accorpano e sostituiscono diversi altri tributi.

Il testo della riforma sarà ora sottoposto all'analisi della Commissione bicamerale per la riforma fiscale federale, che potrà apportarvi delle modifiche. Rispetto a quanto avevamo anticipato, la riunione del governo ha consentito di precisare alcuni dettagli. Eccoli.

Cedolare secca sugli affitti. Non sarà pari al 25%, come da anticipazioni, ma al 20% (la stessa aliquota indicata inizialmente per le locazioni a canone agevolato). Si applicherà dal 2011, ma si potrà continuare a optare per l'attuale regime Irpef. Chi vi aderirà dovrà versare un acconto dell'85% nel 2011 e del 90% nel 2012 ma sarà comunque l'Agenzia delle Entrate a definire in dettaglio le modalità di pagamento. Previsto un forte inasprimento delle sanzioni per i furbi che affittano in nero, evadendo le tasse, o per chi dichiara importi non rispondenti al vero.

Imposta sulle compravendite immobiliari. Il nuovo tributo, destinato ai Comuni, andrà a colpire l'acquisto della case, anche della prima. Sarà pari al 3% per la prima abitazione e al 7% per le altre, come ad esempio le case di vacanza.

Nel 2014 Arriva l'IMU. La nuova Imposta municipale entrerà in vigore solo nel 2014. La sua aliquota non è stata indicata, ma lo sarà entro il prossimo 30 novembre per il tramite di un decreto del presidente del Consiglio. I Comuni potranno elevarne - o diminuirne - l'importo fino allo 0,3%. L'IMU sostituirà una serie di imposte immobiliari, che vanno dalla relativa componente Irpef alle addizionali per rendite fondiarie e beni non locati. Vi saranno ricomprese anche l'imposta di registro, quella ipotecaria, l'imposta catastale, l'imposta di bollo, l'imposta sulle successioni e donazioni, le tasse ipotecarie, i tributi speciali catastali e l'imposta comunale sugli immobili. Il pagamento avverrà in quattro rate: al 31 marzo, 16 giugno, 30 settembre e al 16 dicembre. Il contribuente potrà anche decidere di versarla in un'unica soluzione annuale, da corrispondere entro il 16 giugno.

Imposta facoltativa comunale. Ai Comuni sarà consentito esigere una tassa facoltativa - non riferita agli immobili ad uso abitativo - che sostituirà i canoni di occupazione di aree pubbliche, l'imposta comunale di pubblicità e i diritti di affissione, oltre al canone per la pubblicità sui mezzi pubblici e l'addizionale per l'integrazione dei bilanci degli enti comunali di assistenza.

Trasferimenti ai Comuni. Nel nuovo sistema fiscale di stampo federalista, ai Comuni saranno destinate: imposta di registro e imposta di bollo; imposte ipotecaria e catastale; imposta sul reddito delle persone fisiche, in relazione ai redditi fondiari, escluso il reddito agrario; imposta di registro e imposta di bollo sui contratti di locazione relativi a immobili; tributi speciali catastali; tasse ipotecarie e la prossima cedolare secca sugli affitti.

Fondo di perequazione. Per facilitare la transizione al nuovo sistema, sarà istituito un fondo nazionale della durata di cinque anni. Lo Stato parteciperà alla determinazione del gettito in percentuale che sarà decisa entro il prossimo 30 novembre, attraverso un apposito decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, d'intesa con la Conferenza Stato-Città e le autonomie locali. La quota di tributi statali riconosciuta ai Comuni sarà elevata al 50%.
Inoltre, come stabilito nell'ambito della manovra economica, ai Comuni spetterà il maggior gettito derivante dall'accatastamento degli immobili rimasti finora sconosciuti. A tal fine sarà consentito, seguendo modalità prestabilite, l'accesso ai dati contenuti nell'anagrafe tributaria, realizzando più efficaci controlli incrociati anche a livello locale, alla ricerca degli evasori totali o parziali.

18:08 - 04 agosto 2010