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23:14 - 18 maggio 2012


Pedaggi autostradali: anche il Tar del Piemonte li blocca

Casello autostradale

La decisione del Tribunale amministrativo di Torino segue di 24 ore quella analoga assunta dal Tar del Lazio, la quale sospende gli aumenti scattati il primo luglio scorso

Dopo quello del Lazio, che aveva emesso la propria sentenza giovedì, anche il Tribunale amministrativo regionale del Piemonte ha deciso di accogliere il ricorso - presentato dal presidente della Provincia di Torino, Antonio Saita - contro gli aumenti e i nuovi pedaggistradali,scattati lo scorso primo luglio in tutta Italia in seguito all'entrata in vigore di un decreto collegato alla manovra finanziaria.

Ventiquattro ore prima dei giudici piemontesi, si erano espressi analogamente i colleghi del Tribunale amministrativo del Lazio, su sollecitazione del presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, che ha agito assieme a una nutrita pattuglia di amministratori locali, tutti convinti che l'inasprimento delle tariffe e l'imposizione di nuovi pedaggi su tratte che prima ne erano esentate costituisse un atto ingiusto, soprattutto ai danni dei pendolari e degli automobilisti costretti a compiere sovente tratte stradali e autostradali soggette a pedaggio.

Di parere naturalmente opposto si è detto l'esecutivo guidato da Silvio Berlusconi, che ha preannunciato il ricorso al Consiglio di Stato contro la sospensione del provvedimento dettata dal Tar. Il viceministro alla Infrastrutture e Trasporti, il leghista Roberto Castelli, ha giudicato la sentenza emessa dai giudici di Roma "l'ennesima dimostrazione del caos che regna in un Paese in cui chiunque può bloccare le decisioni del governo". In realtà, i giudici amministrativi non sono entrati nel merito del provvedimento, limitandosi a bocciare la norma che - semplificando - a loro avviso si configurava come una nuova tassa, senza tuttavia che ad essa corrispondessero servizi aggiuntivi, come prescrive la legge.

Quello che si apre ora, alla vigilia dei primi grandi esodi estivi, è però un periodo di confusione, sia perché le società concessionarie dovranno - per effetto delle sentenze - tornare ad adeguare i propri programmi informatici di gestione dei pedaggi e ciò potrebbe richiedere tempo, sia perché l'annunciato ricorso di Palazzo Chigi potrebbe rimettere tutto in discussione. Il Codacons, che aveva promosso il ricorso assieme al presidente della Provincia di Roma, invita gli automobilisti che finora hanno pagato le tariffe maggiorate a conservare gli scontrini delle transazioni, così da poter eventualmente partecipare alle azioni risarcitorie che l'associazione sta valutando.

18:07 - 30 luglio 2010