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23:10 - 04 febbraio 2012


Bankitalia: ripresa lenta, occupazione sofferente

Banca d'Italia

Il bollettino periodico emesso da via Nazionale fotografa la situazione economica del Paese nel primo trimestre di quest'anno

La componente interna della domanda risulterà cruciale per la ripresa, una volta "esaurite le misure di stimolo introdotte dai governi all'inizio della crisi". È questa una delle previsioni contenute nel Bollettino periodico emesso dalla Banca d'Italia sulla situazione economica del Paese, riferita in particolare al primo trimestre di quest'anno, che non manca tuttavia di allargare lo sguardo al futuro ove ciò sia reso plausibile dall'analisi macroeconomica.

La ripresa sin qui non ha prodotto l'auspicata inversione di tendenza sul piano dell'occupazione - si legge nel documento - anche se questa nel primo trimestre ha comunque smesso di ridursi. Il tasso di disoccupazione - al netto dei fattori stagionali - è all'8,7% e nel primo trimestre l'occupazione è tornata sia pur marginalmente ad aumentare dello 0,1% rispetto al periodo precedente, dopo sei trimestri consecutivi segnati dal segno meno. Il tasso di occupazione rimane però negativo rispetto al primo trimestre 2009, perdendo otto decimi di punto e attestandosi al 56,6%. Continua a espandersi l'area del lavoro a tempo parziale e il ricorso alla cassa integrazione, mentre la fascia dei giovani fra i 15 e i 24 anni si conferma quella maggiormente a rischio disoccupazione.

Bankitalia rivede al rialzo le stime del Pil, sull'onda del commercio mondiale che - si legge nel Bollettino - "gli organismi internazionali prevedono in crescita più sostenuta rispetto a quello ipotizzato nello scenario presentato nel Bollettino economico dello scorso gennaio". La crescita dell'economia italiana si attesterebbe così all'1% in entrambe gli anni 2010-2011, mentre in precedenza gli analisti di via Nazionale avevano previsto +0,7% quest'anno e +1% il seguente. La crescita del Prodotto interno in Italia si discosterebbe poco da quella dei maggiori Paesi dell'area Euro, restando comunque lontano circa cinque punti percentuali dal livello pre-crisi.

La dinamica dell'inflazione è contenuta dalla perdurante debolezza dei consumi delle famiglie, essendosi stabilizzata intorno all'1,5% annuo, scendendo a giugno all'1,3%. Da gennaio la crescita tendenziale dei prezzi dei beni non alimentari e non energetici si è mantenuta di poco sotto l'1%, annullando di fatto il differenziale dell'indice armonizzato che negli ultimi due anni aveva separato l'Italia dagli altri Paesi Euro. A partire da marzo, infatti, il delta si è annullato.

Il quadro economico rimane pertanto dominato da "ampi margini di incertezza", che nelle economie avanzate verrà influenzata in maniera cruciale dalle componenti interne della domanda, una volta - prosegue l'analisi di Palazzo Koch - "che si saranno esaurite le misure di stimolo introdotte dai governi all'inizio della crisi". Sul piano delle misure anticrisi, il Bollettino di Bankitalia dà atto al governo di aver confermato i propri obiettivi grazie alla manovra approvata dal Senato, che ora passa al vaglio della Camera. Tali obiettivi, si ricorda, prevedono la riduzione dell'indebitamento netto di circa 12 miliardi di euro nel 2011 e di altri 25 nel biennio 2012-13, rispetto ai valori tendenziali.

18:07 - 15 luglio 2010