Zona Euro. La Bce prevede una crescita moderata
Il Pil dovrebbe aumentare fra lo 0,7 e l'1,3% nel 2010 e fra lo 0,2 e il 2,2% nel 2011. Inflazione compresa fra 1,4 e 1,6% quest'anno e fra l'1 e il 2,2% nei successivi 12 mesi
La Banca centrale europea scommette su una crescita moderata dell'economia dell'area euro. La previsione è contenuta nel suo ultimo bollettino mensile, nel quale - in uno scenario di pressioni inflazionistiche contenute - l'istituto di Francoforte farà tutto quanto è in suo potere per preservare la stabilità dei prezzi a medio termine e favorire una crescita sostenibile, la creazione di posti di lavoro e la stabilità finanziaria.Il Pil dei Paesi aderenti è atteso in crescita in termini reali fra lo 0,7 e l'1,3% nel 2010, con una proiezione contenuta fra lo 0,2 e il 2,2% nel 2011. Le stime di quest'anno sono in leggero rialzo rispetto alle proiezioni risalenti al marzo scorso, mentre quelle per il 2011 sono state riviste leggermente al ribasso, a causa delle prospettive della domanda interna.
Dopo una brusca contrazione, l'economia ha registrato una nuova espansione a partire dalla seconda metà del 2009 e benché moderato e discontinuo, la Bce prevede che il trend proseguirà nei prossimi mesi. L'inflazione dovrebbe rimanere comunque sotto controllo, con modeste oscillazioni comprese fra l'1,4 e l'1,6% nel corso del 2010. Anche in questo caso le stime sono state riviste leggermente al rialzo, con una proiezione 2011 compresa fra l'1 e il 2,2%, a causa di un previsto aumento dei prezzi delle materie prime. I rischi di un incremento eccessivo - prosegue il bollettino diffuso dall'Eurotower - sono comunque sostanzialmente bilanciati.
Sul fronte della politica monetaria, viene infine confermato l'attuale livello dei tassi di interesse, considerato adeguato. Rispetto alle politiche di bilancio, il Consiglio direttivo della Bce, presieduto da Jean-Claude Trichet e partecipato dai governatori delle banche centrali nazionali dei 16 Paesi dell'area dell'euro, ha espresso apprezzamento per la recente decisione degli Stati aderenti di dare vita all'European Financial Stability Facility, organismo deputato a garantire la stabilità finanziaria nella zona. A ciò - conclude il documento - deve affiancarsi un'azione determinata a livello dei governi, per onorare gli impegni di correggere i disavanzi e i debiti pubblici elevati e di ridurre la vulnerabilità delle proprie finanze. A tal fine, si esortano i Paesi che presentano problemi di competitività o squilibri interni, a porre in essere con urgenza riforme strutturali che rafforzino in particolare la crescita e l'occupazione.
12:06 - 17 giugno 2010
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