Pomigliano. La Fiom non firma. "Impossibile"
Il sindacato dei metalmeccanici Cgil ha bocciato all'unanimità la proposta presentata dalla Fiat perché lederebbe diritti irrinunciabili dei lavoratori. Proclamate otto ore di sciopero il 25
Un chiaro indizio della piega che avevano preso gli eventi nella giornata di ieri, in cui era stato indetto il comitato centrale della Fiom, si era percepito quando sul sito del sindacato metalmeccanico era apparso un documento in 15 punti che parlava esplicitamente di "ricatto" ai danni dei lavoratori. E infatti di lì a poco è seguito il "no" ufficiale al piano di rilancio dello stabilimento di Pomigliano d'Arco, in provincia di Napoli, messo a punto dalla Fiat, che venerdì scorso era stato invece sottoscritto da Fim Cisl, Uilm Uil, Ugl e Fismic.Il segretario generale della Fiom, Maurizio Landini, da poco nominato al posto di Gianni Rinaldini, ha poi precisato che la linea è stata decisa all'unanimità, senza alcuna frattura, dunque, all'interno del sindacato, che pure negli ultimi giorni era stato sottoposto a un serrato fuoco di fila da parte delle altre sigle sindacali, del governo e della Confindustria, tutti a vario modo convinti che la necessità di salvare lo stabilimento campano debba prevalente su qualunque altra considerazione. Il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, aveva altresì sottolineato l'impatto che l'accordo sarà destinato a produrre sul futuro delle relazioni industriali, auspicando che a partire dall'intesa, lo Statuto dei lavoratori possa diventare, almeno in parte, derogabile da accordi intercorsi fra le parti.
Non si è mostrata dello stesso avviso la Fiom, che ieri aveva raccolto anche i pareri degli iscritti nelle assemblee indette nelle fabbriche. "Se la Fiat - ha dichiarato Landini - vuole mantenere la posizione del documento presentato l'altro giorno, il comitato centrale all'unanimità non considera possibile che quel testo venga firmato". A sostegno della vertenza in corso, il sindacato ha indetto uno sciopero di quattro ore della categoria, che si andrà ad aggiungere alle quattro di sciopero generale già indette dalla Cgil il prossimo 25 giugno. Lo stop era stato indetto per protestare contro la manovra economica del governo (per i dipendenti del settore pubblico l'astensione dal lavoro sarà di otto ore).
L'accordo messo a punto dalla Fiat, che prevede investimenti per 700 milioni di euro in due anni in seguito al trasferimento a Pomigliano della produzione della Panda, ora realizzata in Polonia, è stato considerato irricevibile dalla Fiom a causa delle norme che riguardano diritti acquisiti dai lavoratori come il diritto di scioperare senza rischiare il licenziamento, gli orari di lavoro e i diritti al godimento di permessi e malattie. "Non comprendiamo il fatto - ha detto Landini - che la Fiat voglia far passare l'idea che per investire bisogna cancellare i contratti e le leggi: sarebbe un grave danno per tutti". Sempre ieri, la segreteria della Cgil aveva emesso una nota in cui venivano valutate positivamente le intenzioni del Lingotto di conservare i livelli occupazionali a Pomigliano, ma si invitava la dirigenza a riflettere sulle parti dell'accordo che potrebbero "violare leggi e Costituzione". Nel primo pomeriggio di martedì, l'amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, incontrerà i sindacati. Ci sarà anche la Fiom, che pure ha fatto notare di essere stata convocata solo "per conoscenza". Il sindacato metalmeccanico della Cgil illustrerà le ragioni del suo "no" all'accordo.
00:06 - 15 giugno 2010
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