Pil Italia a sorpresa meglio degli altri in Europa
I dati diffusi da Eurostat relativi al primo trimestre dell'anno mostrano un incremento del prodotto interno lordo italiano pari allo 0,5%, migliore di quelli registrati in Germania Francia e Gran Bretagna
È stata una piacevole sorpresa per quanti seguono le vicende economiche italiane l'apprendere dai dati diffusi da Eurostat - relativi al primo trimestre dell'anno - che il Prodotto interno lordo del nostro Paese ha fatto registrare un deciso balzo in avanti.L'ultimo dato disponibile, relativo al periodo settembre-dicembre 2009, assegnava all'Italia un mesto -0,1%, che nei primi mesi del 2010 si è invece trasformato in un vigoroso +0,5%. Non abbastanza da poter gridare al miracolo, ma comunque una performance decisamente migliore dei nostri principali partner a livello europeo e superiore alla media di Eurolandia.
Nel periodo gennaio-marzo, la Germania ha infatti visto crescere la propria ricchezza dello 0,2%, meglio della Francia (+0,1%) ma peggio della Gran Bretagna (+0,3%). Positivo anche il Pil spagnolo (+0,1%), mentre quello della Grecia soffre ancora delle recenti traversie (-0,8%). La media degli Stati che adottano l'euro è risultata stabile, con un incremento dello 0,2% a livello congiunturale. Identico scostamento positivo per l'Europa a 27.
Il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia - in questi giorni a Pechino per sostenere l'imprenditoria italiana in Cina - ha commentato i dati Eurostat dichiarando che confermano la vitalità delle nostre imprese e la loro "capacità di cogliere la ripresa della domanda globale". Ora, ha proseguito Marcegaglia, "ci potrebbe essere una crescita superiore, dall'1 all'1,2%, anche se ciò dipenderà dai mercati, che rappresentano un'incognita".
In effetti, i mercati continuano a riservare docce fredde, frustrando le speranze di una ripresa uniforme e senza improvvisi rallentamenti o crolli. Il trend consolidato delle Borse mondiali è tornato negativo, a causa di una concomitanza di notizie. Il dato della disoccupazione negli Usa - diminuita di due decimi di punto fra aprile e maggio, dal 9,9 al 9,7%, ma grazie quasi esclusivamente a lavoro precario - e soprattutto le voci di un possibile "default" ungherese, alimentato dalle dichiarazioni del portavoce del neo primo ministro, Viktor Orban, hanno spinto al ribasso gli indici, con l'FTSE Mib in calo del 3,3% (la peggiore performance a livello continentale dopo Madrid, che perde circa il 3,70%). Soffre anche l'euro, sceso ai minimi di sempre contro il franco svizzero e tornato sotto quota 1,21 sul dollaro, al minimo degli ultimi quattro anni.
18:06 - 04 giugno 2010
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