Cellulare o lavatrice vecchi, il negoziante li ritira. Per legge
Entra in vigore il decreto che modifica le norme per la raccolta dei rifiuti elettrici ed elettronici. Quando si acquista il nuovo, il venditore è tenuto a ritirare il vecchio per lo smaltimento
Negli ultimi anni quello della raccolta e dello smaltimento di cellulari, computer, fotocamere ed elettrodomestici, i cosiddetti Raee (rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche), è diventato un problema globale, non solo per gli alti costi che comporta ma anche per l'inquinamento che può generare se non effettuato correttamente.A chi non è mai capitato di trovarsi in imbarazzo, non sapendo come smaltire adeguatamente magari un vecchio televisore, il pc ormai superato o il cellulare passato di moda? Se il ricambio avviene con un apparecchio nuovo, spesso il negozio che lo vende è anche disposto a ritirare l'usato. Ma non sempre. Almeno fino a ieri, perché da oggi tutti i distributori, installatori e gestori di servizi di assistenza di apparecchi elettronici ed elettrici saranno tenuti per legge al ritiro dell'usato. Entra infatti in vigore il decreto ministeriale n.65/2010 che istituisce un regime semplificato per il ritiro e lo smaltimento dei Raee in appositi centri autorizzati.
D'ora innanzi, dunque, si potrà consegnare direttamente al negozio la vecchia lavatrice, l'hi-fi o la stampante usata al momento del ritiro di quella nuova. Il gestore del punto vendita dovrà poi provvedere alla consegna dell'apparecchio ai centri autorizzati per il trattamento, con cadenza mensile. La legge si applica anche agli acquisti effettuati on line o a seguito di televendita.
Secondo i dati diffusi dal Centro di Coordinamento Raee, in Italia nel 2009 sono stati raccolti 3,21 Kg pro capite di rifiuti Raee, per un totale di 193mila tonnellate, una quantità tripla rispetto a solo un anno prima. La speciale classifica dei rifiuti tecnologici è guidata da monitor e Tv, seguiti da frigoriferi ed elettrodomestici "bianchi".
15:06 - 18 giugno 2010
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