Marchionne (Fiat): servono incentivi anche per il 2010
Sergio Marchionne
L'ad del gruppo torinese ha parlato all'assemblea annuale dell'Anfia. "Un taglio netto sarebbe disastroso", dice. "Serve un'uscita morbida"
Sergio Marchionne, intervenendo all'assemblea annuale dell'Anfia, l'associazione che rappresenta il mondo dell'industria automobilistica, ha ribadito il concetto già espresso sinteticamente durante il salone di Francoforte: se l'Italia non prolungherà la sua politica di incentivi anche nel 2010, per il mercato dell'auto sarà un disastro.Trovandosi in una sede ufficiale, in presenza del presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, e del sottosegretario allo Sviluppo economico, Stefano Saglia, Marchionne questa volta ha potuto articolare meglio il discorso, spiegando che l'abbandono della politica di incentivi dovrebbe essere, a suo avviso, "morbida", privilegiando le autovetture di piccola cilindrata dotate di alimentazione ecologica. L'Ad Fiat cita i dati resi noti dall'Anfia, che prevedono per il 2009 un totale di auto vendute in Europa pari a 13,5 milioni di unità, con un calo del 7,5% rispetto all'anno precedente. In Italia, grazie soprattutto agli incentivi, l'anno dovrebbe chiudersi meglio, ma con un deficit comunque intorno al 6%. Il che, tradotto in numeri assoluti, fa poco più di due milioni di vetture.
Poiché buona parte delle nuove immatricolazioni sono frutto degli aiuti di Stato e che una certa percentuale di queste è da considerare un "anticipo" di acquisti che altrimenti sarebbero stati fatti nel 2010 - prosegue il suo ragionamento Marchionne - uno stop agli incentivi al 31 dicembre 2009 provocherebbe nel 2010 un nuovo tonfo. Rispetto ai livelli raggiunti dal mercato dell'auto nel 2007 (anteriori dunque al manifestarsi della crisi), il calo potrebbe essere addirittura superiore al 20%. A livello nazionale, la situazione sarebbe resa ancor più grave dal fatto che le vendite hanno premiato soprattutto le autovetture dei segmenti A e B, quelle medio-piccole per intendersi, maggiormente incentivate e tradizionalmente preferite dal pubblico italiano, alle prese con alti prezzi del carburante e traffico tentacolare.
Per il presidente dell'Anfia, Eugenio Razelli, occorre dunque mantenere anche per il 2010 gli incentivi, soprattutto per le vetture ultraecologiche funzionanti a metano e Gpl e per un arco di tempo "sufficiente a stabilizzare tutta la filiera e, in particolare, in moda da stimolare la creazione di una rete di distribuzione ad oggi ancora poco sufficiente". L'associazione ha calcolato che ad oggi le vetture funzionanti con la doppia distribuzione siano il 9,4% del totale, ma ci sarebbe spazio per raggiungere il 25%, ovvero un quarto dell'intero parco auto circolante.
Marchionne, che ieri era presente al lancio della nuova Punto Evo organizzato sul ponte della portaerei Cavour della Marina italiana, aveva anche aggiunto che, senza il sostegno degli incentivi, nel 2010 il gruppo torinese dovrà probabilmente ridurre i propri volumi produttivi, con immaginabili ricadute sull'occupazione. L'Ad Fiat si è però detto incoraggiato da un recente colloquio con il premier, Silvio Berlusconi, ricordando che la soluzione dovrà comunque essere adottata a livello europeo. Le tendenze attuali emerse in Francia e Inghilterra sembrano andare nel verso auspicato dal Lingotto, ovvero in direzione di un allungamento del periodo incentivato.
16:09 - 30 settembre 2009
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