Fiat: occhi puntati su Bertone
La storica carrozzeria, che ha firmato i progetti dell'Alfetta cabrio e della X1/9, è sul mercato e Marchionne ha annunciato la partecipazione del Lingotto alla gara che si apre giovedì
Dalle linee della carrozzeria Bertone sono usciti alcuni fra i modelli più ricercati della storia dell'automobile, molti a marchio Fiat. Fu il caso della spigolosissima X1/9, un'auto sportiva senza compromessi, o della più recente Punto, rivisitata in versione cabrio, come l'Alfetta degli anni '60, storica "creatura" della fabbrica di automobili impiantata nei primi anni Dieci da Giovanni e portata al successo da Nuccio a partire dal secondo dopoguerra. Non c'è da stupirsi, dunque, se il Lingotto, per bocca del suo amministratore delegato, Sergio Marchionne, ha annunciato l'intenzione di partecipare alla gara per l'acquisizione della fabbrica, cui ancora oggi fanno capo 1.137 dipendenti.Le cose, per la Bertone di Grugliasco, importante centro industriale alle porte di Torino, erano cominciate ad andare male verso la fine del 2005. Nel febbraio del 2008 il tribunale ne aveva sancito l'amministrazione straordinaria, una soluzione ben vista anche dai sindacati, che in questo modo hanno potuto continuare a sperare in una nuova vita. Ora le speranze si fanno concrete, dal momento che, in vista della gara che si aprirà ufficialmente giovedì alle 12,30, oltre alla Fiat, altri soggetti hanno manifestato interesse per questo pezzo importante della storia dell'automobile italiana. A concorrere per il marchio è rimasta Lilli Bertone, vedova di Nuccio, scomparso nel 1997, mentre i tre stabilimenti del gruppo, cui fa capo anche l'apprezzato centro stile, farebbero gola al finanziere torinese Domenico Reviglio (interessato anche al marchio) e all'ex manager della Telecom e della Zanussi Giandomenico Rossignolo. La discesa in campo di un autorevole concorrente come la Fiat, anche se a poche ore dall'apertura delle buste, potrebbe mutare radicalmente le prospettive di rilancio del gruppo.
Il sindacato per il momento si mantiene tuttavia prudente, pur plaudendo generalmente alla mossa della Fiat, che torna a dare una speranza alle centinaia di lavoratori in attesa di conoscere il destino della fabbrica, i quali ormai da cinque anni sopravvivono con gli ammortizzatori sociali e dunque con stipendi che spesso non superano i 700 euro. Bisognerà attendere gli sviluppi della gara e soprattutto verificare nel concreto le proposte di piano industriale che saranno avanzate, commentano Fim, Uilm e Fismic. Il segretario generale della Fiom, Giorgio Airaudo, chiama in causa il governo: "che ci sia la Fiat è bene - dice - Ma il governo, che è garante di questa vicenda, deve spingere il Lingotto a chiarire cosa intende produrre in Italia. Come si può pensare che ci siano nuovi prodotti per Grugliasco e non per Mirafiori?" Il riferimento di Ariaudo è allo sciopero che giusto ieri ha bloccato per due ore gli stabilimenti di Mirafiori e più in generale al delicato momento di transizione che sta vivendo la Fiat, protagonista sui mercati internazionali ma assai prudente sul fronte interno, dove recentemente è scoppiato il caso dello stabilimento di Termini Imerese, in Sicilia, di cui lo stesso Marchionne ha annunciato una non meglio precisata riconversione a partire dal 2012.
Di opposto avviso sembra essere il ministro per lo Sviluppo economico, Claudio Scajola, il quale - intervenendo a margine dell'inaugurazione della centrale nucleare che l'Enel ha realizzato in Slovacchia - ha commentato la decisione del Lingotto di partecipare alla gara per l'acquisizione della Bertone come il segno di un "interesse forte che Fiat vuole avere per l'Italia". Scajola ha riferito di essere stato chiamato da Marchionne alle sette del mattino per informarlo dell'avvenuta decisione di partecipare alla gara di giovedì e che i due pretendenti già in lizza farebbero capo uno a un gruppo italiano, l'altro a un gruppo cinese. Secondo Scajola, la mossa della Fiat "significa che vuol mantenere il cervello, la parte progettuale e una parte significativa della produzione in Italia".
11:07 - 15 luglio 2009
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