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21:05 - 18 maggio 2012


Europee: cresce l'astensione, il Pdl non sfonda, il Pd cede

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In Italia ha votato il 6,5% in meno. In Europa avanzano le destre, da noi Pdl primo partito ma sotto le attese. Il Pd perde ma non crolla, vincono Lega e Idv, cresce (poco) il Centro di Casini. Sinistra fuori con Radicali e Destra-Mpa

Il dato più rilevante della tornata elettorale europea appena celebrata è l'astensione, un fenomeno non nuovo per il Parlamento di Strasburgo, che in questa occasione ha però raggiunto livelli persino inferiori a quelli delle elezioni statunitensi, caratterizzate tradizionalmente da un basso numero di votanti. Solo il 43% dei cittadini europei si è recato alle urne, con una prevalenza dei partiti conservatori, che vincono in Spagna (prima sconfitta in cinque anni per Zapatero), dilagano in Gran Bretagna (complice il crollo del partito laburista al governo) e si rafforzano nella Francia del presidente Sarkozy. Non è andata bene invece alla leader centrista tedesca Angela Merkel, ma l'avversario socialdemocratico Spd non se la passa certo meglio, in vista delle politiche di settembre. Probabile che sul voto dei cittadini tedeschi abbia pesato la difficile partita ancora aperta sul destino della Opel. In Italia il dato degli astenuti è considerevolmente più alto (66,46%) della media europea, ma comunque di ben oltre sei punti percentuali inferiore rispetto alla precedente tornata (72,88%). Sono attesi per la giornata di oggi i risultati delle amministrative, che nel nostro Paese si svolgevano in contemporanea col voto europeo.

I risultati delle europee confermano il Partito della Libertà del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, primo partito, con il 35,26% dei consensi. I recenti scandali che hanno coinvolto direttamente la persona del premier (caso Noemi e voli di Stato) hanno probabilmente influito sul risultato finale. Alla vigilia del voto, il premier aveva detto che, secondo i sondaggi, il suo partito avrebbe ottenuto fra il 40 e il 45% dei consensi. Il Partito democratico si conferma a sua volte prima forza d'opposizione, ma il 26,13% dei consensi ottenuti è molto distante dal 33% ottenuto alle politiche dell'aprile 2008 (con il Pd c'erano in quella occasione anche i Radicali); non si tratta insomma del temuto crollo della vigilia ma certamente di un risultato nettamente negativo. Fa segnare un incremento percentuale modesto ma significativo col 6,51% dei voti l'Unione di Centro di Pierferdinando Casini (5,6% alle politiche del 2008), benché la scarsa affluenza - soprattutto nelle regioni meridionali e nelle isole - sottragga quasi due milioni di voti al partito centrista, presentatosi da solo.

Gli unici a ridere in questa tornata elettorale europea sono la Lega Nord e l'Idv di Antonio Di Pietro. Il partito di Umberto Bossi vede confermata la sua posizione di leader in molti distretti settentrionali e ottiene a livello nazionale il 10,20% dei consensi, pari a oltre tre milioni di voti, in netto progresso rispetto alle politiche (8,3%) tenuto conto anche dell'astensione, che tuttavia, come accennavamo sopra, ha colpito in particolare le regioni del Sud e le isole, dove è più rado l'elettorato leghista (in Sardegna, il 60% dell'elettorato si è astenuto, forse anche per protestare contro lo "scippo" del G8 trasferito da La Maddalena all'Aquila; alto anche l'astensionismo in Sicilia, dove ha pesato la crisi apertasi in Regione pochi giorni prima del voto). Il progresso più marcato è stato però quello dei dipietristi, che raccolgono quasi l'8% dei consensi (7,99%) dal 4,4% delle politiche, segno che una campagna fortemente incentrata sull'opposizione frontale al leader del partito di governo ha pagato.

Non superano infine la soglia del 4% e quindi non manderanno loro deputati a Strasburgo i Radicali della lista Bonino-Pannella (che ottengono poco più del 2,42%), e i reduci della diaspora comunista, che si presentavano a queste europee sotto due diverse bandiere: Sinistra e Libertà, la nuova formazione guidata dal governatore della Puglia, Niki Vendola - che riuniva anche Verdi, Sinistra Democratica e Socialisti - ha ottenuto poco più del 3% dei consensi (3,12%). Leggermente migliore il risultato dell'alleanza fra ciò che resta di Rifondazione Comunista - guidata da Paolo Ferrero - e il Pdci di Oliviero Diliberto: a loro il 3,38% dei voti. Da notare che l'unione delle due liste avrebbe consentito un agevole superamento del livello minimo del 4%, non superato anche dall'inedita accoppiata fra la Destra di Francesco Storace e l'Mpa del presidente regionale siciliano, Raffaele Lombardo.

11:06 - 08 giugno 2009