California, addio al sogno
Lo stato, il più ricco d'America, rischia la bancarotta. E il governatore Schwarzenegger chiede un prestito d'emergenza alle autorità federali
Si dice a Washington che siano stati gli elettori repubblicani della California, e in generale del Sudovest del Paese, a mettere sotto pressione i propri rappresentanti al Congresso chiedendo loro di appoggiare il piano Paulson, a causa della forte contrazione sul mercato interno e della crisi generalizzata che l'area vive.Già, perché proprio la ricchissima California, il "golden state" per antonomasia, è oggi fra le più colpite dalla crisi. E potrebbe verificarsi il paradosso che sia la California il primo fra i cinquanta stati dell'Unione (51 se si considera lo status speciale di Portorico), a dichiarare bancarotta.
C'è una prima data inquietante: il 29 ottobre. Per allora, se il governatore (repubblicano) Arnold Schwarzenegger non sarà riuscito ad ottenere dalle autorità federali un prestito di 7 miliardi di dollari chiesto con procedura d'urgenza, resteranno senza paga tutti i dirigenti pubblici dell'amministrazione statale. Il prestito è urgente perché il deficit del bilancio statale ha raggiunto nell'esercizio chiuso il 30 settembre i 15 miliardi di dollari, ed è probabilmente irritante per il governatore stare ad implorare prestiti di questa portata nel momento in cui il piano Paulson mette in campo 700 miliardi (più 150 di assicurazione titoli) di intervento pubblico: ma quei soldi sono riservati alle banche, per rilevare a sconto i famosi titoli "tossici" basati sui subprime ormai inesigibili che ne inquinano il bilancio e ne bloccano l'operatività.
Per le autorità locali ancora non è stato pensato alcun intervento, come del resto per le banche regionali che, esenti dal contagio-subprime, avvertono tuttavia in pieno i contraccolpi della crisi nazionale.
Quello che se fosse una nazione sarebbe l'ottava potenza mondiale insomma è finito in ginocchio. Il governatore è stato chiaro: «Ormai è diventato difficilissimo reperire il denaro sul mercato del credito. Se non ci verrà accordato il prestito-ponte non solo i dipendenti resteranno senza paga, ma dovremo rinviare la costruzione di scuole, autostrade, ferrovie, centrali elettriche, stazioni di pompaggio dell'acqua e tante altre infrastrutture già programmate».
Le fabbriche di Silicon Valley ormai licenziano a mani basse: ben 24mila dipendenti la Hewlett Packard (quasi l'8% del totale), mille eBay (pari al 10%), e via dicendo. Se serviva ancora una dimostrazione della gravità della crisi, proprio l'altra notte è arrivato il risultato della Bank of America, fondata a San Francisco all'inizio del XX secolo dall'italiano Giannini (e infatti all'inizio si chiamava Bank of Italy): nel terzo trimestre dell'anno l'utile è precipitato del 68%, da 3,4 a 1,2 miliardi di dollari. E' un risultato enormemente peggiore di quanto previsto, dato che gli analisti si attendevano 3,2 miliardi di utili. La banca, che solo per motivi fiscali ha sede legale in North Carolina ma è californiana a tutti gli effetti, ha già annunciato un intervento di ricapitalizzazione da 10 miliardi di dollari, ma altre operazioni saranno necessarie probabilmente in futuro.
Dal privato al pubblico, tutte le amministrazioni locali californiane sono in crisi.
I cittadini hanno molti meno soldi da spendere, e così oltre a non andare più nei negozi di Los Angeles che sarebbe anche un danno sopportabile, rinviano il pagamento non solo del mutuo ma anche delle bollette della luce, del gas, del telefono. E quando queste vengono addebitate automaticamente sulle carte di credito è ancora peggio, perché si sta intensificando il numero dei fallimenti sulle carte di credito: i soldi ovviamente non cessano di essere esigibili, ma lo saranno chissà quando. L'economia californiana sta poi soffrendo, come tutte e ancor più delle altre, della crisi dei mutui. Solo in agosto, sono 33mila i cittadini dello stato che hanno visto la casa "foreclosed" dalle banche. E Los Angeles condivide con Miami il record nella svalutazione delle case: -30% in un anno. Insomma, altro che "città dei sogni".
17:10 - 07 ottobre 2008
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