30 per cento posizioni aperte: sono di difficile reperimento

30 per cento posizioni aperte

30 per cento posizioni aperte: di difficile reperimento da parte delle aziende e delle imprese che si occupano di settori qualificati e specializzati

Il paradosso economico italiano di cui si è parlato in queste ultime settimane riguarda una situazione che sembra stravolgere tutto quello che è stato detto negli ultimi periodi: mentre la disoccupazione, specialmente quella dei giovani, è arrivata a livelli record, molte aziende non riescono a crescere e ad emergere, non riescono ad essere economicamente soddisfacenti, perché mancano gli operai giusti.

Qual è il motivo? Secondo quanto è emerso in una recente indagine che è stata condotta, ad esempio, da Sky Tg24 in una azienda padovana, pare che manchino gli operai qualificati ed i giusti profili professionali, quindi, nel settore della meccanica. Questa carenza, che in molti casi è più una assenza, ferma le aziende, rende impossibile la produzione, blocca gli stabilimenti e non garantisce la giusta copertura.

E questa situazione apre le porte ad un’altra situazione difficile: il fatto che, trovandosi in carenza, molte aziende decidano di andare alla ricerca di operai qualificati altrove, magari all’estero, lasciando così molti italiani a casa e senza possibilità di crescita economica. Ben il 30 per cento delle posizioni è di difficile reperimento: e questo significa che le aziende non riescono a trovare il giusto personale.

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