Tassa sul fumo, Renzi dice no: “Con me tasse non aumentano”

Tassa sul fumo, Renzi dice no: “Con me tasse non aumentano”

Tassa sul fumo: il premier Matteo Renzi rassicura gli italiani. “Con me i cittadini non sono bancomat”, sostiene. Qualche giorno fa era circolata la voce di una possibile tassa sul fumo: un’imposta More »

Surroga mutuo, cosa succede se non va a buon fine: chi paga le spese?

Surroga mutuo, cosa succede se non va a buon fine: chi paga le spese?

La surroga mutuo è un’operazione bancaria che permette a chiunque abbia un finanziamento in corso, diventato nel tempo poco conveniente, di cambiare banca gratuitamente. Le motivazioni possono essere diverse: in ogni caso More »

Truffa soldi pubblici, preside acquistava mobili con denaro per bambini

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Truffa soldi pubblici: denunciata dirigente scolastica che utilizzava i soldi dei corsi per bambini per ammobiliare casa È stata scoperta e denunciata la dirigente scolastica dell’Istituto Comprensivo Statale di Cittadella che è More »

Politica di austerità sbagliata: costa all’Italia 130 milioni di euro

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Politica di austerità in Italia non funziona ed è sbagliata: all’Italia costa 130 miliardi di euro in dieci anni La politica di austerità non è certamente una politica che può portare buoni More »

Confindustria su economia, è allarme: Italia non cresce

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Confindustria su economia italiana: è allarme. L’Italia non è in ripresa e non cresce. Va modificata politica economica La politica economica in Italia dovrà cambiare se si vogliono vedere dei risultati positivi More »

 

Tassa sul fumo, Renzi dice no: “Con me tasse non aumentano”

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Tassa sul fumo: il premier Matteo Renzi rassicura gli italiani. “Con me i cittadini non sono bancomat”, sostiene.

Qualche giorno fa era circolata la voce di una possibile tassa sul fumo: un’imposta che, secondo le voci di corridoio, avrebbe potuto essere utilizzata dal governo non solo per incentivare il più possibile i fumatori a smettere di fumare, ma anche per aiutare la ricerca contro il cancro attraverso i proventi della tassa stessa.

Surroga mutuo, cosa succede se non va a buon fine: chi paga le spese?

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La surroga mutuo è un’operazione bancaria che permette a chiunque abbia un finanziamento in corso, diventato nel tempo poco conveniente, di cambiare banca gratuitamente. Le motivazioni possono essere diverse: in ogni caso la banca originaria non ha modo di rifiutare la portabilità del mutuo. In altre parole il mutuatario ha piena libertà di affidarsi ad altre banche, fare richiesta di surroga e quindi spostare il proprio mutuo da un istituto all’altro senza dover fornire al primo troppe spiegazioni.

Truffa soldi pubblici, preside acquistava mobili con denaro per bambini

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Truffa soldi pubblici: denunciata dirigente scolastica che utilizzava i soldi dei corsi per bambini per ammobiliare casa

È stata scoperta e denunciata la dirigente scolastica dell’Istituto Comprensivo Statale di Cittadella che è stata accusata dalla Guardia di Finanza di Cittadella di utilizzare i soldi pubblici destinati all’implementazione di corsi per bambini per ristrutturare e ammobiliare la sua casa.

Comunicazioni Agenzia Entrate, arrivano lettere a contribuenti

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Comunicazioni Agenzia Entrate: in arrivo 6300 lettere a contribuenti dell’Emilia Romagna

Nuova ondata di lettere ai contribuenti italiani: questa volta le comunicazioni Agenzia Entrate per segnalare le anomalie ai contribuenti riguardano i cittadini dell’Emilia Romagna, ed in particolare le dichiarazioni dei redditi dell’anno 2013.

Sciopero Alitalia, indetto per il 22 settembre

sciopero-alitalia

Previsto lo sciopero Alitalia per piloti e assistenti di volo: protesta avviata per il 22 settembre

È stato indetto lo sciopero Alitalia che coinvolgerà, per un periodo di 24 ore, piloti ed assistenti di volo a causa della decisione di eliminare alcune concessioni di viaggio previste per i lavoratori: lo stop lavoro per piloti ed assistenti – voluto da tre sigle importanti nel settore, ovvero Anpac, Anpav, e Usb – è stato deciso per giorno 22 settembre 2016 ed è stato annunciato dallo stesso presidente Anpac all’agenzia Ansa.

La situazione, oggi, è quindi la seguente: se da un lato alcune sigle importanti come Filt-Dgil, Filt-Cisl, Uiltrasporti e Ugl Trasporto Aereo hanno deciso di revocare lo sciopero per il 22 settembre, criticando anche la posizione delle altre tre sigle professionali, piloti ed assistenti di volo saranno accompagnati nella loro decisione da Anpac, Anpav e Usb.

Secondo l’amministratore delegato, la scelta di portare avanti questo sciopero è da considerarsi una vera e propria follia, specialmente in un momento così importante come questo, in cui Alitalia si trova a perdere ogni giorno circa 500 mila euro. Sarebbe bene invece, sempre secondo le parole dell’ad di Cramer Ball, trovare una soluzione che sia di collaborazione tra dipendenti ed azienda, allo scopo di portare avanti lo stesso obiettivo comune. Ma per il momento lo sciopero di protesta sarà portato avanti, con fermezza e decisione.

Scandalo Morandi, i fan: “Non si fa la spesa di domenica”

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Scandalo Morandi, fa la spesa di domenica ed i fan insorgono: “Va contro i diritti dei lavoratori”

Ormai da molti anni si combatte per focalizzare sempre di più l’attenzione sui diritti dei lavoratori: al giorno d’oggi, infatti, sempre più persone, in determinati contesti lavorativi – in primis call center e supermercati – si trovano a dover accettare orari di lavoro che contrastano con le normali necessità quotidiane. Come quella di trascorrere la domenica in famiglia o comunque in totale relax, diritto che è del tutto negato ad alcune categorie di lavoratori, come, appunto, quelli da supermercato.

Ciò che è accaduto in questi giorni ad un noto cantante di musica italiana, Gianni Morandi, riguarda proprio questo sostanziale diritto, che a molte persone è negato: il cantante, ignaro della polemica che avrebbe potuto creare, ha postato sul social network Facebook un’immagine che lo ritrae mentre esce da un supermercato con la busta della spesa, con la didascalia che recitava: “Buona domenica! Ho accompagnato Anna al supermercato“.

Ma questa immagine ha destato polemiche e critiche da ogni parte del mondo social, ed i fan sono insorti contro di lui per la sua decisione di scegliere un giorno ‘sacro’ per fare la spesa, contrastando con tutte le lotte dei sindacati per riportare la domenica a giorno festivo per tutti.

Morandi, di fronte alle polemiche ed ai commenti negativi dei suoi fan, ha comunque risposto in maniera gentile, dichiarando di non aver pensato in alcun modo che potesse trattarsi di un messaggio negativo, con la promessa di non dedicarsi più alla spesa nei giorni festivi.

Che sia un inizio per mettere luce, ancora una volta, sulla faccenda dei diritti dei lavoratori anche legati a giorni e orari di lavoro?

Salari bassi, cala ancora il costo del lavoro in Italia

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Salari bassi: il secondo trimestre 2016 fa registrare ulteriore calo del costo del lavoro

Mentre in Europa si attesta un certo incremento del costo del lavoro con punti che lasciano riflettere, in Italia si registrano i salari più bassi: è quanto emerge anche da un recente studio effettuato sul secondo trimestre del 2016, in cui il costo del lavoro nel Belpaese è stato ancora più contratto del solito.

Le indagini effettuate dalle rilevazioni dell’Eurostat ci dicono infatti che ad oggi il costo del lavoro nel nostro Paese sta subendo delle importanti contrazioni, anche se questi dati potrebbero essere stati in qualche modo anche influenzati dalla presenza delle agevolazioni sugli sgravi contributivi.

Per parlare di numeri, ricorderemo che, stando alle ultime rilevazioni dell’Eurostat, si parla di un costo del lavoro che in Italia è arrivato a scendere dell’1,1% mentre in altri paesi europei c’è stato, al contrario, un aumento del costo del lavoro pari all’1%. Significative la situazione della Romania, della Bulgaria e della Lituania. Il punteggio più significativo in fatto di contrazione dei costi è stato registrato ad oggi solo in Italia ed in Lussemburgo, che registra esattamente gli stessi punteggi in fatto di salari bassi e costo del lavoro che sono stati registrati in Italia.

Politica di austerità sbagliata: costa all’Italia 130 milioni di euro

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Politica di austerità in Italia non funziona ed è sbagliata: all’Italia costa 130 miliardi di euro in dieci anni

La politica di austerità non è certamente una politica che può portare buoni frutti: è quanto emerge dall’ultimo rapporto che Confesercenti ha fatto in merito ad economia e ripresa economica italiana a partire dai consumi e dal comportamento dei consumatori.

L’Austerity voluta e fortemente portata avanti nel nostro paese negli ultimi anni ha avuto – e continuerà anche ad avere un prezzo – molto elevato. Infatti, stando alle recenti informazioni che sono emerse dall’analisi effettuata da Ref Ricerche per Confesercenti, questa politica è costata all’Italia 130 miliardi di euro nel giro di dieci anni.

Dal 2007 ad oggi sono pertanto state portate avanti politiche di austerità del tutto sbagliate, volute sicuramente per migliorare il bilancio dello Stato anche in funzione delle richieste fatte dall’Unione Europea in fatto di rispetto delle misure di severità finanziaria. Secondo i dati emersi, inoltre, pare che solo tre delle dieci manovre eseguite abbiano avuto un esito importante dal punto di vista dell’espansione, ma la selettività ed il fare restrittivo non hanno portato sicuramente nulla di buono.

E se è vero che si è sempre ritenuto che le restrizioni potessero sostenere l’Italia in un miglioramento economico, d’altra parte è anche vero che, stando ai dati rilevati dall’analisi è emerso che questa politica ha comportato dei peggioramenti nell’economia.

 

Confindustria su economia, è allarme: Italia non cresce

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Confindustria su economia italiana: è allarme. L’Italia non è in ripresa e non cresce. Va modificata politica economica

La politica economica in Italia dovrà cambiare se si vogliono vedere dei risultati positivi in fatto di ripresa economica: è quanto consiglia Confindustria, che dopo aver analizzato la situazione attuale in Italia dal punto di vista del Pil e della ripresa economica, ha consigliato una politica espansiva nei confronti delle imprese, sempre più soggiogate e prese d’assalto da una politica sbagliata nei loro confronti.

Bill Gates generosità, 95 per cento dei suoi soldi donati alla comunità

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La generosità di Bill Gates nei confronti dei più poveri: “La maggior parte dei miei soldi non mi servono”

In un’epoca in cui la maggior parte degli imprenditori sono interessati ad ottenere sempre il massimo dalle loro aziende ed invenzioni, risulta fuori dal coro la voce di un imprenditore ed uomo come Bill Gates, che intervistato dal giornale Il Corriere della Sera, ha raccontato la sua esperienza con la ricchezza. Il noto fondatore di Microsoft, in una recente intervista ha dichiarato di essere una persona ricca e fortunata, i cui soldi bastano (ed avanzano) per il sostentamento di sé e della sua famiglia.